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Separazione: casa assegnata solo in presenza di figli

6 Agosto 2015
Separazione: casa assegnata solo in presenza di figli

Casa coniugale, separazione e divorzio, assegnazione dell’immobile, collocazione e convivenza dei figli minori, revoca del provvedimento del giudice.

A chi va la casa coniugale dopo la separazione dei coniugi? Si pensa che essa spetti sempre e comunque alla moglie, ma non è questo che prevede la legge: l’assegnazione della casa coniugale può essere disposta solo in presenza di figli minori o maggiorenni non ancora autosufficienti ed è disposta in favore dell’ex coniuge presso cui tale prole viene collocata (ossia convive stabilmente). La circostanza poi che, a conti fatti, sia sempre la donna il soggetto prescelto dal giudice presso cui collocare i minori fa sì che la stessa, nella maggior parte dei casi, sia anche assegnataria dell’immobile che un tempo era tetto coniugale. L’immobile le spetta, ovviamente, a condizione e per il solo tempo in cui i figli convivono con lei. Ne consegue che se la donna si trasferisce o se i figli si sposano o diventano autosufficienti e vanno a vivere da soli, viene revocata l’assegnazione della casa coniugale.

Lo ha chiarito il Tribunale di Treviso in una recente sentenza [1].

L’assegnazione della casa coniugale avviene nell’interesse della prole a mantenere una stabilità abitativa: tale strumento non può costituire dunque una misura assistenziale per il coniuge economicamente più debole. Insomma, la casa non è un modo per integrare l’assegno di mantenimento. Ma di essa, tutt’al più si tiene conto per diminuire l’importo del mantenimento, posto che il coniuge tenuto ad allontanarsi dal tetto potrebbe dover subire le nuove spese per un contratto di affitto.


note

[1] Trib. Treviso sent. n. 335 dell’11.02.2015.


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