Professionisti IVA: liquidazioni e versamenti

Professionisti Pubblicato il 6 agosto 2015

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Termini di versamento IVA, liquidazione periodica e mensile, acconti, esoneri, contabilità.

Il contribuente provvede a liquidare l’imposta dovuta attraverso la differenza tra il totale dell’IVA esigibile (v. supra par. 6, lett. B) nel periodo precedente (come risulta dalle registrazioni, eseguite o da eseguire, delle fatture emesse o dei corrispettivi delle operazioni imponibili) e il totale dell’imposta (derivante dalle registrazioni delle fatture di acquisto) in relazione alla quale, nel medesimo periodo, è sorto o viene esercitato il diritto alla detrazione.

Ove risulti un debito, il soggetto passivo procede al versamento della somma dovuta presso uno sportello bancario o postale.

In genere, è prevista la liquidazione mensile dell’IVA. Tuttavia, per i contribuenti minori, ossia coloro che nell’anno precedente non hanno superato i limiti di 400.000 euro per gli esercenti arti, professioni o imprese di servizi, ovvero di 700.000 euro per le imprese esercenti altre attività, è prevista la facoltà di optare per il versamento trimestrale anziché mensile (art. 7 D.P.R. 542/99).

Infatti è previsto che tale categoria di soggetti può optare per:

— effettuare le liquidazioni periodiche e i relativi versamenti entro il giorno 16 del secondo mese successivo a ciascuno dei primi tre trimestri solari; se l’imposta non supera il limite di 25,82 euro il versamento andrà effettuato insieme a quello per il trimestre successivo;

— versare l’IVA dovuta entro il 16 marzo di ciascun anno ovvero entro il termine previsto per il pagamento delle somme dovute in base alla dichiarazione unificata annuale con una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse, per ogni mese o frazione di mese successivo alla predetta data.

Tale facoltà, da esercitarsi in sede di dichiarazione annuale, comporta una maggiorazione dell’1% a titolo d’interesse. L’opzione, una volta presentata, è vincolante per gli anni successivi finché non viene revocata mediante comunicazione nella dichiarazione annuale IVA. È opportuno precisare che nell’ipotesi di esercizio contemporaneo di più attività per le quali sono previsti diversi limiti del volume d’affari la possibilità di optare per la liquidazione trimestrale è subordinata alle modalità di tenuta della contabilità. Nel caso in cui la contabilità sia unificata senza distinta indicazione dei corrispettivi percepiti, si applica il limite di 516.456,90 euro per tutte le attività esercitate (art. 7, co. 2, D.P.R. 542/99).

Per quanto riguarda i termini relativi alla liquidazione e versamento dell’IVA questi sono fissati:

— al giorno 16 del mese successivo a quello a cui si riferisce la liquidazione se questa avviene mensilmente;

— al giorno 16 del secondo mese successivo a quello cui si riferisce la liquidazione se questa avviene trimestralmente.

Qualora i termini sopra indicati cadano in un giorno festivo o comunque non lavorativo, le liquidazioni e i versamenti mensili ai fini IVA devono essere effettuati nel primo giorno lavorativo immediatamente successivo.

Se l’importo da versare non supera 25,82 euro, il versamento va sospeso e sarà effettuato unitamente a quello relativo alla successiva liquidazione periodica di importo superiore a 25,82 euro.

Inoltre i contribuenti obbligati alla liquidazione periodica (mensile o trimestrale) debbono versare entro il 27 dicembre — a titolo di acconto — una somma pari all’88 per cento del versamento effettuato (o che avrebbero dovuto effettuare) per l’ultimo mese o trimestre dell’anno precedente (metodo storico). Qualora i contribuenti ritengano che tale versamento sia superiore rispetto a quello che dovrà essere effettuato a dicembre (mensili) in sede di dichiarazione per l’anno in corso, potranno versare un acconto pari al 88 per cento di tale ultimo importo (metodo previsionale).

In alternativa il comma 3bis, all’art. 6 della L. 405/90, stabilisce che l’obbligo relativo all’acconto può essere assolto anche mediante il versamento di un importo determinato tenendo conto delle operazioni realmente effettuate alla data del 20 dicembre (metodo analitico). Si dovranno quindi considerare:

— le operazioni annotate o che avrebbero dovuto essere annotate nei registri delle fatture emesse (o dei corrispettivi) per il periodo dal 1° al 20 dicembre per i contribuenti mensili, ovvero dal 1° ottobre al 20 dicembre per i contribuenti trimestrali;

— le operazioni effettuate dal 1° novembre al 20 dicembre ma non ancora annotate non essendo decorsi i termini di emissione della fattura o di registrazione;

— gli acquisti e le importazioni annotate dal 1° al 20 dicembre sul registro degli acquisti per i contribuenti mensili, ovvero dal 1° ottobre al 20 dicembre per i contribuenti trimestrali.

Bisognerà pertanto calcolare la differenza, ai fini del conteggio dell’acconto, tra l’IVA a debito e quella detraibile (in quanto relativa agli acquisti).

Inoltre per le operazioni intracomunitarie si terrà conto dell’imposta detraibile relative alle operazioni computate a debito.

Il calcolo dell’importo da versare deve essere eseguito, anche per i titolari di conto fiscale, entro il 27 dicembre. Per i contribuenti mensili che affidano la contabilità a terzi l’acconto può essere calcolato in ragione del 66% dell’IVA a debito per la liquidazione di dicembre.

L’acconto non va effettuato se è d’importo inferiore a 103,29 euro (88 per cento di 116,72 euro).

Il mancato o insufficiente versamento d’acconto è punito con una sanzione pecuriaria pari al 30% delle somme non versate o versate in meno. È possibile, tuttavia, effettuare il ravvedimento (v. parte I, titolo II, cap. XII, par. 8).

Sono in ogni caso esonerati dal versamento dell’acconto i soggetti che:

— hanno iniziato l’attività nel corso dell’anno;

— hanno cessato l’attività entro il 30 settembre se versano l’IVA trimestralmente ed entro il 30 novembre­ se versano l’IVA mensilmente;

— hanno evidenziato nell’anno precedente un credito d’imposta o un debito inferiore a 116,72 euro;

— prevedono di chiudere l’ultima liquidazione con un credito d’imposta o un debito inferiore a 116,72 euro.

Va ancora detto che i contribuenti che affidano a terzi la propria contabilità possono optare per un diverso calcolo dell’imposta da versare mensilmente: essi, infatti, possono fare riferimento all’imposta divenuta esigibile nel secondo mese precedente. Se scelgono questa soluzione devono darne comunicazione all’Ufficio territoriale della Direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate competente nella prima dichiarazione annuale presentata nell’anno successivo alla scelta operata: tale opzione è valida per l’intero anno. Per coloro che iniziano l’attività l’opzione ha effetto dalla seconda liquidazione periodica.

Un trattamento particolare è previsto dall’art. 48 del D.L. 331/93 per l’imposta relativa agli acquisti intracomunitari. Infatti ai fini dei versamenti periodici (mensili, trimestrali) l’IVA è computabile in detrazione con riferimento alle registrazioni eseguite nel secondo mese precedente per i contribuenti con liquidazioni a cadenza mensile e nel secondo trimestre precedente per i contribuenti con liquidazione con cadenza trimestrale.

In sede di effettuazione del versamento dell’imposta è possibile compensare i vari versamenti a debito e a credito (fiscali e contributivi) fino ad un massimo di 700.000 euro. Il pagamento deve essere effettuato attraverso il modello F24.

Manuale di Diritto Tributario


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