Editoriali Accertamenti, fatture, capitali all’estero. Novità in vista

Editoriali Pubblicato il 3 agosto 2015

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Maggiore semplificazione, tempi più brevi per i controlli fiscali e maggiori difese contro gli abusi; premiate le imprese che adottano le fatture elettroniche

Si chiamano decreti su certezza del diritto e sulla fatturazione elettronica i provvedimenti approvati dal governo [1], destinati a cambiare non poco la vita la vita dei contribuenti e delle imprese italiane. Una serie di cambiamenti che dovrebbero, attraverso la riduzione degli adempimenti burocratici, aiutare il Paese sul cammino della ripresa economica.

Prima novità: nuove le regole per l’amministrazione finanziaria circa la contestazione dell’elusione fiscale che in ogni caso non sarà più considerata reato. Inoltre sono concessi tempi più lunghi per contestare l’abuso del diritto. In pratica l’istanza di interpello anti-elusiva (cioè la possibilità di chiedere un parere all’autorità tributaria: in mancanza di una risposta prevale l’interpretazione del cittadino) potrà essere inviata all’Agenzia delle Entrate anche dopo l’avvenuta operazione, purché arrivi prima della scadenza delle imposta da pagare. I nuovi procedimenti circa l’abuso del diritto saranno in vigore dal primo giorno del mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto e conseguentemente si applicheranno solo per gli accertamenti futuri.

Rivoluzione anche per gli accertamenti fiscali. L’amministrazione potrà procedere a controlli supplementari per imposte dirette e Iva solo nei casi di denunce presentate all’autorità giudiziaria entro 4 anni oppure 5 nel casi di omessa dichiarazione.

C’è poi da considerare una parola, in parte in inglese, presente in questo pacchetto di articoli, si chiama “sblocca voluntary”. Cosa vuol dire? Che l’adesione al rientro dei capitali garantirà la non punibilità su imponibili e imposte connessi alla procedura di emersione per la quale sono scaduti i termini. Senza sborsare un euro, chi aderirà alla voluntary potrà chiudere i conti con le autorità fiscali anche per gli anni dal 2009 e precedenti.

Via libera alla tecnologia con l’arrivo della fatturazione elettronica. Per ora non c’è alcun obbligo: le imprese sono libere di trasmettere i dati attraverso l’e-fattura. Il debutto è previsto per il 1° gennaio 2017 e chi sceglie questa strada sarà premiato: esclusione dall’obbligo dello spesometro, nessuna comunicazione per operazioni Intrastat o con Paesi black list. E poi è prevista una corsia preferenziale sui rimborsi Iva, oltre che tempi più brevi nel caso di eventuali accertamenti.

E’ indubbio che il filo conduttore del pacchetto di norme siano la semplificazione e la certezza del diritto, in modo da avere un sistema tributario meno tortuoso e più efficiente. Il percorso, ovviamente è ancora lungo, ma l’inizio è promettente. A questo punto, con la pubblicazione dei decreti in Gazzetta Ufficiale, non resta che attendere quali saranno i risultati.

note

[1] Consiglio dei ministri n. 76/2015


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