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Preavviso di licenziamento o dimissioni: durata

7 agosto 2015


Preavviso di licenziamento o dimissioni: durata

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 agosto 2015



Il contratto di lavoro può determinare una differente durata del preavviso per il caso di licenziamento rispetto a quello delle dimissioni.

La durata fissata dalla legge o dal contratto collettivo nazionale di lavoro del preavviso, tanto per il caso di licenziamento, quanto per il caso di dimissioni, può essere derogata dalle parti. Così è lecita la clausola contrattuale con cui si stabilisce che la durata del preavviso per le dimissioni è più lunga rispetto a quella del preavviso per licenziamento. Lo ha chiarito la Cassazione in una recente sentenza [1].

In particolare la Corte ha ritenuto lecita la clausola, apposta in un separato accordo tra le parti, con il quale era stato previsto che, in deroga alla contrattazione collettiva di categoria, il termine di preavviso, in caso di dimissioni del lavoratore, era prolungato di 12 mesi e che, a fronte di tale obbligo, la banca datrice di lavoro si impegnava ad integrare il trattamento economico del dipendente. Il CCCNL per i dipendenti delle aziende di credito del 31/08/1955, reso efficace erga omnes [2], prevede un preavviso di un mese, “salvo che intervenga tra il lavoratore e l’azienda un accordo per abbreviare o prolungare il termine”.

Il codice civile [3] stabilisce l’inderogabilità dell’obbligo del preavviso, ma non anche l’inderogabilità della sua durata, la cui disciplina è rimessa al contratto di lavoro nazionale o individuale.

Comunque, a prescindere da quanto previsto dallo specifico contratto collettivo, già da tempo la Cassazione [4] ha stabilito, in via generale, per tutti i lavoratori, il seguente principio:

– il preavviso è una condizione di liceità del recesso dal contratto: l’inosservanza di tale previsione ha, come sanzione, l’obbligo di corrispondere da parte del recedente un’indennità sostitutiva. Pertanto, esso non può essere escluso o derogato dalla volontà delle parti;

– le parti non possono fissare una durata più breve del preavviso rispetto a quella fissata dal Ccnl (di norma due mesi);

– tuttavia le parti possono accordarsi per stabilire una durata maggiore, dal momento che tale pattuizione può giovare al datore di lavoro (come avviene nel caso in cui non è agevole la sostituzione del lavoratore recedente) ed è sicuramente favorevole al lavoratore (che resta avvantaggiato dal computo dell’intero periodo agli effetti dell’indennità di anzianità, dei miglioramenti retributivi e di carriera e dal regime di tutela della salute).

note

[1] Cass. sent. n. 16527/15 del 6.08.2015.

[2] Con d.P.R. n. 934/1962

[3] Art. 2118 cod. civ.

[4] Cass. sent. n. 5929/1979

Autore immagine: 123rf com

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