Diritto e Fisco | Articoli

IVA: adempimenti per fallimento e liquidazione coatta amministrativa

6 agosto 2015 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 6 agosto 2015



Legge fallimentare e IVA: obblighi del curatore e del commissario liquidatore, 

In base alla legge fallimentare (R.D. 267/42) una volta dichiarato il fallimento o la liquidazione coatta amministrativa e reso esecutivo lo stato passivo, il curatore o il commissario liquidatore possono richiedere al giudice delegato, previo parere favorevole del comitato dei creditori, la continuazione temporanea dell’esercizio dell’impresa (art. 104).

Il curatore fallimentare e il commissario liquidatore sono tenuti ad una serie di adempimenti di carattere fiscale sia per le operazioni effettuate successivamente all’apertura della procedura concorsuale sia per quelle poste in essere dall’imprenditore per le quali non siano ancora scaduti i termini.

IVA: obblighi del curatore e del commissario liquidatore

Secondo quanto disposto dal D.P.R. 322/98 (art. 8, co. 4) fanno capo al curatore fallimentare e al commissario liquidatore:

— l’obbligo di presentare la prima dichiarazione annuale IVA riguardante l’anno d’imposta in cui è stato dichiarato il fallimento o la liquidazione coatta amministrativa. Per fare ciò, il curatore e il commissario liquidatore si serviranno di due moduli: il primo, per le operazioni registrate nella parte di anno solare anteriore alla dichiarazione di fallimento o di liquidazione, il secondo, per le operazioni registrate dopo quella data;

— l’obbligo di presentare entro i termini ordinari ed esclusivamente in via telematica, la dichiarazione IVA relativa all’imposta dovuta per l’anno precedente.

La dichiarazione potrà, inoltre, essere presentata anche entro 4 mesi dalla nomina del curatore o del commissario liquidatore se tale termine scade successivamente alla predetta data;

— l’obbligo di presentare in via telematica, per le operazioni registrate dal 1° gennaio fino alla data del fallimento o della liquidazione coatta amministrativa, entro quattro mesi dalla nomina, un’apposita dichiarazione ai fini dell’insinuazione nel passivo della procedura concorsuale.

Tale dichiarazione deve essere presentata su modello IVA 74bis al competente Ufficio locale della Direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate.

Va da sé che resta a carico del curatore (o del commissario liquidatore) il dovere di effettuare tutti gli adempimenti di carattere fiscale previsti dal D.P.R. 633/72 per le operazioni effettuate dopo l’apertura del fallimento (anche se è stato previsto l’esercizio provvisorio).

Per agevolare il lavoro del curatore e del commissario liquidatore è, comunque, previsto che lo stesso possa emettere le fatture entro 30 giorni dal momento di effettuazione delle operazioni, mentre le liquidazioni periodiche devono essere effettuate solo in caso di avvenuta registrazione di operazioni imponibili nel mese o nel trimestre (art. 74bis D.P.R. 633/72).

L’art. 74bis, co. 3, del D.P.R. 633/72, stabilisce, inoltre, che i rimborsi delle eccedenze di cui all’art. 30 del D.P.R. 633/72 non ancora liquidati alla data di dichiarazione di fallimento sono eseguiti senza la prestazione delle richieste garanzie di cui all’art. 38bis, per un ammontare non superiore a 258.228,45 euro.

Le dichiarazioni presentate dal curatore vanno consegnate ad un ufficio postale ovvero ad una banca convenzionata o ad un intermediario autorizzato alla trasmissione telematica. Il curatore, in possesso dei requisiti per richiedere l’abilitazione alla citata trasmissione, ha comunque facoltà di trasmettere le dichiarazioni su indicate direttamente in via telematica avvalendosi del servizio Entratel.

Manuale di Diritto Tributario

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI