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Mediazione: per l’assenza ingiustificata multa elevata

10 agosto 2015


Mediazione: per l’assenza ingiustificata multa elevata

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 agosto 2015



La parte che non è presente senza giustificato motivo all’incontro di mediazione paga una sanzione pari al contributo unificato.

Multa salata per la parte che, senza fornire un giustificato motivo, non è presente al procedimento di mediazione davanti all’organismo designato: può infatti scattare una condanna immediata al pagamento di una sanzione (da versare allo Stato), che è di importo pari al contributo unificato dovuto per il corrispondente giudizio.

Linea dura contro l’assenza alla mediazione: dopo il Tribunale di Palermo, a chiarire questo aspetto è ora anche il Tribunale di Firenze [1]. Il caso di specie si riferisce a una banca che non aveva partecipato alla mediazione delegata dal giudice nel corso del processo, ma la questione si può presentare anche con riferimento alla mediazione precedente alla causa. Se, infatti, nei confronti della parte attrice, la sanzione è già quella della improcedibilità del giudizio, il comportamento assenteista della parte convenuta potrebbe trovare, così, un ulteriore deterrente oltre alla condanna alle spese processuali.

Dall’entrata in vigore della legge [2] che ha introdotto l’obbligo di mediazione quale generale strumento di risoluzione delle controversie fuori dalle aule dei tribunali, sia essa preventiva rispetto all’avvio del giudizio, che successiva (ad esempio in sede di opposizione al decreto ingiuntivo o richiesta dal giudice durante il processo), il problema centrale è sempre stato quello di una scarsa adesione delle parti chiamate in mediazione.

Già numerosi giudici, peraltro, hanno ribadito la necessità della partecipazione personale alla mediazione della parte, impossibilitata a delegare l’avvocato per suo conto, ma dovendo essere essa stessa presente.

Per la parte che avvia il procedimento, la mancata partecipazione viene già sanzionata con la cosiddetta “condizione di procedibilità”, ossia con l’impedimento di procedere in giudizio o di proseguire nella causa già avviata: il giudizio verrebbe dichiarato “improcedibile” e definitivamente chiuso dal giudice. Il problema, però, si è posto con riferimento alla parte che al giudizio non ha alcun interesse, ossia il cosiddetto “convenuto”, che è chiamato in tribunale dall’attore e che ne farebbe volentieri a meno. Se, in prima battuta, è stato previsto che la mancata partecipazione senza giustificato motivo, consentisse al giudice di desumere argomenti di prova nel successivo giudizio, con la riforma del 2013 è stata introdotta la condanna al versamento di una somma pari al contributo unificato dovuto per il giudizio [3].

Probabilmente, anche questa sanzione potrebbe essere insufficiente quando la parte, dovendosi muovere da un’altra parte d’Italia e dovendo sostenere le relative spese di viaggio, potrebbe ritenere meno elevata la sanzione inflitta dal giudice. Ma è bene ricordare che resta pur sempre la possibilità del magistrato di tenere conto del comportamento processuale della parte anche ai fini della condanna alle spese processuali.

note

[1] Trib. Firenze ord. del 3.06.2015.

[2] Dlgs 28/2010.

[3]Dl. 69/2013.

Autore immagine: 123rf com

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