Professionisti IVA: operazioni non imponibili, esenti ed escluse

Professionisti Pubblicato il 6 agosto 2015

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IVA, cessioni all’esportazione, operazioni IVA esenti, non imponibili, operazioni IVA escluse.

Oltre alle operazioni imponibili  che devono essere fatturate e registrate su appositi registri concorrendo a determinare il volume d’affari del contribuente, la disciplina dell’IVA prevede alcune operazioni sottratte all’imposizione e le distingue in operazioni non imponibili, esenti ed escluse.

IVA: operazioni non imponibili

Le operazioni non imponibili, rientrando nel campo di applicazione dell’imposta ed essendo soggette agli obblighi di fatturazione e registrazione (pur mancando del requisito della territorialità) concorrono alla formazione del volume d’affari (escluse le cessioni di beni ammortizzabili), ma non sono assoggettate al tributo.

Tali operazioni consentono di recuperare l’IVA pagata «a monte» su acquisti e spese.

Sono operazioni non imponibili le cessioni all’esportazione, le operazioni ad esse assimilate ed i servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali, comprese quelle effettuate con la Città del Vaticano, S. Marino e quelle effettuate in base a trattati internazionali.

Cessioni all’esportazione

Sono considerate cessioni all’esportazione non imponibili (art. 8 D.P.R. 633/72):

a) le cessioni eseguite, anche a mezzo di commissionari, mediante trasporto o spedizione di beni fuori del territorio della Comunità Europea a cura o a nome del cedente ovvero dei suoi commissionari (esportazione diretta).

L’esportazione deve risultare da documenti doganali o da vidimazione apposta dall’ufficio doganale su fattura o su bolla di accompagnamento oppure, se questa non è prescritta, sul documento di trasporto, e il contribuente che effettua l’esportazione diretta può ottenere il rimborso dell’IVA assolta sugli acquisti dei beni destinati all’esportazione, in relazione a periodi inferiori all’anno;

b) le cessioni di beni con trasporto o spedizione fuori del territorio della Comunità Europea entro 90 giorni dalla consegna a cura del cessionario non residente o per suo conto ad eccezione dei beni destinati a dotazione o provvista di bordo di imbarcazioni, di navi da diporto, di aeromobili da turismo o di qualsiasi altro mezzo di trasporto ad uso privato e dei beni da trasportarsi nei bagagli personali fuori del territorio della Comunità Europea. L’esportazione deve risultare da vidimazione apposta dall’ufficio doganale o dall’ufficio postale su un esemplare della fattura.

Il cedente del bene destinato all’esportazione potrà richiedere — ai sensi dell’art. 38 bis — il rimborso infrannuale dell’IVA pagata per l’acquisto dei beni destinati all’esportazione, prestando idonee garanzie;

c) le cessioni, anche tramite commissionari, di beni diversi dai fabbricati e dalle aree edificabili, e le prestazioni di servizi rese a soggetti che, avendo effettuato cessioni all’esportazione od operazioni intracomunitarie, si avvalgono della facoltà di acquistare, anche tramite commissionari, o importare beni e servizi senza pagamento dell’imposta;

d) le cessioni di beni da parte di un operatore residente ed altro operatore residente che cede i beni all’estero trasferendoli al di fuori della Comunità (esportazioni triangolari).

Sono considerate operazioni assimilate alla cessione all’esportazione una serie di cessioni ed operazioni relative alla cessione di navi ed aeromobili e di prestazioni di servizio relativi a tali beni o inerenti ad attività per il loro rimessaggio, la loro riparazione (art. 8bis). Infine, sono non imponibili, e quindi anch’essi assimilati alla cessione all’esportazione una serie di servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali (art. 9).

Operazioni esenti

Si tratta di quelle cessioni e prestazioni, indicate espressamente dall’art. 10 del D.P.R. 633/72, che, pur concorrendo alla determinazione del giro d’affari dell’IVA (escluse le cessioni di beni ammortizzabili) non prevedono l’applicabilità dell’imposta; per esse bisogna adempiere gli obblighi di fatturazione e registrazione, nonché quelli connessi alla dichiarazione annuale.

I soggetti che pongono in essere solo operazioni esenti sono ad un tempo «soggetti incisi e percossi», poiché non possono detrarre l’IVA pagata sugli acquisti.

Per i soggetti, invece, che pongono in essere sia operazioni imponibili che operazioni esenti, si applica il principio del pro-rata.

Le operazioni esenti:

non sono soggette al pagamento dell’imposta;

concorrono a formare il volume di affari IVA;

sono soggette a fatturazione e registrazione sui libri IVA;

non consentono di recuperare l’IVA pagata «a monte» su acquisti e spese.

Molteplici motivi hanno spinto il legislatore alla individuazione di operazioni esenti:

motivi di carattere sociale e politico hanno consigliato l’esenzione per non gravare, con l’IVA, prestazioni che interessano l’intera collettività (servizi di trasporti pubblici, prestazioni sanitarie, scolastiche, operazioni relative alla riscossione dei tributi etc.);

motivi di carattere fiscale hanno in altri casi esentato dal tributo operazioni (cessioni di terreni agricoli, locazioni immobiliari, operazioni di assicurazione e riassicurazione) già assoggettate ad altro tributo;

— in altri casi motivi economico-commerciali hanno consigliato l’esenzione (es. la vendita di campioni gratuiti).

Operazioni escluse

Talune operazioni riflettono cessioni di determinati beni non soggette all’imposta per legge o poiché prive di almeno una condizione necessaria.

Queste operazioni sono escluse dal giro d’affari dell’IVA, non concorrono alla sua determinazione — non vanno quindi registrate in contabilità IVA — non danno diritto al recupero dell’IVA assolta agli acquisti.

Rientrano tra le operazioni escluse: le cessioni che hanno per oggetto denaro o crediti in denaro; le cessioni e i conferimenti in società o altri enti, compresi i consorzi e le associazioni o altre organizzazioni, che hanno per oggetto aziende o rami di azienda; le cessioni che hanno per oggetto terreni non suscettibili di utilizzazione edificatoria a norma delle vigenti disposizioni; le cessioni di campioni gratuiti di modico valore appositamente contrassegnati; i passaggi di beni in dipendenza di fusioni, scissioni o trasformazioni di società e di analoghe operazioni poste in essere da altri enti; le cessioni di valori bollati e postali, marche assicurative e similari; le cessioni di paste alimentari, pane, latte fresco; le cessioni di beni soggette alla disciplina dei concorsi e delle operazioni a premio.

Manuale di Diritto Tributario

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Autore immagine: 123rf com


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