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Agenzia Entrate: accessi, ispezioni e verifiche

11 agosto 2015 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 11 agosto 2015



I controlli fiscali volti ad accertare l’evasione: poteri di accesso, banche dati, conti correnti, potestà di controllo in materia IVA.

Una volta svolti i controlli formali inizia la fase volta ad individuare proventi occultati, costi fittizi, documenti falsi ecc. Tali controlli sono effettuati dall’Agenzia delle entrate sulla base di criteri individuati in un’apposita convenzione stipulata tra il Ministero dell’economia e delle finanze e la stessa Agenzia.

Per effetto della trasmissione telematica delle dichiarazioni, la liquidazione e il controllo formale delle stesse vengono effettuati in via automatica sulla base di procedure all’uopo predisposte dall’Agenzia, che si avvale della SO.GE.I. s.p.a., suo partner informatico. Solo un numero limitato di dichiarazioni che presentano irregolarità sono segnalate alle Direzioni provinciali dell’Agenzia delle entrate per i controlli di competenza.

L’esercizio dei poteri di controllo in materia di imposte dirette da parte dell’amministrazione finanziaria è regolata dal titolo IV del D.P.R. 600/73 ai fini delle imposte sui redditi e dagli articoli 51 e 52 D.P.R. 633/72 in materia di IVA.

L’art. 12 della L. 212/2000 (Statuto del contribuente) prevede, tuttavia, che «gli accessi, le ispezioni e le verifiche nei locali destinati all’esercizio di attività commerciali, industriali, agricole, artistiche e professionali sono effettuate sulla base di esigenze effettive di indagine e controllo. Essi si svolgono, salvo casi eccezionali e urgenti adeguatamente documentati, durante l’ordinario orario di esercizio delle attività e con modalità tali da arrecare la minor turbativa possibile allo svolgimento delle attività stesse nonché alle relazioni commerciali o professionali del contribuente».

Tali poteri sono finalizzati (artt. 31 e 31bis D.P.R. 600/73) ad:

—      acquisire elementi per la migliore determinazione del presupposto d’imposta (rettifica di quanto dichiarato o non dichiarato dal contribuente);

—      verificare l’adempimento degli obblighi strumentali (ad es. tenuta delle scritture contabili) la cui violazione è di per sé sintomatica di evasione;

—      analizzare il comportamento di intere categorie di contribuenti;

—      liquidare le imposte o maggiori imposte dovute;

—      irrogare le pene pecuniarie e presentare all’autorità giudiziaria un rapporto (ora segnalazione) per le violazioni sanzionate penalmente;

—      provvedere allo scambio con le altre autorità competenti degli Stati membri dell’Unione europea delle informazioni necessarie per assicurare il corretto accertamento delle imposte di qualsiasi tipo riscosse da o per conto dell’amministrazione finanziaria.

Nell’adempimento dei loro compiti, le Direzioni provinciali dell’Agenzia delle entrate, nonché i militari della Guardia di finanza, possono (art. 32 D.P.R. 600/73):

—      procedere ad accessi, ispezioni, verifiche ai sensi dell’art. 33 del D.P.R. 600/73.

Si parla di ispezione quando l’accesso ha come scopo l’analisi di un determinato elemento documentale o materiale; quando invece l’accesso è finalizzato ad analizzare la corretta autoliquidazione dell’imposta da parte del contribuente si parla di verifica, la quale ha inizio con l’accesso, seguito da ispezioni documentali ed altre operazioni e si conclude, entro trenta giorni (prorogabili per altri trenta in caso di particolare complessità dell’indagine), con la redazione di un processo verbale di constatazione.

L’accesso deve essere autorizzato: per accedere ai locali adibiti ad attività d’impresa è sufficiente l’autorizzazione del dirigente dell’ufficio dell’Agenzia o del comandante di zona della Guardia di finanza, mentre per l’accesso nelle abitazioni, come per l’esame di documenti per cui venga eccepito il segreto professionale nel caso di accesso in studi professionali, è necessaria anche l’autorizzazione del Procuratore della Repubblica. Se manca la prevista autorizzazione l’accesso è ritenuto illegittimo;

—      invitare i contribuenti, indicandone i motivi, a comparire, anche a mezzo di propri rappresentanti, per fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell’accertamento.

L’invito di comparizione può essere relativo anche ai rapporti e alle operazioni i cui dati, notizie e documenti sono stati acquisiti presso intermediari finanziari, imprese di investimento etc. (v. infra) nel corso di accessi, ispezioni e verifiche od ancora presso aziende ed istituti di credito o presso l’amministrazione postale.

I dati e gli elementi acquisiti nell’ambito di indagini bancarie o di accessi, ispezioni e verifiche possono essere utilizzati per rettificare le dichiarazioni del contribuente se questi non dimostra che sono già stati considerati nella determinazione del reddito o che non rilevano a tal fine. I prelevamenti o gli importi riscossi nell’ambito delle operazioni intercorse con i suddetti soggetti sono considerati ricavi (per gli imprenditori) o compensi (per i professionisti) qualora, non risultando dalle scritture contabili, il contribuente non ne indica il beneficiario;

—      invitare i contribuenti, anche in questo caso indicandone i motivi, a esibire o trasmettere atti e documenti rilevanti ai fini dell’accertamento nei loro confronti;

—      inviare questionari relativi a dati e notizie di carattere specifico rilevanti ai fini dell’accertamento nei loro confronti nonché nei confronti di altri contribuenti con i quali abbiano intrattenuto rapporti;

