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Condominio: sottrarsi alle spese per innovazioni e modifiche

5 agosto 2015


Condominio: sottrarsi alle spese per innovazioni e modifiche

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 agosto 2015



Nuove opere in condominio, innovazioni e modifiche, sottrazione alle spese da parte del singolo condomino, presupposti e condizioni, spese voluttuarie o particolarmente gravose.

 

In materia di condominio degli edifici, al singolo condomino è consentito evitare di partecipare, per la quota che gli compete, alle spese per le innovazioni e per modifiche di parti comuni [1], ma ciò è possibile solo a condizione che:

– si tratti di spese che riguardino impianti suscettibili di utilizzazione separata

– e che dette spese abbiano o natura voluttuaria (cioè siano prive di utilità) oppure risultino molto gravose, con riferimento oggettivo delle condizioni e all’importanza dell’edificio.

Lo ha chiarito la Cassazione con una recente sentenza [2].

La valutazione di tale voluttarietà o gravosità è rimessa al giudice: la legge non detta, infatti, criteri oggettivi per tale valutazione. Si rinvia agli esempi presenti nell’articolo: “Come si ripartiscono le spese in condominio”.

In particolare – ha precisato la Corte – con riferimento alle scale, poiché sono elementi strutturali necessari all’edificazione di uno stabile condominiale e mezzo indispensabile per accedere al tetto e al terrazzo di copertura, esse rientrano tra le parti comuni anche per i condomini proprietari dei negozi con accesso dalla strada; anche questi ultimi, infatti, ne possono (potenzialmente) fruire e quindi devono partecipare alle spese relative alla conservazione e manutenzione della copertura dell’edificio.

Il fatto che in un edificio ci siano più scale e più androni, inoltre, non è condizione sufficiente a far ritenere la piena autonomia e indipendenza strutturale e funzionale delle relative porzioni immobiliari rispetto alla rimanente parte dell’edificio, ove si tenga conto che la funzione della scala è quella di consentire l’accesso al tetto o al lastrico solare comuni all’intero edificio, e che l’androne non solo dà accesso alla scala suddetta ma anche ai muri perimetrali, anche essi comuni all’intero stabile condominiale.

note

[1] ai sensi dell’art. 1121 del cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 10483/15.

Autore immagine: 123rf com

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