Professionisti IVA, base imponibile, aliquote, volume d’affari

Professionisti Pubblicato il 6 agosto 2015

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IVA, lo schema di applicazione del tributo: base imponibile su cui applicare l’aliquota, aliquota ordinaria e aliquote ridotte.

La base imponibile

La base imponibile, sulla quale deve essere applicata l’aliquota IVA per determinare l’imposta relativa a ciascuna operazione, è costituita dall’ammontare complessivo di quanto è dovuto al cedente o prestatore, secondo le condizioni contrattuali, in corrispettivo della cessione del bene o della prestazione del servizio.

Sono compresi nel corrispettivo — ai sensi dell’art. 13 del D.P.R. 633/72 — «gli oneri e le spese inerenti all’esecuzione e i debiti o altri oneri verso terzi accollati al cessionario o al committente» nonché «le integrazioni direttamente connesse con i corrispettivi dovuti da altri soggetti».

Non concorrono, in ogni caso, alla formazione della base imponibile (art. 15):

— le somme dovute a titolo di interessi moratori o di penalità per ritardi o altre irregolarità nell’adempimento degli obblighi del cessionario o committente;

— il valore normale dei beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono in conformità alle originarie condizioni contrattuali, tranne quelli la cui cessione è soggetta ad aliquota più elevata;

— le somme dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni fatte in nome e per conto della controparte, pur se regolarmente documentate;

— l’importo degli imballaggi e dei recipienti, quando ne sia stato espressamente pattuito il rimborso alla resa;

— le somme dovute a titolo di rivalsa dell’IVA.

Non si tiene conto, in sede di determinazione dell’ammontare imponibile, delle somme addebitate al cedente o prestatore a titolo di penalità per ritardi o altre irregolarità nell’esecuzione del contratto.

Anche per le cessioni e per gli acquisti intracomunitari la base imponibile si determina secondo le disposizioni della normativa nazionale.

Le aliquote

Se la base imponibile è costituita dall’ammontare dell’operazione effettuata, l’aliquota di imposta indica la relativa misura del prelievo fiscale.

L’aliquota con la quale deve essere calcolata l’IVA è quella stabilita dalla legge alla data dell’effettuazione dell’operazione.

Attualmente sono in vigore le seguenti aliquote:

aliquota ridotta del 4%, che si applica ai beni compresi nella tabella A, parte II D.P.R. 633/72;

aliquota ridotta del 10%, che si applica ai beni compresi nella tabella A, parte III del D.P.R. 633/72;

aliquota ordinaria del 22%, che si applica ai beni compresi nella tabella B del D.P.R. 633/72. La L. 190/2014 (art. 1, co. 718-719) prevede l’aumento delle aliquote IVA del 10% e del 22% rispettivamente al 12% e al 24% dal 1° gennaio 2016 e al 13% e 25% dal 1° gennaio 2017 salvo che non vengano adottati dei provvedimenti che consentano di raggiungere gli stessi risultati in termini di gettito da entrate erariali.

Il volume d’affari

Il volume d’affari annuo, in base al dettato dell’art. 20 del D.P.R. 633/72, corrisponde all’ammontare di tutte le operazioni che, con riferimento a un anno solare, sono state o avrebbero dovuto essere registrate (registro delle fatture emesse o dei corrispettivi).

Nel volume d’affari vanno considerate:

—  l’ammontare delle operazioni imponibili (al netto dell’imposta), non imponibili ed esenti, relative a cessioni di beni e di servizi effettuate ed annotate;

—  le variazioni in aumento o in diminuzione verificatesi dopo le registrazioni e con separata annotazione nei registri;

—  tutte le operazioni effettuate entro l’anno solare o per un periodo minore in caso di cessazione dell’attività.

Nel volume daffari, non vanno considerate:

—  le cessioni di beni ammortizzabili effettuate nell’esercizio dell’impresa;

—  i passaggi interni di beni e servizi tra attività separate svolte dallo stesso soggetto.

Concorrono invece le cessioni e le prestazioni fuori campo IVA per carenza del requisito territoriale.

Lo schema di applicazione del tributo

L’applicazione del tributo si articola in tre momenti:

all’atto della cessione del bene o prestazione del servizio il cedente o prestatore liquida ed addebita in fattura al cessionario committente, il quale versa il tributo unitamente al pagamento del corrispettivo;

mensilmente o trimestralmente il cedente (o prestatore) presenta il rapporto in base alle annotazioni effettuate sul registro degli acquisti, tra l’ammontare delle imposte versate da lui a terzi per gli acquisti sostenuti e l’ammontare delle imposte versategli da terzi (cessionari o committenti) annotato sul registro delle vendite.

In base a detto raffronto (IVA incassata e IVA versata), il contribuente calcolerà se vanta un credito nei confronti dell’erario (quando l’imposta versata è maggiore di quella riscossa) o un debito (quando l’imposta incassata è maggiore di quella versata). Solo nel secondo caso il contribuente è tenuto a versare all’erario la differenza da lui incassata;

a scadenza dell’anno solare il soggetto effettua una dichiarazione riepilogativa di tutte le somme da lui incassate dai clienti e quelle corrisposte ai fornitori, calcolando il saldo finale d’imposta da versare o ricevere all’erario.

Manuale di Diritto Tributario

note

Autore immagine: 123rf com


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