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Equitalia: stop aggio sulla cartella solo per la notifica

6 Agosto 2015


Equitalia: stop aggio sulla cartella solo per la notifica

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 Agosto 2015



CTP di Milano: l’aggio va decurtato dalla cartella di pagamento di Equitalia se non c’è stata alcuna attività di riscossione esattoriale come il pignoramento o l’iscrizione di fermo o ipoteca.

Equitalia non ha diritto all’aggio quando non abbia svolto attività di riscossione forzata, ma si sia limitata solo a notificare la cartella di pagamento: e questo perché non è giustificata un compenso sull’attività di riscossione (percentuale attualmente all’8% ma che, a giorni, dovrebbe scendere al 6%) se poi, di fatto, Equitalia non abbia svolto alcun pignoramento, ma si sia limitata a inviare al contribuente il plico con la richiesta di pagamento. Infatti, il concessionario per la riscossione ha dovuto sostenere soltanto le spese postali che, certo, sono inferiori rispetto alla misura dell’aggio (calcolato quest’ultimo in misura percentuale rispetto al debito nella cartella esattoriale).

Un principio estremamente interessante quello che si ricava dalla sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Milano depositata lo scorso 21 maggio [1] che ha accolto il ricorso di una banca per la restituzione della somma nell’ambito di un giudizio di opposizione avverso il silenzio rifiuto opposto da Equitalia alla restituzione dell’aggio relativo ad una cartella di oltre 7 milioni di euro.

La Ctp di Milano, dopo aver ricordato che l’aggio rappresenta la misura finanziaria che va ad aggiungersi alle somme di cui è debitore il contribuente e che la finalità dello stesso è quella di compensare il rischio di insolvenza e quindi il pericolo per la riscossione, ha sottolineato che tale pericolo non poteva ravvisarsi nel caso di specie in quanto l’iscrizione a ruolo a titolo provvisorio rappresenta una mera prassi di riscossione ordinaria che farebbe dell’aggio una ingiustificata sanzione accessoria.

In questi casi, dunque, stando a tale precedente, quando l’attività di Equitalia si sia limitata alla semplice notifica della cartella, il contribuente potrebbe richiedere in autotutela – e, in caso di silenzio, direttamente al giudice – la decurtazione dell’aggio dalla cartella.

Attualmente il Governo ha promesso di ridurre l’aggio di Equitalia dall’8% al 6% (il decreto è in corso di approvazione), tuttavia, a una minima diminuzione degli importi contenuti nella cartella potrebbe far da contraltare un incremento notevole: sempre nei decreti sulla delega fiscale è scritta la possibilità di reintrodurre l’anatocismo in favore dell’Agente della riscossione. Ciò implicherà che gli interessi sulle cartelle (che, attualmente, per legge vanno calcolati solo sull’imposta), andrebbero conteggiati anche sugli interessi precedentemente maturati: un effetto a cascata che porterebbe a rendere tanto più oneroso il debito quanto più tempo è passato dalla notifica della cartella. Si ricorda, infatti, che gli interessi moratori scattano solo dopo 60giorni dalla notifica della cartella. Ebbene: chi non pagherà la cartella entro tale scadenza si troverà un conteggio finale degli interessi che potrebbe arrivare a eguagliare, in determinati casi, la stessa imposta.

note

[1] CTP Milano, sent. n. n. 4682/24/15 del 21.05.2015.

Autore immagine: 123rf com


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