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Chiudere il fido senza soldi: i consigli di Antonino Fabio Ciaccio

11 Aprile 2013
Chiudere il fido senza soldi: i consigli di Antonino Fabio Ciaccio

I debiti soffocano le famiglie, le banche revocano il fido e strozzano le aziende, ma esiste sempre una via d’uscita anche per i problemi che sembrano insormontabili. I consigli di Antonino Ciaccio per uscire dai debiti e dai fidi delle banche.

Antonino Fabio Ciaccio è un ex agente immobiliare che oggi scrive per il web e fornisce servizi alle imprese per il recupero delle somme indebitamente prelevate dalle banche. Ha appena pubblicato un secondo volume “Chiudere il fido senza soldi” (l’ebook è scaricabile a questo link). Gli abbiamo chiesto quali siano i primi suggerimenti comportamentali da dare a chi si trovi ingolfato dai debiti e dalle banche.

Quando si è immersi in una situazione debitoria soffocante – ci rivela Ciaccio – il primo segreto è fare uno switch, un cambiamento mentale.

Quasi sempre, in questi casi, il debitore si vede senza via d’uscita. Mantenendo invece la giusta lucidità, si scopre che, al contrario, le soluzioni esistono: basta solo documentarsi.

Alla base di tutto, dunque, c’è la fiducia di poter uscire dal problema. I debiti spesso si risolvono non solo con i soldi, ma anche con le corrette informazioni.

Bisogna poi imparare a gestire i rapporti con i creditori già nel momento in cui sorge il debito. È importante comportarsi con onestàintegrità e, comunque, “metterci la faccia”. Se non puoi metterci i soldi, devi metterci qualcos’altro: sparire non servirà a nulla perché farà solo indispettire i creditori.

Al contrario, riuscendo a impostare un corretto e trasparente trattativa col creditore, spesso si riesce a ottenere un saldo e stralcio, con enormi risparmi di denaro.

Diversa è l’ipotesi in cui si abbia un fido con una banca e ci si veda sopraffatti dagli interessi da corrispondere. Molte aziende in difficoltà, dopo aver chiesto un fido per qualche migliaia di euro, scoprono di avere un’enorme esposizione debitoria. Come è possibile?

Invero, nessuno si aspetterebbe che la propria banca, con cui ha avuto un rapporto fiduciario per diversi anni, compia illeciti (e anche gravi). Invece una recente statistica ha dimostrato – continua sempre Ciaccio – che in un’altissima percentuale di casi, i rapporti di conto corrente presentano usura anatocismo.

È bene dunque sapere che, in questi casi, si può intraprendere azioni legali che bloccano l’esecuzione forzata dell’istituto di credito. La legge, peraltro, prevede che, quando la banca supera la soglia dell’usura, è tenuta a restituire al correntista non solo gli interessi usurari, ma anche quelli legali dovuti nel trimestre.

Grazie alle perizie, ci si accorge di quanto le banche abbiano “caricato” a titolo di anatocismo e di commissioni non dovute.  Il tutto in tempi sempre molto rapidi.

Mai perdere dunque la speranza, ma è bene invece affidarsi a validi consulenti e professionisti per la gestione del debito.



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