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Accertamenti fiscali: agli eredi le sanzioni non si trasmettono mai

8 agosto 2015


Accertamenti fiscali: agli eredi le sanzioni non si trasmettono mai

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 agosto 2015



Agenzia delle Entrate ed Equitalia non potranno inviare richieste di pagamento per sanzioni anche se scaturenti da accertamento con adesione, acquiescenza, mancato pagamento di rate, reclamo-mediazione.

Le sanzioni tributarie per gli illeciti fiscali posti da un soggetto non si possono mai trasmettere, alla sua morte, ai suoi eredi: e ciò vale anche nel caso in cui tali sanzioni derivino dall’applicazione di atti di acquiescenza, adesione, reclamo-mediazione, conciliazione giudiziale, dal ritardo nel pagamento delle rate o in caso di decadenza dal beneficio del piano di rateazione. Lo ha chiarito ieri una circolare diffusa dall’Agenzia delle Entrate [1]. In buona sostanza, anche se le sanzioni dipendono da istituti che definiscono bonariamente l’accertamento o il contenzioso, esse non passano mai agli eredi.

La legge [2] infatti dispone che l’obbligazione al pagamento della sanzione non si trasmette agli eredi.

Si trasmettono agli eredi solo le sanzioni di carattere civile (si pensi a un risarcimento del danno per un comportamento illecito), ma non quelle amministrative, penali o tributarie, per le quali, invece, opera il diverso principio dell’intrasmissibilità. Si tratta di un corollario del principio secondo cui la responsabilità è sempre personale.

Agli eredi sono applicabili solo le sanzioni per comportamenti a questi addebitabili: si pensi, ad esempio, al caso in cui gli eredi abbiano ritardato a pagare (o non abbiano pagato affatto) le rate scadute dopo la morte del “de cuius” (tale si definisce, in gergo tecnico, il soggetto deceduto).

Pertanto, sia l’Agenzia delle Entrate che Equitalia non potranno mai chiedere agli eredi il pagamento di sanzioni per violazioni commesse dal de cuius anche se dipendono da atti di acquiescenza, adesione, reclamo-mediazione, conciliazione giudiziale.

Inoltre, se nel corso di una rateazione si verifica il decesso del contribuente, per le rate residue ancora da pagare, l’Agenzia delle Entrate non potrà chiedere agli eredi il pagamento delle somme ancora dovute a titolo di sanzione; stesso discorso per il ritardo nel pagamento delle rate o in caso di decadenza dal beneficio del piano di rateazione (rate residue che gli eredi possono anche pagare in unica soluzione).

Infine, l’intrasmissibilità delle sanzioni agli eredi opera a prescindere dal fatto che la stessa sia stata già irrogata con provvedimento definitivo: pertanto non si trasmettono agli eredi neanche le sanzioni irrogate in base a un accertamento divenuto definitivo dopo il decesso del soggetto interessato o nel caso in cui l’autore della violazione muoia prima dell’intero pagamento della sanzione e incorra in altre sanzioni.

Se poi l’erede non esegue il pagamento entro il termine previsto, anche nel caso di proroga, agli eredi saranno applicabili le ordinarie sanzioni previste in caso di tardivo od omesso pagamento o di decadenza dalla rateazione, se ne ricorrono i presupposti.

note

[1] Ag. Entrate, circolare n. 29/E del 7.08.2015.

[2] Art. 8 d.lgs. n. 472/1997.

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