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Pignoramento: si possono bloccare i crediti verso gli enti pubblici


Pignoramento: si possono bloccare i crediti verso gli enti pubblici

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 agosto 2015



Pignoramento presso terzi: via libera alla possibilità di pignorare i crediti vantati dal debitore nei confronti della pubblica amministrazione.

 

Chi vanta un credito nei confronti di un soggetto che, a sua volta, è creditore di enti pubblici, potrà “bloccare” il pagamento di tali somme prima che finiscano nella disponibilità materiale del proprio debitore: lo ha precisato il Tar Lecce in una recente sentenza [1]. Con la pronuncia è stato ritenuto possibile “dare uno sguardo” alle somme che il debitore deve riscuotere, quale fornitore/professionista, per servizi resi a una pubblica amministrazione.

Nella vicenda di specie, un avvocato vantava nei crediti verso l’Inps e, nello stesso tempo, era debitore di un soggetto il quale aveva chiesto e ottenuto dall’Inps di conoscere gli onorari dovuti al professionista ciò al fine di riscuotere il proprio credito attraverso un pignoramento presso terzi.

L’aspetto innovativo della sentenza Tar attiene alla possibilità, riconosciuta al creditore procedente, di sfruttare l’accesso agli atti alla pubblica amministrazione, previsto dalla legge sul procedimento amministrativo [2], proprio ai fini dell’esecuzione forzata.

Il “blocco” dei crediti vantati dal debitore nei confronti di terzi avviene con quella forma di pignoramento detta “pignoramento presso terzi”. Il creditore notifica il pignoramento tanto al debitore quanto al “debitore del debitore” (cosiddetto terzo pignorato), chiedendo a quest’ultimo di dichiarare ufficialmente se deve pagare somme al debitore “principale”, ossia all’effettivo destinatario del pignoramento.

La legge poi prevede che, qualora il terzo pignorato (in questo caso l’ente pubblico) fornisca una risposta negativa, e tale risposta non soddisfi il creditore pignorante, quest’ultimo può procedere con una causa ordinaria denominata “accertamento dell’obbligo del terzo”, volta appunto a verificare la sussistenza di eventuali crediti del debitore pignorato nei confronti del terzo: insomma il creditore può accertarsi se quello che ha detto il terzo pignorato corrisponde a verità o meno. A questo punto, egli può fornire qualsiasi tipo di prova per contrastare l’iniziale dichiarazione negativa del terzo.

Ed è in questo momento che si inserisce la possibilità di chiedere l’accesso agli atti amministrativi: la visione diretta, da parte del creditore, dei documenti in possesso dell’amministrazione consentirà a quest’ultimo di analizzare meglio la situazione e verificare cosa pignorare o meno.

Non solo: se il terzo pignorato non fornisce le carte necessarie all’accesso agli atti amministrativi, il creditore potrà ricorrere al Tar, anche se, nel frattempo, pende il procedimento di esecuzione forzata.

È quindi assodato il diritto del creditore ad avere accesso a documenti concernenti le ragioni di credito vantate dal proprio debitore verso enti pubblici, anche indipendentemente da una procedura esecutiva già in corso.

note

[1] Tar Lecce sent. n. 2564 del 29.07.2015.

[2] L. 241/1990.

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