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Abbandono animali, le sanzioni previste dalla legge

5 Agosto 2015 | Autore:


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Il Codice penale prevede l’arresto fino a un anno e un’ammenda, il ministero della Salute fornisce una guida su obblighi e doveri dei proprietari

Durante i mesi estivi il fenomeno dell’abbandono degli animali domestici raggiunge le punte massime. Secondo i dati forniti dalla Lav (Lega anti vivisezione), si stima che ogni anno in Italia siano lasciati per strada una media di 80.000 gatti e 50.000 cani, il 20, 30% dei quali in prossimità della partenza per le vacanze.

E’ un fenomeno inquietante che mette a repentaglio non solo la vita degli animali – spesso destinati alla morte -, ma l’intera collettività. Il randagismo, i branchi di cani tornati in libertà, in molte zone del Paese, sono un reale pericolo.

L’allarme lanciato dall’ordine dei medici veterinari della Provincia di Milano vale per tutta la penisola. L’abbandono dell’animale e il suo ricovero – avvertono i veterinari – ha un forte impatto sull’intera collettività. Infatti oltre alla salute del cane, messa a repentaglio, subentrano anche dei rischi per le persone, connessi all’eventualità di contrarre malattie dagli animali vaganti. Inoltre ci sono dei costi – prosegue l’ordine – che le strutture abilitate devono sostenere e vanno a pesare sulle finanze pubbliche. In Lombardia, per esempio, il solo ricovero in un canile sanitario costa circa 1.500 euro all’anno per esemplare, circa 4 al giorno.

Eppure chi lascia per strada un animale è punibile. La legge prevede l’arresto fino a un anno o l’ammenda da 1.000 a 10mila euro. Stessa pena prevista anche per chi alloggia animali in condizioni incompatibili con la loro natura e in grado di generare gravi sofferenze [1].

In questi giorni il ministero della Salute ha diffuso un opuscolo dove sono indicati i diritti e soprattutto i doveri di chi possiede un animale domestico, ovvero:
– divieto di abbandono dei cani, gatti o qualsiasi altro animale in cattività,
responsabilità penale e civile per danni o lesioni a persone, animali e cose provocati dal proprio animale,
– obbligo di:
1) segnalare alle autorità il decesso del proprio animale a causa di esche avvelenate,
2) identificare con microchip e iscrivere il proprio cane nell’anagrafe entro il secondo anno di vita,
3) fornire al proprio animale cibo e acqua e le necessarie cure sanitarie,
4) garantire possibilità di esercizio fisico, prendere ogni precauzione per impedirne la fuga,
5) custodire il proprio animale garantendo la tutela di terzi dal rischio di aggressioni,
6) utilizzare sempre il guinzaglio a una misura non superiore a 1,50 metri durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani,
7) portare con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali,
8) assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive.

note

[1] Art. 727, Codice penale


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