Professionisti IVA: i caratteri dell’imposta

Professionisti Pubblicato il 6 agosto 2015

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L’IVA, colpisce — attraverso un sistema di detrazioni imposta da imposta — solo la parte di incremento che il bene subisce nelle singole fasi di produzione e distribuzione, fino a incidere totalmente sul consumatore finale, che corrisponderà l’intera imposta.

Per semplificare il metodo di pagamento e di detrazione dell’IVA, il meccanismo impositivo viene attuato in una certa unità di tempo (mese, trimestre o anno). Anche se ogni operazione attiva o passiva è immediatamente assoggettata al tributo, il calcolo della differenza fra l’IVA incamerata sulle vendite e l’IVA corrisposta agli acquisti nonché il relativo, eventuale, versamento del saldo attivo vengono effettuati periodicamente. Questo, a prescindere dall’utilizzazione (per la produzione o la vendita) dei beni per cui è stata versata l’imposta.

L’IVA presenta alcune caratteristiche peculiari; si tratta, infatti, di un’imposta:

neutrale, poiché non colpisce l’intero bene ad ogni suo passaggio (come avveniva per l’IGE, che toccando il valore integrale del bene gravava maggiormente sul costo di quelli che passavano per più mani), ma incide solo sul valore aggiunto;

trasparente, poiché in ogni momento, cioè in qualsiasi fase del ciclo produttivo, è facilmente determinabile l’imposta gravante sul bene;

istantanea, in quanto l’occasione del prelievo è data da ogni singolo scambio di beni o servizi;

a pagamento frazionato (o plurifase), in quanto ciascun soggetto, attraverso il sistema di detrazione, dovrà corrispondere il tributo solo per il valore che ha aggiunto al bene;

applicata sulla cifra di affari complessivamente realizzata in un dato periodo di tempo (Potito). Ai fini della riscossione, infatti, l’erario introita il tributo solo periodicamente, quando il contribuente è tenuto ad effettuare il raffronto dell’imposta pagata per gli acquisti effettuati e di quella incassata per le vendite;

proporzionale con aliquote differenziate: in quanto viene applicata in proporzione al valore aggiunto, ed in base alle diverse aliquote che hanno lo scopo di differenziare l’onere fiscale secondo il carattere di più o meno stretta necessità dei beni colpiti.

In pratica l’IVA, pur essendo un’imposta indiretta non agisce in modo indiscriminato su tutti i beni e servizi oggetto di consumo, in quanto le aliquote di questa imposta incidono in misura maggiore su quei beni considerati voluttuari o reputati dannosi per la salute;

gravante sul consumatore finale. Se, infatti, è vero che ogni scambio è assoggettato al tributo, ogni esercente arte o professione ed ogni imprenditore può detrarre, allo scadere del periodo impositivo, automaticamente dall’imposta che ha introitato l’imposta assolta sugli acquisti. Ne consegue, che l’imposta finirà col gravare sul solo consumatore finale che, non potendo detrarre alcunché, sarà percosso dall’intero carico tributario.

Il sistema di pagamento dell’IVA crea particolari rapporti giuridici tra Stato e cedente (che è obbligato a versare il tributo pagato dal cessionario per i beni da lui acquistati al netto dell’imposta che il cedente ha anticipato per i suoi acquisti), e tra cedente e cessionario.

Non si verifica quasi mai l’ipotesi di versamento diretto del tributo da parte del cessionario a favore dello Stato, poiché l’esattore dell’imposta dovuta dal cessionario è lo stesso soggetto cedente del bene. Il meccanismo dell’IVA, dunque, non prevede una singola obbligazione tributaria, bensì una serie di obbligazioni collegate tra loro, obbligazioni che, tra l’altro, facilitano anche le operazioni di verifica e controllo da parte dell’autorità finanziaria.

Con la L. 311/2004, è stata introdotta la reponsabilità solidale, nel pagamento dell’IVA, del consumatore finale con il venditore dell’omesso versamento da parte di quest’ultimo dell’imposta relativa ad una cessione effettuata a prezzi inferiori al valore normale (v. infra par. 28).

Dottrina

Dal punto di vista economico l’IVA viene considerata dalle direttive comunitarie e dalla migliore dottrina (Micheli, Pellingra, Potito) un’imposta generale sui consumi, poiché incide sul consumatore finale, attraverso la traslazione in avanti dell’imposta.

Essa in particolare è:

–  un’imposta generale sugli scambi, poiché viene applicata ad ogni atto economico (cessione di bene o prestazione di servizio);

– un’imposta sul prodotto netto, in quanto, scopo finale dell’imposizione sarebbe la tassazione di tutto il reddito nazionale, costituito proprio dal valore che viene aggiunto a tutti i beni nelle varie fasi del ciclo produttivo e distributivo (Cosciani).

Sotto questa ultima prospettiva l’IVA è particolarmente utile per accertare l’ammontare dell’evasione tributaria in Italia: una volta determinato, infatti, il reddito nazionale, il Ministero dell’economia e delle finanze è in grado — raffrontando l’imposta afferente detto reddito all’imposta effettivamente introitata dall’erario — di calcolare con una buona approssimazione la percentuale di imposta evasa nel nostro Stato.

Manuale di Diritto Tributario

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Autore immagine: 123rf com


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