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Stop annullamento matrimonio per eliminare il mantenimento

5 Agosto 2015 | Autore:
Stop annullamento matrimonio per eliminare il mantenimento

L’annullamento del matrimonio finalizzato ad evitare il mantenimento dell’ex coniuge incontra dei limiti: la riserva mentale doveva essere nota all’altro coniuge.

 

Spesso accade che alcuni ricchi mariti, per evitare di dover corrispondere un ingente assegno mensile di mantenimento alla moglie, chiedano l’annullamento del matrimonio da parte del Tribunale ecclesiastico. L’annullamento del vincolo religioso ed il riconoscimento della relativa sentenza da parte della Corte d’Appello civile, fanno infatti venire meno gli obblighi economici derivanti dalla precedente unione.

In passato i Tribunali ecclesiastici concedevano con una certa facilità l’annullamento del matrimonio quando basato sulla “riserva mentale”, ossia quando fosse dimostrato che il marito, al momento del matrimonio, non aveva la consapevolezza di contrarre gli impegni che derivavano dal vincolo religioso, dichiarando così un consenso al matrimonio in realtà non corrispondente alla sua reale volontà. Così, per esempio, il non condividere l’idea che il matrimonio sia “indissolubile”, comporti l’obbligo di fedeltà o non volere avere figli.

La Corte di Cassazione [1] ha però dato una svolta a tale situazione, stabilendo che il riconoscimento dell’annullamento disposto dal giudice canonico incontra dei limiti: in pratica, la riserva mentale, per portare ad un annullamento del matrimonio riconoscibile anche dall’ordinamento civile (e non solo da quello ecclesiastico), deve essere conosciuta o conoscibile anche dall’altro coniuge.

Se tale prova non viene data, non può essere dichiarata la nullità del matrimonio in sede civile.

Diversamente, ossia riconoscendo la possibilità di annullare un matrimonio anche quando l’altro coniuge sia ignaro dell’altrui riserva mentale, si priverebbe quest’ultimo di tutela e protezione.


note

[1] Cass. sent. n. 11401/2014.

Autore immagine: 123rf com


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