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Lo sai che? Usucapione: se paghi le rate del condominio

Lo sai che? Pubblicato il 8 agosto 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 agosto 2015

Sto regolarmente pagando le rate del condominio di una casa che non abito da diverso tempo, ma che ogni tanto utilizza mio fratello su mio consenso: posso temere che quest’ultimo, un giorno, possa rivendicare l’usucapione?

La possibilità di perdere la proprietà del proprio terreno o di qualsiasi altro immobile a seguito del decorso del termine di usucapione è un po’ lo spauracchio di ogni proprietario che non possa occuparsi, in prima persona, del bene. È vero: c’è sempre la possibilità di interrompere il termine dei 20 anni per il decorso dell’usucapione ordinaria, attraverso la notifica di un atto di citazione nei confronti del possessore (cui non deve necessariamente seguire l’iscrizione a ruolo della causa e un conseguente giudizio), tuttavia è bene sapere che non sempre val la pena allarmarsi. Infatti, se l’effettivo proprietario dell’immobile pone in essere un comportamento tale da considerarsi come un valido esercizio del potere di proprietà, allora i termini dell’usucapione non iniziano a decorrere o si interrompono. Non solo: il fatto che l’utilizzatore goda del bene sotto esplicito consenso e accondiscendenza del proprietario fa sì che il primo non possa mai rivendicare l’usucapione, salvo (ipotesi limite) che tale detenzione non perduri da così tanto tempo da far ritenere che il proprietario si sia completamente disinteressato del proprio bene [1] (sul punto leggi il commento alla recente sentenza della Cassazione Usucapione: la tolleranza del proprietario esclude il diritto”). In pratica, e detto in altri termini, quando la tolleranza nell’uso del bene altrui (dovuta per ragioni di amicizia, parentela, vicinato, ecc.) dura per lungo periodo, la semplice detenzione si tramuta in possesso ed è da tale momento che bisogna calcolare il termine dei 20 anni per l’usucapione.

Quanto invece al pagamento degli oneri condominiali, secondo la Cassazione [2] tale comportamento costituisce un comportamento che è incompatibile che l’usucapione a favore di un altro soggetto: e questo perché l’adempimento degli obblighi di condominio denota la volontà di comportarsi ancora come l’effettivo proprietario del bene, e non invece un disinteresse totale (condizione che, invece, insieme ad altri presupposti, fa scattare l’usucapione).

Secondo la Suprema Corte al pagamento delle spese condominiali deve essere data la massima rilevanza al fine della dimostrazione della volontà di conservare la proprietà del proprio immobile. Nella sentenza, si legge che : “(…) il fatto che lo Z., per quel terreno pagava i relativi oneri condominiali, (…) era sicuro indice di comportamento del medesimo come proprietario (…)”.

note

[1] Cass. sent. n. 16371 del 4.08.2015.

[2] Cass. sent. n. 9530 del 30.04.2014.

Autore immagine: 123rf com


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