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Accertamento illegittimo se per un solo anno il professionista fattura meno

7 Agosto 2015
Accertamento illegittimo se per un solo anno il professionista fattura meno

Fisco: l’accertamento fiscale di tipo induttivo sul reddito del titolare di partita IVA, effettuato dall’Agenzia delle Entrate, è illegittimo se la contabilità è comunque regolare.

È illegittimo l’accertamento induttivo a carico del professionista basato su un unico episodio di sottofatturazione. Lo ha chiarito poche ore fa la Cassazione con una sentenza [1] che tornerà utile a tutti i titolari di partita IVA, avvocati e altri professionisti compresi, in periodi come questo, dove la crisi economica non consente di tracciare una linea certa dei ricavi, sicché un anno potrebbe chiudersi con un utile fortemente penalizzato rispetto a quello dei periodi precedenti.

Sul punto, La Suprema Corte ha ribadito un orientamento ormai condiviso in numerosi altri precedenti: in presenza di scritture contabili formalmente regolari, il ricorso all’accertamento induttivo del reddito di impresa è ammissibile solo nel caso in cui l’ufficio fornisca la dimostrazione della complessiva inattendibilità delle scritture stesse, desunta da gravi, numerose e ripetute omissioni e false o inesatte indicazioni relative agli elementi indicati nella dichiarazione e risultanti dal verbale di ispezione.

Nel caso sottoposto all’esame della Corte i giudici di merito hanno ritenuto che integrasse presupposto delle gravi, numerose e ripetute omissioni e false attestazioni un unico episodio di sottofatturazione da parte del professionista. L’accertamento fiscale è stato così annullato proprio perché difettava il carattere di “gravità o ripetitività” della condotta contabile, idoneo a consentire il ricorso all’accertamento induttivo.


note

[1] Cass. sent. n. 16606 del 7.08.2015.

Autore immagine: 123rf com


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