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Cambio di sesso, l’operazione è detraibile

4 agosto 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 agosto 2015



L’Agenzia delle Entrate ammette la detrazione nei casi in cui l’intervento sia necessario per assicurare al soggetto uno stabile equilibrio psicofisico

L’intervento chirurgico per diventare uomini può essere portato in detrazione (cioè uno sconto sull’ammontare delle imposte da pagare) quando è necessario per garantire l’equilibrio psico fisico dell’interessato.

Il via libera arriva dall’Agenzia delle Entrate [1], in risposta a un interpello di un cittadino. Il quesito all’amministrazione riguardava la possibilità di portare in detrazione il cambio sesso del costo complessivo di 11mila euro, previo accertamento del “disturbo di identità di genere”.
Con il parere positivo l’operazione, tecnicamente definita di metoidioplastica (ovvero di ricostruzione degli organi genitali maschili) viene equiparata a una spesa o servizio medico sanitario a tutti gli effetti.

L’Agenzia, sentito il ministro della Salute, ha posto dei paletti circa la possibilità di ottenere dei benefici fiscali. Infatti il ministero ha precisato che “il disturbo dell’identità di genere è catalogato fra i disturbi mentali del DSM-IV (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) e ne viene definito affetto per l’ottenimento del consenso per il cambio di sesso, solo chi non ha psicopatologia associata”.

In altre parole, un poco più comprensibili, i disturbi psichici devono essere essenzialmente correlati al rifiuto del proprio sesso, non connessi a problemi preesistenti. Deve esistere una conflittualità rispetto al proprio organo sessuale tale da generare uno stato di malessere e disturbi della personalità. Entro questi limiti, l’intervento è trattato come una prestazione sanitaria con finalità terapeutiche.

Dunque in presenza di questi gravi disturbi, queste operazioni possono essere portate in detrazione (19% per la parte che eccede i 129,11 euro) [2].

L’Agenzia delle Entrate aggiunge, inoltre, che per poter fruire della detrazione è necessario che, dalla fattura del centro accreditato presso cui è eseguita la prestazione sanitaria, risulti la descrizione della prestazione stessa.

note

[1] Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 71/E/2015
[2] Art. 15, comma 1, TUIR (D.P.R. n. 917/1986)

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