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Lo sai che? Equitalia, cosa fare se nega l’accesso agli atti?

Lo sai che? Pubblicato il 5 agosto 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 agosto 2015

Ho presentato un’istanza di accesso agli atti per conoscere le mie cartelle, la documentazione che le giustifica, i conteggi dettagliati, le notifiche ed i funzionari responsabili. Son passati 6 mesi ed Equitalia non risponde: cosa posso fare?

 

Riguardo alla disciplina dell’accesso agli atti amministrativi, è necessaria una breve premessa. La normativa base in materia è nata all’inizio degli anni ’90 [1], segnando un cambiamento epocale nei rapporti tra Enti pubblici e cittadini: la finalità dell’accesso agli atti, in particolare, risiede nel perseguimento degli obiettivi di imparzialità, trasparenza ed economicità della Pubblica Amministrazione, nonché nella garanzia della partecipazione dei cittadini all’azione amministrativa.

Lo ribadisce, nel suo regolamento, la stessa Equitalia, specificando che è consentito l’accesso alla propria documentazione (come le cartelle di pagamento), anche mediante strumenti informatici, elettronici e telematici. Sono esclusi solamente i documenti soggetti al segreto d’ufficio, oppure contenenti dati sensibili di terzi, relativi a violazioni ed infrazioni soggette a comunicazioni di notizie di reato, ed, infine, non finalizzati all’adozione dell’atto o del provvedimento amministrativo oggetto di contenzioso.

Il caso prospettato non rientra in alcune delle casistiche di esclusione, avendo il lettore richiesto l’accesso all’intera pratica dell’Ente, comprensiva di tutta la documentazione giustificativa delle cartelle esattoriali, nonché le medesime cartelle, correlate da conteggi dettagliati, oltre agli atti relativi al procedimento notificatorio ed ai nominativi dei funzionari responsabili. Tutti documenti indispensabili, in vista di un futuro giudizio a tutela dei propri diritti.

Equitalia, tuttavia, non ha risposto alla richiesta, presentata oltre 6 mesi fa, quindi ben oltre il termine generale di 30 giorni, previsto dalla normativa [2], e previsto altresì dal suo regolamento interno, che dispone espressamente che il procedimento di accesso debba terminare entro 30 giorni, decorrenti dalla ricezione dell’istanza, con provvedimento espresso e motivato.

Pertanto, il lettore potrà pacificamente rivolgersi al Tar, per il riconoscimento del suo diritto: in materia sono state, tra l’altro, recentemente emanate due sentenze[3].

I casi sui quali i Tribunali si sono pronunciati consistevano in richieste di accesso agli atti (cartelle esattoriali e documentazione connessa), alle quali Equitalia non aveva mai risposto: dalle disposizioni, emerge chiaramente che i giudici considerino la mancanza di riscontro entro 30 giorni come silenzio-diniego immotivato, già di per sé contrario al fine di trasparenza nell’azione della Pubblica Amministrazione; per di più, l’assenza di risposta è reputata palesemente contraria all’obbligo di motivazione degli atti amministrativi.

I tribunali ribadiscono che l’accesso agli atti amministrativi sia più che legittimo in una casistica come quella prospettata, in quanto il contribuente possiede un interesse giuridicamente rilevante a supporto della propria richiesta, ovvero quello della propria tutela, nelle more di un futuro giudizio, nonché il generico ed indistinto interesse di ogni cittadino al buon andamento dell’ attività amministrativa.

In buona sostanza, l’interesse all’accesso ai documenti deve essere considerato astrattamente, senza valutare il caso concreto e la fondatezza o ammissibilità di una possibile domanda giudiziale: parliamo, infatti, della sola legittimazione ad accedere agli atti, non della pretesa sostanziale.

Né, secondo i Tar, l’Agente della riscossione può rifiutarsi di esibire la documentazione, invocando la scadenza del periodo di obbligatoria conservazione, poiché non è esonerato dalla presentazione degli atti: a parere dei giudici, permane dunque l’obbligo di esibizione, anche laddove debba procedersi a ricerche negli archivi, poiché è solo in base agli stessi atti che può essere provata l’idoneità del titolo esecutivo.

Le sentenze dei Tar si concludono con l’intimazione, verso Equitalia, a presentare tutta la documentazione richiesta dai contribuenti, entro 30 giorni.

Tornando al caso del lettore, si dovrà, pertanto, procedere con un ricorso al TAR, per ordinare all’Ente l’immediata esibizione di quanto legittimamente domandato.

note

[1] L. 241/1990; dal D.P.R. 184/2006 , nonché dai principi del D.Lgs 196/2003

[2] Art. 2, Co. 2, L. 241/90.

[3]Tar Salerno, sent. n. 308/2015; Tar Lecce, sent. n. 357/2015.

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