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Anagrafe tributaria: i controlli dell’Agenzia Entrate

10 Agosto 2015 | Autore:
Anagrafe tributaria: i controlli dell’Agenzia Entrate

Attività istruttoria di contrasto all’evasione fiscale e anagrafe tributaria: gli strumenti dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza.

Al fine di controllare gli adempimenti dei contribuenti l’amministrazione finanziaria si avvale di una serie di poteri che caratterizzano la sua attività istruttoria finalizzata al controllo della corretta posizione fiscale dei contribuenti.

Tale attività oltre ad essere svolta dagli uffici dell’Agenzia delle entrate è svolta anche dalla Guardia di finanza che dispone degli stessi poteri degli uffici finanziari.

L’anagrafe tributaria

Fondamentale ai fini dello svolgimento dell’attività istruttoria è l’anagrafe tributaria, istituita dal D.P.R. 605/73. Si tratta di un sistema informativo elettronico in cui sono immagazzinate le principali notizie risultanti dalle dichiarazioni fiscali.

Essa consente, attraverso il numero di partita IVA o di codice fiscale, di avere informazioni di carattere anagrafico ovvero sulla posizione fiscale e sulla capacità contributiva di ciascun contribuente.

I dati raccolti attraverso l’anagrafe tributaria vengono utilizzati non solo per l’accertamento delle imposte dirette ma anche per controllare le posizioni dei singoli contribuenti ed effettuare eventuali accertamenti incrociati.

Le pubbliche amministrazioni possono accedere al sistema informativo dell’anagrafe tributaria nel rispetto delle modalità stabilite dal D.Lgs. 12-7-1991, n. 212 (modalità di accesso delle amministrazioni pubbliche al sistema informativo dell’anagrafe tributaria).

L’accesso è consentito allo scopo di disporre di una banca dati utile per la lotta al riciclaggio del «denaro sporco» e di attuare il controllo dei limiti di reddito di quanti vogliono usufruire di benefici assistenziali.

Attualmente, l’utilizzazione dei dati di cui l’Agenzia delle entrate dispone ai sensi dell’art. 7, co. 6, del D.P.R. 605/73 (v. infra) è consentita — previa autorizzazione del Direttore generale degli agenti della riscossione — ai dipendenti di Equitalia S.p.a. e delle società da essa partecipate ai soli fini della riscossione mediante ruolo. Per la stessa finalità gli agenti della riscossione possono accedere a tutti i dati rilevanti detenuti da soggetti pubblici o privati con facoltà di prenderne visione e di estrarne copia (art. 35, co. 25 e 26, D.L. 223/2006).

Sono numerose le disposizioni che impongono a pubbliche amministrazioni, enti pubblici e privati, aziende e privati cittadini di comunicare all’anagrafe dati ed informazioni di varia natura al fine di agevolare l’azione accertatrice.

Tra queste si ricorda l’art. 20 del D.P.R. 605/73 che pone a carico di pubbliche amministrazioni e enti pubblici l’obbligo di comunicazione degli estremi dei contratti di appalto, di somministrazione e di trasporto conclusi mediante scrittura privata e non registrati.

Queste misure sono da sempre largamente impiegate soprattutto per l’individuazione di contratti di locazione di unità immobiliari non registrati e di attività economiche sconosciute al fisco al fine di evadere i tributi, sia diretti sia indiretti.

In quest’ottica si inquadra anche il dettato degli artt. 6 e 7 del D.P.R. 605/73 che pongono a carico di determinati soggetti l’obbligo di comunicare all’anagrafe tributaria alcune informazioni. Più precisamente, l’obbligo concerne:

uffici pubblici, relativamente ai dati e alle notizie contenuti negli atti da presentare allo sportello unico comunale per l’edilizia;

aziende, istituti, enti e società, in riferimento ai dati catastali, identificativi dell’immobile presso cui è attivata l’utenza;

banche, Poste italiane S.p.A., intermediari finanziari, imprese di investimento, OICR, società di gestione del risparmio e ogni altro operatore finanziario, per quanto concerne i dati identificativi di ogni soggetto che intrattenga con loro qualsiasi rapporto o effettui operazioni di natura finanziaria.

L’art. 7 del D.P.R. 605/73, stabilisce, inoltre, che le imprese, gli intermediari e tutti gli altri operatori del settore che erogano somme di denaro a qualsiasi titolo nei confronti dei danneggiati in relazione a contratti di assicurazione di qualsiasi ramo, devono comunicare in via telematica, anche in deroga a disposizioni di legge contrarie, l’ammontare delle somme liquidate, la causale del predetto versamento, il codice fiscale o la partita IVA del beneficiario e dei soggetti le cui prestazioni sono state valutate ai fini della quantificazione della somma liquidata.

L’art. 37, co. 21-23, del su citato D.L. 223/2006, invece, impone alle Camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura di trasmettere all’anagrafe, in formato elettronico elaborabile, i dati e le notizie contenuti nelle domande di iscrizione, variazione e cancellazione nei registri e negli albi istituiti presso di esse.

Manuale di Diritto Tributario


note

Autore immagine: 123rf com


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