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News Pensioni, per i disoccupati anticipo di 10 anni delle complementari

News Pubblicato il 2 agosto 2015

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Novità dal DDL Concorrenza, che anticipa la fruizione del trattamento complementare per i soggetti privi di occupazione; addio, inoltre, alla chiusura dei fondi negoziali, alla portabilità ed ai limiti al conferimento del TFR.

Arriva una soluzione a favore dei lavoratori in difficoltà: è stata appena approvata, dal Governo, la norma che consente agli inoccupati da oltre 24 mesi di richiedere che le prestazioni pensionistiche complementari vengano consentite con un anticipo di cinque anni rispetto ai requisiti per l’accesso alle prestazioni nel regime obbligatorio di appartenenza. Ma procediamo con ordine.

IL DDL CONCORRENZA E I FONDI PENSIONE

Il Disegno di Legge sulla Concorrenza [1] è finalizzato a rimuovere gli ostacoli all’apertura dei mercati, alla libera concorrenza ed alla tutela dei consumatori, seguendo i principi e le politiche dell’Unione Europea in materia. La legge viene approvata, dal 2009 [2], una volta all’anno e serve per rimuovere freni e rallentamenti esistenti nei mercati di prodotti e servizi: le regole devono basarsi sulle indicazioni dell’Agcom, l’Autorità garante per la concorrenza ed il mercato, che deve evidenziare i settori ove permangono barriere alla libera competizione.

Per quanto concerne, in particolare, i Fondi Pensione, la Commissione Finanze ha effettuato, nei giorni scorsi, importanti emendamenti, alcuni comportanti un miglioramento per gli iscritti, altri comportanti delle limitazioni.

Ricordiamo che i Fondi Pensione, che costituiscono la cosiddetta “Previdenza Complementare”, sono dei piani di accantonamento, volti , in pratica, ad aumentare la futura pensione, affiancandole un reddito ulteriore. L’adesione è sempre volontaria: si può decidere di versare al fondo, oltre ai contributi integrativi, anche le proprie quote maturate di TFR.

Esistono due tipologie di Fondi Pensione : i Fondi di Categoria, detti anche Negoziali o Chiusi (FPC) ed i Fondi Pensione Aperti (FPA).

Gli appartenenti al primo gruppo sono istituiti con contratti o accordi collettivi, anche territoriali e aziendali, su iniziativa dei sindacati. Sono costituiti, giuridicamente, come associazioni senza fine di lucro e governati secondo i principi della democrazia rappresentativa.

Gli appartenenti al secondo gruppo, ossia i Fondi Pensione Aperti, nascono su iniziativa unilaterale degli operatori finanziari abilitati , come banche, assicurazioni, sim e società di gestione del risparmio: chiunque può aderirvi, a prescindere dal settore lavorativo.

Grazie all’articolo 15 del DDL Concorrenza, andrà ora a cadere, sostanzialmente, la distinzione tra Fondi Chiusi e Fondi Aperti, poiché potranno aderire ai Fondi Negoziali anche i non appartenenti alla categoria firmataria degli accordi istitutivi: una novità senz’altro positiva, che offre ai lavoratori una più ampia libertà di scelta.

L’ANTICIPO SULLA PENSIONE COMPLEMENTARE

È senza dubbio positiva anche la seconda novità apportata dalla norma, ovvero la possibilità, per i disoccupati da oltre 24 mesi, di ricevere la pensione complementare con un anticipo di 10 anni, rispetto alla data di pensionamento prevista dal regime obbligatorio di appartenenza. Sino ad ora, difatti, tale possibilità era prevista solo per i disoccupati da oltre 48 mesi, e con un anticipo di soli 5 anni.

Ad esempio, se Tizio, lavoratore dipendente, aderente ad un Fondo pensione, è disoccupato da almeno 2 anni, ed ha, nel 2015, 56 anni e 3 mesi di età, potrà percepire subito la pensione complementare (poiché l’età richiesta per la pensione di vecchiaia è 66 anni e 3 mesi).

Certo, è difficile che un trattamento complementare abbia la consistenza di una pensione ordinaria, poiché la sua funzione è quella di sostegno al trattamento principale, ed anche perché i versamenti effettuati non sono quasi mai ingenti, viste le limitate risorse della maggioranza dei lavoratori: tuttavia, costituisce, per quanto piccolo, sempre un aiuto.

VERSAMENTO DEL TFR

Cadono, poi, i limiti stabiliti dai contratti o dagli accordi collettivi al versamento del TFR nella forma pensionistica prescelta, nonché di eventuali ulteriori contributi a carico del datore.

PORTABILITÀ DEI FONDI PENSIONE

Per terminare la carrellata di novità sui Fondi Pensione, si segnala una nota negativa: non sarà più possibile, purtroppo, la portabilità da un fondo all’altro, ovvero il trasferimento di contributi ad un’altra gestione. È previsto, tuttavia, entro 30 giorni, un tavolo di consultazione sindacale, per avviare una completa riforma della materia.

note

[1] AC 3012/2015.

[2] Art. 47 , L.99/2009.

Autore immagine: 123rf com


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