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Dovere di mantenere i figli naturali

6 agosto 2015


Dovere di mantenere i figli naturali

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 agosto 2015



Filiazione naturale, assegno di mantenimento della prole, obbligo dei genitori anche se disoccupati, determinazione dell’assegno, verifica dei redditi effettivi dei genitori da parte del tribunale, indagine del tribunale.

Anche chi ha avuto un figlio da una persona con cui non sia spostato è tenuto a mantenerlo: e ciò a prescindere da eventuali esoneri ottenuti con il consenso dell’ex compagno/a. Il diritto ad essere mantenuti scatta in favore di tutti i figli, siano essi nati da matrimonio o meno. Così anche in caso di figlio nato da coppia non sposata, il genitore ha tutti i doveri propri della procreazione legittima (ossia quella derivante dalle nozze [1]), compreso quello di mantenimento, di educazione e di istruzione dei figli.

Lo ha scritto la Corte di appello di Taranto in una recente sentenza [2].

I genitori devono far fronte a una molteplicità di esigenze del figlio, non solo a quello dell’alimentazione, ma anche all’aspetto abitativo, scolastico, sportivo, sanitario, sociale.

Quanto alla ripartizione degli oneri, i genitori naturali hanno l’obbligo di mantenere, istruire ed educare i figli in proporzione alle rispettive sostanze e secondo le loro capacità di lavoro professionale o casalingo. Ciò significa, in particolare, tenere conto non dei redditi effettivi, ma di quelli che il genitore ha la capacità di conseguire.

Il parametro di riferimento – scrive il tribunale pugliese – per determinare l’obbligo di ciascuno dei genitori di versare il mantenimento al figlio minore è costituito, non solo dalle rispettive sostanze, ma anche dalla rispettiva capacità di lavoro, professionale o casalingo. In buona sostanza questo significa che bisogna tenere conto, oltre che delle risorse economiche individuali, anche delle accertate potenzialità reddituali. In definitiva, i genitori devono concorrere al mantenimento dei figli in proporzione delle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo.

Pertanto, anche se il genitore è disoccupato è comunque tenuto l’obbligo di mantenimento in favore del figlio, che va quantificato in base alla capacità lavorativa generica e non ai suoi “averi” in atto: bisogna valutare le sue concrete possibilità di procurarsi un lavoro e un reddito.

No ai sedentari, quindi.

note

[1] C. App. Taranto, sent. n. 64 del 9.02.2015.

Autore immagine: 123rf com

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