Diritto e Fisco | Articoli

Condominio: il cortile del fabbricato

4 Agosto 2015 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 4 Agosto 2015



Occupazione del cortile, automobile, assemblea, modifiche, serbatoio.

Il cortile è quell’area scoperta che ha la funzione di fornire aria e luce ai vani del fabbricato condominiale, oltre che permettere il passaggio di persone e cose. Nell’ambito del condominio, è un bene comune in mancanza di titolo contrario. Il singolo condomino ne può fare anche un uso diverso rispetto a quello fatto dall’intero condominio.

OCCUPAZIONE DEL CORTILE CON AUTO

Il divieto di occupare il cortile con auto, contenuto nel regolamento di condominio, va rispettato e, se trattasi di regolamento contrattuale, occorre l’unanimità dei consensi per modificarlo. L’amministratore deve distinguere se il divieto è eluso dai condòmini stessi o da estranei. Nel caso di condòmini, deve rivolgersi ad un avvocato per agire giudizialmente al fine di far cessare l’occupazione illegittima.

OCCUPAZIONE DA PARTE DI ESTRANEI

Diverso, invece, è il caso in cui l’occupazione è fatta da un estraneo al condominio; in questa ipotesi, infatti, l’amministratore può, dopo aver apposto all’ingresso del condominio un cartello che riporti il divieto d’ingresso agli estranei ed il riferimento al reato di violazione di domicilio, con denuncia dei contravventori all’Autorità di Pubblica Sicurezza. Ciò non toglie che l’amministratore, con l’ausilio di un avvocato, possa richiedere al giudice del Tribunale un divieto nei confronti dei contravventori.

COMPETENZA DEL GIUDICE

Qualora, invece, il regolamento non prevede nulla al riguardo, nel caso la violazione sia commessa dai condòmini, la competenza sarà del Giudice di Pace quale unico giudice competente in materia di «modalità ed uso dei beni in comune», nel secondo, e cioè quando il divieto è eluso da estranei al condominio, si dovrà procedere con la richiesta di un vero e proprio obbligo di fare e, quindi, la competenza sarà del Tribunale competente per territorio.

ASSEMBLEA

Nei casi in cui l’amministratore si renda conto che la violazione non è opera di pochi, ma interessa più condòmini, è opportuno che convochi l’assemblea per decidere quali provvedimenti adottare.

MODIFICA AL CORTILE

Riguardo invece, al diverso caso in cui si è in presenza di modificazioni ad un bene condominiale per iniziativa del singolo condòmino, queste sono lecite nelle sole ipotesi in cui oltre a non comprometterne la stabilità, la sicurezza ed il decoro architettonico, non alterino la destinazione del bene e non siano lesive dei diritti degli altri condòmini relativi al godimento sia delle parti comuni interessate sia delle parti di loro proprietà.

Queste considerazioni valgono anche quando il cortile comune sia munito di recinzione che lo separi dalla proprietà esclusiva di un condòmino; in tale ipotesi il condòmino «può apportare alla recinzione, pur essa condominiale, senza bisogno del consenso degli altri partecipanti alla comunione, tutte le modifiche che gli consentono di trarre dal bene comune una particolare utilità aggiuntiva rispetto a quella goduta dagli altri condòmini e, quindi, procedere anche all’apertura di un varco di accesso dal cortile condominiale alla sua proprietà esclusiva, purché tale varco non impedisca agli altri condòmini di continuare ad utilizzare il cortile come in precedenza» .

SERBATOIO

Può accadere, appunto, che nel cortile comune venga interrato un serbatoio. In questo caso l’uso particolare che il condòmino fa del cortile comune, interrando nel sottosuolo di esso un serbatoio per gasolio destinato ad alimentare l’impianto termico del suo appartamento condominiale, «è conforme alla destinazione normale del cortile, a condizione che si verifichi in concreto che, per le dimensioni del manufatto in rapporto a quelle del sottosuolo o per altre eventuali ragioni di fatto da accertare, tale uso non alteri l’utilizzazione del cortile praticata dagli altri condòmini né escluda, per gli stessi, la possibilità di fare del cortile lo stesso od analogo uso particolare».

In una successiva pronuncia la Cassazione ha avuto, inoltre, modo di precisare che in tale circostanza: «è erroneo ritenere che l’uso si risolva nel possesso esclusivo della parte di sottosuolo interessata dall’interramento e, quindi, nell’estromissione degli altri condòmini dal compossesso di essa, implicitamente paventandosi il pericolo di usucapione a favore del beneficiario dell’uso particolare, essendo evidente che tale uso non costituisce esercizio di ius in re aliena bensì esercizio puro e semplice del diritto di comproprietà sul cortile e, quindi, sul relativo sottosuolo, che non può dar luogo all’acquisto per usucapione, essendo conforme come si è detto alla destinazione normale del cortile salvo che beninteso non siano compiuti atti di interversio possessionis».

il nuovo condominio

note

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI