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La videosorveglianza in condominio con le telecamere


> L’esperto Pubblicato il 2 agosto 2015



Condominio e privacy: telecamere a circuito chiuso e controllo delle parti comuni; diritti e doveri dei condomini.

La legge di riforma del condominio (L. 220/2012) ha introdotto nel codice civile l’articolo 1122ter, che disciplina l’installazione sulle parti comuni dell’edificio degli impianti di videosorveglianza, prevedendo che la relativa delibera sia approvata con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio. Si deve intendere che tale delibera possa avere quale contenuto sia l’installazione di un impianto comune, sia l’autorizzazione ai singoli condòmini di installare impianti uti singoli.

Il tema della videosorveglianza, specie in luoghi pubblici o aperti al pubblico, è stato oggetto di diversi provvedimenti di carattere generale del Garante della privacy.

Con il provvedimento del 29 novembre 2000, si è specificato che la videosorveglianza e i trattamenti dei relativi dati sono ammessi solo in presenza di situazioni concrete che giustificano l’installazione a protezione delle persone, della proprietà o del patrimonio aziendale. Inoltre, lo stesso provvedimento stabiliva che nell’uso delle apparecchiature volte a riprendere, con o senza registrazione, aree esterne di edifici, adibite a parcheggio o accessi le riprese dovessero «limitare il loro angolo visuale evitando per quanto possibile la ripresa dei luoghi circostanti e di particolari che non risultino rilevanti, quali vie, edifici altrui, esercizi commerciali».

La materia è stata poi oggetto di altri due provvedimenti del Garante (del 2004 e del 2010), i quali contengono prescrizioni vincolanti per tutti coloro che intendono avvalersi di sistemi di videosorveglianza e precise garanzie per la privacy dei soggetti i cui dati vengono eventualmente raccolti e trattati tramite tali sistemi.

Anche la Corte di Cassazione ha in diverse occasioni dovuto occuparsi dei problemi di privacy che si pongono nei casi in cui un condomino decide di installare delle telecamere a protezione della propria unità abitativa.

In tali occasioni, la Corte ha stabilito che l’unico onere che ha il condomino che decide di installare delle telecamere è quello di informare gli altri condomini. Le scene di vita riprese, non devono, però, interessare vita privata altrui, atteso che tale ripresa può costituire reato ai sensi dell’art 615bis c.p.

In particolare, la Corte ha avuto modo di specificare che, si integra il reato di «interferenze illecite nella vita privata», solo se sussistono due elementi e cioè la «violazione di domicilio» con strumenti di videosorveglianza nonché «l’attinenza delle notizie o immagini alla vita privata» (nel caso di specie, la telecamera in questione riprendeva, in piccola parte, il davanzale e il balcone dell’abitazione dei vicini).

Invece, la ripresa del passaggio di persone dal portone di ingresso non può considerarsi alla stregua di momenti di vita privata, quindi non può integrare il reato de quo, perché riferita a comportamenti tenuti in spazi di fatto non protetti alla vista degli estranei poiché tali spazi «sono assimilabili a luoghi esposti al pubblico». Lo stesso dicasi del pianerottolo delle scale.

A questo punto si riteneva possibile l’installazione di una videocamera che «osservi» il pianerottolo, ma l’angolo di inclinazione della telecamere doveva essere tale da non permettere di osservare la porta di ingresso del vicino. Era sempre necessario, però, esporre cartelli che avvertivano che l’area era sottoposta a videosorveglianza.

Ora, è pur vero che il legislatore del 2012, con l’introduzione dell’articolo 1122ter c.c. ha accolto quegli orientamenti favorevoli alla possibilità di installare, per iniziativa dei singoli condòmini, impianti di videosorveglianza in grado di captare immagini relative alle aree comuni, ma è altrettanto vero che tutti i limiti e le prescrizioni dettate dal Garante della privacy e dalla giurisprudenza mantengono la loro validità al fine di contemperare le opposte esigenze.

il nuovo condominio

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