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IVA: obblighi del contribuente: le denunce

6 agosto 2015 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 6 agosto 2015



  1. IVA: dichiarazione di inizio attività, scadenze, modalità, numero di partita IVA, variazioni e cessazione, chiusura partita IVA inattive.

La dichiarazione di inizio attività, come previsto dall’art. 35 del D.P.R. 633/72, va presentata dai contribuenti che intraprendono l’esercizio di un’impresa, arte o professione, nel territorio dello Stato o che vi istituiscano una stabile organizzazione, entro 30 giorni. Tale dichiarazione deve essere presentata ad uno degli Uffici locali della Direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate.

I soggetti tenuti all’iscrizione nel Registro delle imprese trasmettono la suddetta dichiarazione mediante la comunicazione unica di cui all’art. 9, co. 7, D.L. 7/2007 da presentare alla Camera di commercio per via telematica o su supporto informatico e poi smistata a INPS, INAIL e Agenzia delle entrate ai fini dell’avvio dell’attività d’impresa.

I soggetti che svolgono attività di commercio elettronico dovranno indicare nella dichiarazione di inizio attività anche l’indirizzo del sito web (sulla cui home page dovrà poi essere indicato il numero di partita IVA attribuito) e i dati identificativi dell’internet service provider.

Quei soggetti che ritengono di realizzare un volume d’affari che comporti l’applicazione di un regime speciale relativo sia agli adempimenti sia alle modalità di calcolo dell’imposta, devono indicarlo nella dichiarazione di inizio attività e osservare poi la relativa disciplina prevista in relazione al volume d’affari dichiarato.

La dichiarazione può essere presentata:

telematicamente. Tale possibilità già prevista per le persone fisiche (D.P.R. 322/98) viene, così, estesa a tutti i soggetti. La trasmissione può essere effettuata direttamente dal contribuente o per il tramite di soggetti abilitati;

in duplice esemplare direttamente all’Ufficio locale della Direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate;

in un unico esemplare, mediante raccomandata postale, con l’obbligo di garantire l’identità del soggetto dichiarante mediante allegazione di idonea documentazione;

all’Ufficio del registro delle imprese per i soggetti tenuti all’iscrizione nel registro delle imprese. In questo caso sarà il registro delle imprese a trasmettere i dati all’Agenzia delle entrate e a rilasciare un’apposita certificazione dell’avvenuta operazione.

La prova della presentazione della dichiarazione è data dalla comunicazione dell’Agenzia delle entrate attestante l’avvenuto ricevimento delle dichiarazioni stesse.

A seguito della presentazione della dichiarazione di inizio attività, l’Ufficio attribuisce il numero di partita IVA (composto da 11 cifre), il quale di regola fungerà anche da codice fiscale per i contribuenti diversi dalle persone fisiche, e che dovrà essere indicato dal contribuente nella dichiarazione e in ogni altro documento in cui sia richiesto.

L’attribuzione del numero di partita IVA è subordinata all’esecuzione di controlli preventivi volti ad individuare, sia pure sommariamente, la reale operatività del soggetto passivo al fine di limitare così i rischi di frode in materia di IVA.

Con il Provv. 21-12-2006, emanato in attuazione dell’art. 35, co. 15ter, del D.P.R. 633/72, al fine di consentire all’amministrazione finanziaria di effettuare appositi riscontri automatizzati, sono state individuate:

— le specifiche informazioni da richiedere all’atto della dichiarazione di inizio attività;

— le tipologie di contribuenti per i quali l’attribuzione del numero di partita IVA determina il rilascio di polizza fideiussoria o di fideiussione bancaria. Si tratta cioè di quei contribuenti che nei primi tre anni successivi al rilascio della partita IVA intendono effettuare acquisti intracomunitari.

Con il D.Lgs. 175/2014 (decreto semplificazioni fiscali) anche i soggetti che intendono operare in ambito comunitario potranno essere inclusi immediatamente nela banca dati dei soggetti che effettuano tali operazioni senza dover più attendere 30 giorni.

È, inoltre, possibile ottenere un numero di partita IVA provvisorio utilizzabile unicamente per l’acquisto di beni e servizi, con esclusione degli acquisti intracomunitari di cui all’art. 38 del D.L. 331/93.

Il D.L. 223/2006 ha, altresì, stabilito un’intensificazione dei controlli dell’Agenzia delle entrate e della Guardia di finanza in relazione a quei contribuenti ai quali è già stato rilasciato il numero di partia IVA (art. 37, co. 20).

Variazioni e cessazione

Le variazioni riguardano le modifiche dei dati relativi alla ditta, al suo titolare, al depositario delle scritture contabili etc.; vanno dichiarate entro 30 giorni dal verificarsi dell’evento. Nell’ipotesi di trasferimento del domicilio fiscale la dichiarazione di variazione va presentata entro 30 giorni all’Ufficio territoriale della Direzione provinciale dell’Agenzia dell’entrate.

La cessazione d’attività va anch’essa comunicata entro 30 giorni dalla ultimazione delle operazioni di liquidazione dell’azienda. Entro i termini ordinari previsti per la presentazione della dichiarazione IVA o del modello UNICO, va prodotta, nell’anno successivo a quello di cessazione, la dichiarazione finale IVA.

Per quanto riguarda le modalità di presentazione di tali denunce esse sono le stesse previste per la dichiarazione di inizio attività cui si rinvia (v. supra lett. A).

Per i soggetti che effettuano operazioni intracomunitarie si presume la cessazione dell’attività se il contribuente interessato non presenta alcun elenco INTRASTAT per quattro trimestri consecutivi (art. 35, co. 7bis, D.P.R. 633/72 modificato dall’art. 22, co. 1, D.Lgs. 175/2014).

Chiusura partita IVA inattive

Ai soggetti IVA che, pur obbligati, non hanno presentato la dichiarazione di cessazione dell’attività, l’Agenzia delle entrate invia una comunicazione contenente l’avviso della chiusura della partita IVA e l’invito al pagamento della sanzione di cui all’art. 5, co. 6, d.lgs. 471/97, ridotta ad un terzo del minimo.

Il contribuente ha la possibilità di comunicare elementi aggiuntivi al fine di evitare la cessazione della partita IVA. Se i soggetti non adducono motivazioni valide, entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, l’Agenzia procede d’ufficio alla cessazione della partita IVA e all’iscrizione a ruolo delle somme dovute nel caso in cui il pagamento non sia stato effettuato spontaneamente (art. 35, co. 15quinquies, D.P.R. 633/72).

Manuale di Diritto Tributario

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