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Dichiarazione redditi di società di persone e persone giuridiche

10 Agosto 2015 | Autore:
Dichiarazione redditi di società di persone e persone giuridiche

Società semplici, Snc, Sas, Soggetti IRES, adempimenti, termini di versamento, dichiarazione unica, adempimenti per il controllo dei trasferimenti da e per l’estero di titoli e denaro.

Le società semplici (SS), in nome collettivo (SNC) e in accomandita semplice (SAS) e le società ad esse equiparate devono presentare la dichiarazione, agli effetti dell’IRAP da esse dovuta e agli effetti dell’IRPEF o dell’IRES dovuta dai soci, nei termini fissati per la dichiarazione delle persone fisiche: anche i termini di versamento delle imposte coincidono con quelli stabiliti per le persone.

La dichiarazione è unica e deve contenere l’indicazione degli elementi attivi e passivi necessari alla determinazione degli imponibili.

Come si è ripetuto più volte, a decorrere dalle dichiarazioni presentate nel 1998 non occorre più allegare alcun tipo di documentazione; essa andrà conservata ed esibita se richiesta. Anche il bilancio dovrà essere redatto e conservato dai soggetti in contabilità ordinaria.

La dichiarazione delle persone giuridiche

La dichiarazione dei soggetti IRES deve indicare, oltre a tutti gli elementi attivi e passivi utili alla determinazione degli imponibili, i dati e gli elementi necessari per l’individuazione del contribuente e di almeno un rappresentante nonché per l’effettuazione dei controlli e altri elementi, esclusi quelli che l’amministrazione finanziaria è in grado di acquisire direttamente (art. 4, co. 1, D.P.R. 600/73).

Anche i soggetti sottoposti ad IRES sono obbligati, pertanto, alla presentazione della dichiarazione unica. Solo i contribuenti, il cui periodo d’imposta non coincide con l’anno solare o che devono presentare solo una delle dichiarazioni che confluiscono nella dichiarazione unica, dovranno continuare a presentare il modello 760.

Per quanto concerne i termini di presentazione i soggetti IRES devono presentare la dichiarazione entro l’ultimo giorno del nono mese successivo alla chiusura del periodo d’imposta.

I termini di versamento dell’IRES, stabiliti dall’art. 17 del D.P.R. 435/2000, sono:

— entro il giorno 16 (o entro il 30° giorno successivo a questo con la maggiorazione dello 0,40%) del sesto mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta o, per i soggetti che in base a disposizioni di legge approvano il bilancio oltre il termine di quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio, entro il giorno 16 del mese successivo a quello di approvazione del bilancio, per il versamento a saldo. Fino al 30 giugno 2007 i predetti termini erano fissati al giorno 20 del mese di scadenza;

— entro il termine del versamento a saldo dovuto in base alla dichiarazione relativa al periodo d’imposta precedente, per il versamento della prima rata d’acconto;

— entro il mese di novembre, per il versamento della seconda rata di acconto.

La legge prevede, inoltre, ipotesi particolari di dichiarazioni riguardanti circostanze straordinarie della vita delle società quali: liquidazione di società, fallimento e liquidazione coatta amministrativa, trasformazione e fusione di più società.

Già per le dichiarazioni presentate nel 1998 non è più obbligatorio allegare alcuna documentazione: anche il bilancio dovrà essere semplicemente redatto e conservato.

La dichiarazione dei redditi e gli adempimenti per il controllo dei trasferimenti da e per l’estero di titoli e denaro

Una serie di adempimenti devono essere osservati dalle persone fisiche, enti non commerciali e società semplici ed equiparate, nella compilazione della dichiarazione dei redditi, qualora abbiano effettuato importazioni e/o esportazioni di titoli e/o valute (art. 4 D.L. 167/90, conv. in L. 227/90).

Questi devono, infatti, indicare nella dichiarazione dei redditi (o, nel caso di esonero dalla presentazione della stessa, in apposito modello):

—   i trasferimenti da o verso l’estero di danaro, titoli o valori mobiliari, effettuati attraverso non residenti e senza il tramite di intermediari;

—   gli investimenti all’estero ovvero le attività estere di natura finanziaria nonché i trasferimenti da o per l’estero effettuati nell’anno di riferimento in relazione ai citati investimenti o attività estere.

Tale obbligo non sussiste se gli investimenti o i relativi movimenti finanziari non superano 15.000 euro.

Manuale di Diritto Tributario


note

Autore immagine: 123rf com


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