Diritto e Fisco | Articoli

Dichiarazione infedele e ravvedimento operoso: cosa bisogna pagare

4 agosto 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 agosto 2015



Ho presentato tre anni fa una dichiarazione infedele e vorrei presentare dichiarazione integrativa per riparare all’errore commesso: posso pagare solo le sanzioni, con i benefici del ravvedimento operoso e attendere comunicazione del Fisco per il pagamento delle imposte e degli interessi?

Dal 1 gennaio 2015 sono in vigore le nuove disposizioni sui rapporti tra contribuenti e fisco, le quali, tra le tante novità, prevedono particolari agevolazioni in materia di sanzioni dovute dal cittadino che accede al ravvedimento operoso.

Il ravvedimento operoso rappresenta uno strumento che consente, a chi ha commesso violazioni tributarie, di regolarizzare spontaneamente la propria posizione, usufruendo di sconti sia sotto il profilo penale, che sui maggiori oneri dovuti per il ritardo.

Esso consente, in pratica, di rimediare spontaneamente a errori ed omissioni nel pagamento delle tasse, versando, oltre all’imposta dovuta, un sovrapprezzo comprensivo di interessi e sanzioni.

Tali sanzioni sono graduate a seconda della tempestività della regolarizzazione, secondo il principio per cui “chi prima paga, più sconti ha”.

In via generale, per l’irregolare versamento di tasse ed imposte, la legge prescrive il pagamento di una sanzione pari al 30% del tributo dovuto e non corrisposto.

Ciò nonostante, l’ammontare dell’ammenda sarà diminuito se il contribuente correggerà la sua posizione entro determinati termini.

Nel caso di specie, in particolare, essendo già decorso il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione, o comunque il termine di 2 anni dall’omissione o dall’errore, la sanzione sarà del 5%, in luogo del 30% dovuto, purchè sia il contribuente a denunciare spontaneamente l’omissione.

Diversamente, qualora fosse il Fisco a ravvisare per primo l’irregolarità, con redazione di apposito verbale di constatazione, la sanzione ammonterà al 6% rispetto al 30% dovuto.

Il ravvedimento operoso consente quindi di beneficiare di “sconti” di pena, purchè venga spontaneamente e integralmente regolarizzata la propria posizione, pagando contestualmente tributi, interessi e sanzioni.

Non è pertanto possibile provvedere al pagamento immediato delle sanzioni e, solo in un momento successivo, versare il dovuto tributo ed i relativi interessi.

In altre parole, in caso di errore od omissione relativo ad una dichiarazione dei redditi di due anni antecedente, si prospettano tre soluzioni:

– provvedere al pagamento del tributo nella misura corretta ed al pagamento della sanzione nella misura del 5% rispetto al dovuto;

– attendere che sia il Fisco ad accertare la violazione mediante l’avvio di una procedura di controllo, provvedendo allora al pagamento della differenza dovuta sul tributo, maggiorata degli interessi e della conseguente sanzione pari al 6%, rispetto al 30% generalmente dovuto;

– attendere la notifica da parte del Fisco di un avviso bonario con comunicazione dell’esito dei controlli esperiti sulla Sua posizione fiscale, provvedendo allora al pagamento del tributo, maggiorato degli interessi e della conseguente sanzione pari al 10%, rispetto al 30% generalmente dovuto.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI