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News Pensione lavoratori precoci 2015, ultime novità

News Pubblicato il 11 agosto 2015

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Probabile l’approvazione della Quota 41 per i lavoratori precoci, con la prossima Legge di Stabilità.

 

Finalmente le richieste dei lavoratori precoci paiono essere arrivate ad un punto di svolta: sono sempre di più, infatti, i pareri favorevoli alla pensione con Quota 41 per tale categoria, senza alcuna penalizzazione legata all’età.

Pertanto, è molto probabile che la nuova normativa per l’accesso alla quiescenza sarà inserita nella prossima Legge di Stabilità, che verrà approvata tra settembre ed ottobre 2015: la modifica consentirebbe il collocamento a riposo con 41 anni di contributi per tali soggetti, senza dover sottostare ad alcun requisito d’età, e senza alcuna decurtazione dell’assegno.

Chi sono i lavoratori precoci

I cosiddetti lavoratori precoci, lo ricordiamo, sono quei soggetti che possiedono il primo versamento contributivo anteriormente al compimento del ventesimo anno d’età (in pratica, chi ha iniziato a lavorare prima dei 20 anni).

Il fatto che siano abitualmente inquadrati in una categoria a sé stante ha ingenerato non poca confusione: in realtà, ad oggi, il loro trattamento è il medesimo previsto per la generalità dei lavoratori.

Infatti, i precoci non beneficiano di eccezioni particolari, ma devono pensionarsi sottostando alle regole ordinarie: utilizzeranno, quindi,   la pensione anticipata, qualora possiedano un minimo di annualità di contribuzione versata; al 2015, il requisito è di 42 anni e 6 mesi per gli uomini, e di 41 anni più 6 mesi per le donne, totale che aumenterà, per entrambi, di 4 mesi nel 2016, arrivando, dunque, rispettivamente a 42 anni e 10 mesi ed a 41 anni e 10 mesi.

Per tale tipologia di trattamento, era prevista una penalizzazione percentuale, qualora il pensionato non avesse raggiunto un minimo di 62 anni d’età: fortunatamente, la Legge di Stabilità 2015 [1], ha abolito questa decurtazione verso tutti i trattamenti che matureranno sino al 31/12/2017.

Qualora non possiedano i requisiti contributivi necessari al trattamento anticipato, i precoci dovranno attendere il raggiungimento dei parametri d’età per fruire della pensione di vecchiaia.

Ricordiamo che, nel 2015, i requisiti d’età per la pensione di vecchiaia sono :

–per i dipendenti privati, 66 anni e 3 mesi ( se uomini), o   63 anni e 9 mesi ( se donne);

–per i dipendenti pubblici, 66 anni e 3 mesi (sia per gli uomini che per le donne);

–per i lavoratori autonomi, 66 anni e 3 mesi (se uomini), o 64 anni e 9 mesi (se donne).

È comunque richiesto un requisito minimo di contribuzione, pari a 20 anni; il requisito può essere diminuito a 15 anni, qualora si possiedano 15 anni di contributi versati precedentemente al 31.12.1992, oppure qualora si possiedano 10 anni lavorati parzialmente, almeno 15 anni di contributi effettivi da lavoro dipendente, e 25 anni di anzianità contributiva (secondo la Deroga Amato [2]).

Infine, non dimentichiamo che, pur non esistendo, ancora, eccezioni ad hoc per i precoci, possono comunque esser loro applicate le “scappatoie” utili alla generalità dei lavoratori.

Ricordiamo le deroghe alla Legge Fornero più rilevanti:

Opzione Donna[3]: possibilità, riservata solo alle lavoratrici, di pensionarsi a 57 anni e 3 mesi d’età, con 35 anni di contributi (58 anni e 3 mesi, se lavoratrici autonome), utilizzando integralmente il calcolo contributivo;

Salvacondotto per i nati nel 51 e nel 52 [4]: possibilità di collocarsi a riposo con almeno 64 anni d’età, se risultano, al 31/12/2012, almeno 35 anni di contributi per gli uomini e 20 per le donne;

Settima Salvaguardia: si tratta di un’eccezione riservata ad esodati e ad alcune categorie di disoccupati; ancora non si conoscono i dettagli di quest’ultima salvaguardia, ma , secondo recenti annunci, dovrebbe essere discussa addirittura prima della Legge di Stabilità.


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6 Commenti

  1. Aspettiamo…. fiduciosi che venga attuato per i precoci la quota 41
    Non stiamo chiedendo niente di più che un nostro diritto
    Nessuno, nemmeno i governi attuali e precedenti non ci hanno regalato niente , anzi …… grazie Fornerò e chi ha votato questa legge

  2. Dopo 40 anni di contributi da lavoro accedere al pensionamento è un sacrosanto diritto. Ora vogliono far passare 41 anni come un regalo. Ma per chi lavora da quando aveva 15 anni e ha pagato tasse e contributi per 40 anni è un diritto scippato dalal legge fornero. Abolire i 40 anni ha stravolto progetti di vita e ha reso tutto incerto. 40 ANNI … SONO 40 ANNI …. FORSE QUALCUNO NON HA BEN CAPITO QUANTI SONO ….

  3. I diritti di tanti lavoratori li hanno tolti, ad ” ALCUNI ” i privilegi confermati. In famiglia l’esempio viene dato dai genitori ai figli….
    Dopo 40 anni di contributi e sacrifici uno ha il sacrosanto diritto di beneficiare della sospirata pensione !!! … Un gruppo di lavoratori.

  4. mah…più che dare benefici ai precoci io punterei sugli ultra sessantenni…tutto sommato se uno ha iniziato a lavorare prima dei 20 anni non è poi così vecchio ma c’è gente over 60 che fa lavori anche pesanti in fabbrica, nell’edilizia o in agricoltura ancora costretti al lavorare fino a 67 anni.

  5. Posto che, come abbiamo scritto, la categoria dei lavoratori precoci non esiste più, di fatto si attendeva l’accoglimento (l’articolo è stato scritto nell’agosto scorso) della cosiddetta quota 41 per i soggetti il cui primo versamento contributivo risultasse effettuato anteriormente al ventesimo anno d’età. Purtroppo la proposta non è passata nella Legge di Stabilità 2016, ma ciò non vuol dire che non possa essere accolta in futuro.

  6. A fronte di tutti i manini che fanno i politici per le loro pensioni e che li fanno passare per legali quando invece tutti sanno che non lo sono, un lavoratore dopo 40 anni di contributi ha il sacrosanto diritto di pretendere l’agoniato riposo, altrimenti cari signori ci dobbiamo ARRABBIARE e molto per fargli capire che noi ci siamo altrimenti questi, come sempre, ci schiacciano come fossimo semplici insetti.

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