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Disoccupazione Naspi 2015, come calcolare i periodi non lavorati

7 agosto 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 agosto 2015



L’Inps chiarisce le nuove regole di calcolo dell’indennità Naspi, per le settimane in cui non sono presenti contributi da lavoro dipendente effettivo.

 

La Naspi, la nuova indennità di disoccupazione, operativa da maggio 2015, raduna in un unico trattamento le precedenti Aspi (ex DS) e Mini Aspi (ex DS a requisiti ridotti), modificandone gran parte della disciplina: per tale motivo, non sono pochi i dubbi a cui ha dato luogo questo recentissimo istituto.

Innanzitutto, dobbiamo ricordare che requisito essenziale per ottenere la Naspi, oltre alle 30 giornate di lavoro dipendente effettivo nei 12 mesi anteriori all’ingresso al trattamento, è il possesso di 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione, nei 4 anni precedenti.

In merito a tali archi temporali di riferimento, utili anche a quantificare l’imponibile medio, non sussistono particolari difficoltà, se sono stati interamente lavorati: come ci si deve comportare, però, se sono presenti settimane di cassa integrazione o CIGS, mobilità, disoccupazione, altri trattamenti d’integrazione salariale, o periodi non lavorati e non indennizzati?

Per spiegare le regole di computo, in questi casi particolari, è recentemente intervenuta l’Inps, con una circolare esplicativa [1].

 

Periodi di CIG a zero ore

Quando, nel quadriennio precedente, è presente un periodo di cassa integrazione a zero ore, tale periodo è considerato neutro al fine del calcolo: vuol dire che l’arco dei 48 mesi da contare a ritroso dovrà essere ancora ampliato all’indietro, sino a ricostruire 48 mesi “al netto” di eventi neutri.

Ad esempio, se Tizio, nei 4 anni che vanno dal 15.5.2015( giorno d’inizio della disoccupazione) al 15.5.2011, possiede un periodo di CIG a zero ore, anche se di pochi giorni (poniamo che termini il 31.5.2011, andando ovviamente a ritroso, dunque dovrebbe essere rilevante sino al 15.5.2011, data d’inizio del quadriennio), il quadriennio stesso dovrà essere spostato all’indietro, sino all’inizio del periodo di CIG a zero ore.

Ipotizzando che la cassaintegrazione sia durata per 30 mesi, dal 1.12.2008 al 31.5.2011, l’inizio del quadriennio dovrà essere dunque spostato all’8.10.2008, per poter computare tutte le 48 settimane utili.

 

Periodi di CIGS e CIG in deroga a zero ore

Anche tali eventi sono considerati neutri, per analogia, quindi anch’essi sono utili ad ampliare l’arco temporale comprendente i 48 mesi precedenti alla Naspi. La neutralizzazione, in questi casi- precisa l’Inps-, è valida anche per l’ulteriore requisito delle 30 giornate lavorative nell’arco dei 12 mesi precedenti alla cessazione del rapporto di lavoro.

Periodi di lavoro all’estero in Paesi non convenzionati

Sono da considerare neutri, ugualmente, i periodi nei quali sia stato prestato lavoro dipendente in Paesi non aventi stipulato convenzioni bilaterali con l’Italia, in materia contributiva: la neutralità è applicabile sia per il requisito delle 13 settimane di lavoro nei 4 anni precedenti, che per le 30 giornate nei 12 mesi.

Aspettativa sindacale e chiamata a ricoprire cariche pubbliche elettive

L’Istituto chiarisce che debbano essere ricompresi nei periodi neutri sia l’aspettativa sindacale, che quelli nei quali si è chiamati a ricoprire cariche pubbliche elettive, sia per il parametro delle 13 settimane, che delle 30 giornate.

Altri eventi considerati neutri

Sono considerati, altresì, periodi neutri:

malattia non integrata dal datore di lavoro;

-permessi e congedi per assistenza a disabili (Legge 104).

Aspi, Mini Aspi o disoccupazione ordinaria/a requisiti ridotti già fruite

In queste ipotesi, le settimane di contribuzione che hanno già dato luogo ad erogazione di disoccupazione ordinaria con requisiti normali (DS o ASpI ) sono escluse dal calcolo.

Nel dettaglio, se il vecchio sussidio non era proporzionato alla contribuzione preesistente , ed era stato interamente goduto, saranno escluse almeno 52 settimane dal computo dei contributi utili (salvo durata maggiore del trattamento).

Nel caso in cui fosse stato parzialmente goduto, sarà invece ridotto il totale delle settimane da escludere, in maniera commisurata al rapporto esistente tra la disoccupazione fruita e quella che in teoria sarebbe spettata.

Eventi interruttivi del rapporto assicurativo

I periodi per i quali non esiste alcun tipo di assicurazione, come quelli d’inoccupazione, non sono considerati neutri, e dunque non danno luogo all’ampliamento del quadriennio.

 

Requisito delle 30 giornate per i rapporti di lavoro domestico

Per i contratti di colf e badanti, il requisito delle 30 giornate lavorate nei 12 mesi precedenti sarà soddisfatto , qualora in possesso di 5 settimane con almeno 24 ore contribuite cadauna.

note

[1] Circ.142/2015.

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