HOME Articoli

Lo sai che? Accertamento fiscale illegittimo senza invito a giustificare i redditi

Lo sai che? Pubblicato il 10 agosto 2015

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 10 agosto 2015

L’Agenzia delle Entrate deve sempre inviare al contribuente accertato un invito, in via bonaria, a dare spiegazioni e documentare le ragioni dell’anomalia riscontrata dal fisco.

Qualora l’Agenzia delle Entrate proceda a un accertamento fiscale di tipo “sintetico” sul reddito del contribuente, prima di notificargli l’atto definitivo deve sempre invitarlo a fornire, in via amministrativa e bonaria, dati e notizie onde giustificare la propria posizione. In assenza di tale requisito preventivo, la verifica è sempre nulla per violazione dell’obbligo del contraddittorio, anche se il contribuente non riesce a fornire, nel successivo giudizio innanzi al giudice, le giustificazioni relative al maggior reddito contestato.

Lo ha chiarito la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia in una recente sentenza [1].

Insomma, il contribuente deve essere sempre convocato dall’ufficio a fornire giustificazioni, cioè dati e notizie rilevanti ai fini dell’accertamento, così come previsto dalla legge [1] e, ormai, dalla giurisprudenza unanime, anche quella della Cassazione a Sezioni Unite e della Corte di Giustizia Europea.

Dalla lettura della norma e dalle pronunce dei tribunali si evince chiaramente l’obbligo, per l’Agenzia delle Entrate che procede alla determinazione del reddito complessivo, a invitare il contribuente a comparire di persona o per mezzo dei rappresentanti (un avvocato, un commercialista, ecc.) per fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell’accertamento. Questa norma, per la Ctr, è espressione di quell’obbligo generalizzato del contraddittorio endoprocedimentale, che la pubblica amministrazione è obbligata ad attivare ogni qualvolta si proponga di adottare nei confronti di un soggetto un atto lesivo e che rende nullo l’atto conseguente al procedimento, in cui non sia stato attivato un tale contraddittorio.

note

[1] CTR Lombardia, sent. n. 3417/67/2015 del 20.07.2015.

[2] Art. 38, comma 7, del Dpr 600/73.

[3] Cass. S.U. sent. n. 19667/2014.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI