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Rientro dei cervelli dall’estero, giù le imposte del 30%

7 agosto 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 agosto 2015



I lavoratori altamente qualificati che tornano in Italia potranno beneficiare di un regime fiscale agevolato, assistenza fiscale per le imprese che investono

Con l’approvazione del decreto sull’internazionalizzazione, il Consiglio dei ministri [1] ha approvato una serie di misure che dovrebbero attrarre nuovi investimenti in Italia, sia il ritorno di lavoratori altamente qualificati.

La carta giocata dell’esecutivo è quella delle imposte. Infatti i lavoratori con forti competenze e capacità, compresi top manager e cittadini comunitari in possesso di specifiche conoscenze tecniche (il ministero dell’Economia indicherà con precisione quali saranno), potranno beneficiare di un consistente sconto sui tributi da versare. Per queste categorie, il provvedimento prevede una detassazione del 30% dell’imponibile su cui calcoleranno le imposte per cinque anni. A condizione che trasferiscano la residenza in Italia e non siano stati residenti nei cinque anni precedenti.

Capitolo imprese. A chi investe nel nostro Paese, l’Agenzia delle Entrate fornirà un’attività di consulenza. Per beneficiare di questo servizio occorre presentare un business plan nel quale sono contenuti una serie di impegni: va indicato l’ammontare dell’investimento, i tempi e le modalità di realizzazione e il presunto aumento dell’occupazione. Va calcolato anche l’impatto dell’investimento sul sistema fiscale.
L’attività di assistenza è riservata sia alle imprese estere sia nazionali che intendano effettuare interventi a partire da 30 milioni di euro e che comportino significativi aumenti dell’occupazione.

Alla richiesta di chiarimento (interpello), l’Agenzia deve rispondere entro 120 giorni, prorogabili a 90 se è necessario acquisire altra documentazione. Nel caso di silenzio, le operazioni del contribuente saranno ritenute corrette dal punto di vista fiscale.
Dunque scaduti questi termini e scattato il silenzio assenso, saranno nulli tutti gli atti sanzionatori o punitivi. Evidentemente l’amministrazione potrà, in ogni caso, controllare ed eventualmente contestare al contribuente violazioni o comportamenti che non sono stati oggetto dell’istanza presentata.

note

[1] Consiglio dei Ministri n. 77/2015

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