Professionisti L’avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate

Professionisti Pubblicato il 11 agosto 2015

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L’attività di accertamento fiscale: controlli sostanziali e formali, avviso di accertamento, termini, accertamento analitico e sintetico sul reddito.

Al termine dell’attività istruttoria, l’amministrazione finanziaria se ha riscontrato delle irregolarità emana un atto denominato avviso di accertamento. Si tratta di un provvedimento amministrativo con il quale si stabilisce l’obbligazione tributaria per il periodo accertato.

Competente all’emanazione dell’avviso di accertamento è la Direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate della circoscrizione in cui è situato il domicilio fiscale del contribuente.

Per i contribuenti di rilevanti dimensioni sono invece competenti le Direzioni regionali dell’Agenzia delle entrate.

L’avviso di accertamento come atto esecutivo

Dal 1° ottobre 2011 l’avviso di accertamento è titolo esecutivo al momento della notifica al contribuente. A tal fine l’avviso di accertamento deve contenere l’intimazione ad adempiere al pagamento entro 60 giorni dalla notifica. Decorsi ulteriori 30 giorni dalla su citata scadenza la riscossione delle somme è «affidata in carico» agli agenti della riscossione. L’esecuzione forzata è sospesa per 180 giorni dall’affidamento dopodiché l’agente della riscossione inizierà l’esecuzione coattiva senza aspettare la formazione del ruolo. L’agente della riscossione è tenuto ad informare il debitore di aver preso in carico le somme da porre in riscossione (art. 29 D.L. 78/2010, conv. in L. 122/2010).

L’espropriazione forzata è avviata, in ogni caso, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo.

Tale disposizione trova applicazione per gli atti emessi dal 1° ottobre 2011 e relativi ai periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2007 e successivi.

L’avviso di accertamento consta di due parti essenziali:

— la motivazione ossia l’indicazione delle ragioni di fatto o di diritto poste alla base dell’atto;

— il dispositivo ossia la statuizione cui si ricollegano gli effetti dell’accertamento.

In materia di imposte sui redditi l’art. 42 del D.P.R. 600/73 stabilisce che l’avviso di accertamento deve indicare «l’imponibile accertato, le aliquote applicate, le imposte liquidate, al lordo e al netto delle detrazioni, delle ritenute d’acconto e dei crediti d’imposta».

L’avviso di accertamento deve essere notificato al contribuente entro termini prestabiliti.

La notifica non è solo una particolare procedura con cui l’atto viene portato a conoscenza del contribuente ma costituisce anche il meccanismo giuridico mediante il quale tale atto esplica i suoi effetti giuridici in quanto notificato al destinatario (F. Tesauro).

La notificazione è effettuata mediante consegna di una copia al destinatario a mano o a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento da inviare presso il domicilio fiscale del contribuente.

La notifica può essere effettuata anche mediante posta elettronica certificata (PEC) se il contribuente ha provveduto ad indicare tale indirizzo, detto appunto digitale all’amministrazione (art. 4 D.L. 179/2012).

La notifica deve avvenire entro il 31 dicembre dal quarto anno successivo a quello in cui è presentata la dichiarazione oppure entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui avrebbe dovuto essere presentata, nei casi di omessa presentazione della dichiarazione o di presentazione di dichiarazione nulla.

I termini per l’accertamento sono raddoppiati in riferimento alle annualità in cui vengono riscontrate violazioni che comportano l’obbligo di denuncia penale relativamente ai reati tributari di cui al D.Lgs. 74/2000 (art. 43, co. 2bis, D.P.R. 600/73). Tale disposizione si applica a decorrere dal periodo d’imposta per il quale alla data del 4 luglio 2006 — data di entrata in vigore del D.L. 223/2006 — sono ancora pendenti i termini di cui al primo e al secondo comma dello stesso art. 43.

Inoltre, in caso di presentazione di dichiarazione integrativa, i termini per l’accertamento decorrono dalla presentazione di quest’ultima limitatamente agli elementi oggetto dell’integrazione (art. 1, co. 640, L. 190/2014).

Nullità e annullabilità dell’avviso di accertamento

L’avviso di accertamento è nullo se:

—   privo di uno degli elementi essenziali (mancata sottoscrizione, omessa notifica);

—   è viziato da difetto assoluto di attribuzione (tributo inesistente o emesso da ufficio incompetente);

—   è adottato in violazione o elusione di giudicato;

—   negli altri casi espressamente previsti dalla legge (es. mancanza di motivazione nel caso delle imposte dirette).

Non è indicato, invece, un criterio da cui si può desumere se un vizio rende l’atto annullabile o solo irrregolare.

Per Tesauro e Falsitta può essere utilizzato come criterio guida, al fine di considerare invalidante e quindi annullabile un atto, la violazione di norme procedimentali (es. violazioni di norme sui metodi di accertamento o la violazione del divieto di doppia imposizione) e non invalidante la violazione di norme rispetto alla cui osservanza non sia configurabile alcun interesse del contribuente (es. violazione di norme relative alla collaborazione sui comuni).

Manuale di Diritto Tributario

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Autore immagine: 123rf com


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