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Lo sai che? Pensione con 15 anni di contributi, a che età si può andare?

Lo sai che? Pubblicato il 2 agosto 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 agosto 2015

Ho saputo che è ancora operativa la Legge Amato, per pensionarsi con 15 anni di contributi: non capisco, però, quali siano i requisiti d’età.

 

Innanzitutto, riguardo alla Legge citata [1], nota anche come Deroga Amato, è necessario un breve sunto, per comprendere appieno l’evoluzione negli anni. La normativa in questione, a tutt’oggi in vigore (come conferma una recente circolare dell’Inps [2]), rappresenta un’importante deroga al Decreto Salva Italia [3], o Riforma Previdenziale Fornero che dir si voglia, poiché riconosce la possibilità di ottenere la pensione di vecchiaia con soli 15 anni di contributi, per le seguenti categorie:

– lavoratori che possiedono 15 anni di contribuzione versati anteriormente al 31.12.1992;

– lavoratori che possiedono un minimo di 25 anni di anzianità contributiva (ossia, il loro primo contributo versato risale almeno a 25 anni fa), 15 anni di contributi effettivi da lavoro dipendente, e 10 anni lavorati in maniera non continuativa.

Per quanto riguarda il requisito di “età” in senso stretto, la Legge Amato non si pronuncia espressamente riguardo alla possibilità, per le future normative, di innalzare gli anni allora previsti per la pensione di vecchiaia (le tabelle della norma, difatti, partono da 60 anni per gli uomini e 55 per le donne, nel 1992, per arrivare a 65 anni per gli uomini e 60 per le donne, dal 1° gennaio 2000 in poi).

Tuttavia, sul punto si è pronunciata la citata circolare Inps del 2013, la quale, pur confermando che la Riforma Pensionistica non abbia cancellato la deroga, asserisce che anche ai beneficiari della Legge Amato vadano applicati i limiti d’età previsti dalla nuova normativa, a meno che non fossero stata raggiunti, per le donne, 60 anni d’età al 31/12/2011, (65 per gli uomini), in virtù della cristallizzazione dei requisiti. L’Istituto ha cioè chiarito che la deroga, pur essendo sempre esistente, segue, negli anni, i limiti d’età in vigore al momento. Sul punto sono comunque sorte diverse cause e contestazioni, ma i pareri, in generale, restano tendenzialmente negativi, poiché si creerebbero dei forti precedenti, che comporterebbero esborsi notevoli per le casse erariali.

In pratica, per ottenere la pensione di vecchiaia nel 2015, dunque anche il trattamento previsto per la Deroga Amato, i requisiti di età sono:

– 66 anni + 3 mesi per gli uomini, e 63 anni +9 mesi per le donne, se dipendenti privati;

– 66 anni + 3 mesi per uomini e donne, se dipendenti pubblici;

– 66 anni + 3 mesi per gli uomini) , 64 anni +9 mesi per le donne, se lavoratori autonomi.

I requisiti aumenteranno di 4 mesi, dal 01.01.2016 al 31.12.2018.

Posto che l’età è la stessa prevista dal D.L. Salva Italia, esclusi i casi di cristallizzazione dei requisiti, dove risiede, allora, il beneficio nel fruire della Deroga Amato?

Il vantaggio, qualora il panorama previdenziale permanesse così com’è, senza modifiche, starebbe nell’applicabilità della Deroga Amato in merito ai requisiti contributivi: in parole semplici, chi ha versato oltre 15 anni di contributi prima del 1992, potrebbe fruire della Vecchiaia, all’età prevista dalla Riforma, senza la necessità, né di almeno 20 anni di contribuzione, né di ottenere un assegno pari a 1,5 volte il trattamento minimo, requisiti ulteriori previsti dal Salva Italia. Chi non presenta tali ultimi due requisiti e non soddisfa i parametri della Deroga Amato, invece, dovrà attendere 70 anni e 3 mesi (che nel 2016 diverranno 70 anni e 7 mesi) per ottenere la pensione di Vecchiaia.

Ad ogni modo, in queste settimane si parla di una nuova riforma pensionistica, che dovrebbe essere resa operativa con La Legge di Stabilità, consistente in una maggiore flessibilità in uscita, con decurtazioni dell’assegno: ancora non si è a conoscenza di un testo certo, ma sarà nostro piacere tenere costantemente aggiornati i lettori, tramite il nostro portale, nella speranza di fornire al più presto notizie positive in merito.

note

[1] Art.2, Co. 3, Lett. a) e b), D.Lgs. 503/1992.

[2] Inps, Circ. 16/2013.

[3] D.L. 201/2011.

Autore immagine: 123rf com


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