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Concorso per posto pubblico: scorrimento graduatorie o nuovo bando?

9 Agosto 2015
Concorso per posto pubblico: scorrimento graduatorie o nuovo bando?

Ho partecipato a un concorso e sono secondo in graduatoria; il vincitore è stato assunto, io no; posso sperare che l’ente, in futuro, magari in vista di pensionamenti nella pianta organica, possa attingere da questa graduatoria ancora vigente?

In tema di scorrimento delle graduatorie, si è pronunciata più volte la giurisprudenza, specie quella dei TAR, secondo cui la pubblica amministrazione non ha l’obbligo di assumere, attraverso lo scorrimento della graduatoria, gli idonei oltre a chi è risultato vincitore del posto messo a concorso. In buona sostanza, lo scorrimento rimarrebbe una mera facoltà e non un dovere per l’ente pubblico. L’amministrazione, per esempio, potrebbe decidere di assumere scegliendo da una diversa graduatoria di una selezione interna, optando così per una soluzione rispondente ad esigenze organizzative che essa ritenga prioritarie ed esercitando perciò una facoltà di carattere discrezionale.

La linea interpretativa della magistratura amministrativa [1] è infatti sempre stata orientata a ritenere che l’utilizzazione delle graduatorie rispondesse ad esigenze organizzative delle amministrazioni, le quali prescindono dal comprensibile interesse del singolo alla copertura del posto.

Un po’ diversa e più favorevole a ritenere che, a certe condizioni, si possa riconoscere in capo a chi è utilmente collocato in graduatoria concorsuale, un diritto soggettivo all’assunzione, è la posizione della magistratura ordinaria e, in particolare, la Cassazione [2]. Secondo la Suprema Corte la decisione di indire un nuovo concorso deve essere sostenuta da congrua e puntuale motivazione.

Ma di recente, anche quest’ultima ha manifestato un orientamento più restrittivo rispetto al riconoscimento di un’ampia discrezionalità in capo alla pubblica amministrazione in tema di utilizzo di graduatorie, specie se vecchie. Infatti, la tendenza è quella del riconoscimento della prevalenza del principio – sancito dalla Costituzione [3] – del buon andamento e imparzialità dell’azione amministrativa: il che implica l’obbligo di svecchiamento delle graduatorie, i cui vincitori potrebbero non avere più le competenze tecniche e scientifiche richieste dallo stato attuale della normativa e della tecnica. Insomma, il bando potrebbe essere stato compiuto quando leggi e tecnologie erano completamente differenti rispetto, invece, a quelle sussistenti al momento della copertura del posto. Con la necessità, conseguente, di dover ripetere il bando.

In favore del ricorso allo scorrimento della graduatoria in vigore si registra una importante sentenza del Consiglio di Stato del 2011 (in adunanza plenaria [4]) che ha individuato alcune condizioni richieste per poter legittimamente indire nuovi concorsi pur in presenza di graduatorie concorsuali valide. Esse sarebbero: speciali disposizioni a favore del ricorso al concorso, cambiamento sostanziale delle norme sulla procedura concorsuale, nuovo profilo professionale richiesto. In ogni caso la decisione di indire un nuovo bando deve essere sempre supportata da una valida motivazione.

La legge, invece, dal canto suo, nel tentativo di rendere effettivo il principio generale di economicità ed efficienza dell’azione amministrativa, ha riconosciuto in più occasioni un favore particolare verso la collocazione negli organici della Pa degli idonei nelle procedure concorsuali tuttora in vigore [5].


note

[1] Cons. St. sent. n. 8369/2009 e n.4911/2009.

[2] Cass. sent. n.5588/2009.

[3] art. 97 Cost.

[4] Const. St. sent. n. 14/2011.

[5] Si pensi all’art. 4, comma 5, Dl n.101 /2013 convertito nella legge n.125/2013.

Autore immagine: 123rf com


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