—      richiedere agli organi e alle amministrazioni dello Stato, agli enti pubblici non economici, alle società ed enti di assicurazione, alle società ed enti che effettuano istituzionalmente riscossioni e pagamenti per conto di terzi la comunicazione, anche in deroga a contrarie disposizioni legislative, statutarie e regolamentari, di dati e notizie relativi a singoli soggetti o a categorie di soggetti;

—      richiedere copie o estratti degli atti depositati presso i notai, i procuratori del registro e gli altri pubblici ufficiali;

—      richiedere, previa apposita autorizzazione, ai soggetti sottoposti ad accertamento, ispezione o verifica il rilascio di una dichiarazione contenente l’indicazione della natura, del numero e degli estremi identificativi dei rapporti, in corso o estinti da non più di cinque anni, intrattenuti con le banche, e le Poste italiane S.p.A. nonché con ogni altro intermediario finanziario;

—      richiedere, previa apposita autorizzazione, alle banche, alle poste, alle società ed enti di assicurazione per le attività finanziarie, agli intermediari finanziari, alle imprese di investimento, agli organismi di investimento collettivo del risparmio, alle società di gestione del risparmio e alle società fiduciarie, dati, notizie e documenti relativi a qualsiasi rapporto intrattenuto con i loro clienti. Tali richieste e le risposte relative possono essere effettuate solo in via telematica ai sensi dell’art. 32, terzo comma, del D.P.R. 600/73;

—      richiedere, previa autorizzazione del direttore centrale dell’accertamento dell’Agenzia delle entrate, ad autorità ed enti, notizie, dati, documenti e informazioni di natura creditizia, finanziaria e assicurativa, relativi alle attività di controllo e di vigilanza svolte dagli stessi, anche in deroga a specifiche disposizioni di legge;

—      richiedere ai soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili dati, notizie e documenti relativi ad attività svolte in un determinato periodo d’imposta rilevanti ai fini dell’accertamento, nei confronti di loro clienti, fornitori e prestatori di lavoro autonomo;

—      invitare, ogni altro soggetto, a esibire o trasmettere atti o documenti fiscalmente rilevanti, concernenti rapporti intrattenuti con il contribuente;

—      richiedere agli amministratori di condominio dati, notizie e documenti relativi alla gestione condominiale.

Gli inviti e le richieste di cui all’art. 32 in commento devono essere notificati ai sensi dell’art. 60 del medesimo D.P.R. 600/73.

Il termine per l’adempimento, che decorre dal giorno della notifica, è fissato dall’Ufficio e non può essere inferiore a 15 giorni o a 30 giorni nel caso di richieste rivolte agli intermediari finanziari. Esso può essere prorogato di 20 giorni per giustificati motivi su istanza dell’operatore finanziario.

A fronte dei poteri attribuiti all’Amministrazione finanziaria e ad altri organismi, l’art. 36 del D.P.R. 600/73 stabilisce che i soggetti pubblici incaricati istituzionalmente di svolgere attività ispettive o di vigilanza nonché gli organi giurisdizionali, requirenti e giudicanti, penali, civili e amministrativi e, previa autorizzazione, gli organi di polizia giudiziaria, se a causa delle loro funzioni vengono a conoscenza di fatti configurabili come violazioni tributarie devono comunicarli direttamente al comando della Guardia di finanza competente.

Si ricorda inoltre l’attivazione, a decorrere dall’1-1-2011, dell’Anagrafe immobiliare integrata la quale attesta, ai fini fiscali, lo stato di integrazione delle banche dati disponibili presso l’Agenzia delle entrate per ciascun immobile, individuandone il soggetto titolare dei diritti reali (art. 19, co. 1, D.L. 78/2010).

Potestà di controllo in materia di IVA

L’esercizio dei poteri di controllo in materia d’IVA, da parte dell’amministrazione finanziaria, è regolato dal titolo IV del D.P.R. 633/72.

Il decreto istitutivo dell’IVA conferisce idonei poteri alle strutture di controllo delle Direzioni provinciali dell’Agenzia delle entrate per permettere l’esercizio dell’attività di controllo e l’acquisizione delle prove atte a suffragare quanto formerà oggetto di accertamento.

La Guardia di finanza collabora ex art. 63 decreto IVA al reperimento di elementi utili all’accertamento e alla repressione dell’evasione, avvalendosi dei poteri e delle facoltà che competono agli uffici ai sensi degli artt. 51 e 52 del suddetto decreto.

Inoltre, controlli in materia IVA sono svolti, sempre in collaborazione con l’Agenzia delle entrate, dagli Uffici delle dogane, per quanto concerne l’applicazione dell’imposta alle merci circolanti in ambito comunitario, e dalla SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) ai fini dell’accertamento dell’IVA sugli spettacoli nonché dell’imposta sugli intrattenimenti.

Circa il contenuto dei poteri di controllo, va precisato che la riscossione periodica per masse d’operazioni del tributo fa sì che all’IVA, nonostante si tratti d’imposta indiretta, si rendano applicabili i meccanismi di controllo previsti per le imposte dirette (titolo IV D.P.R. 600/73). Anzi, data la maggior «anzianità» dell’imposta, si è portati ad affermare che i controlli previsti per le imposte dirette siano stati in gran parte mutuati da quelli dettati per l’IVA.

Processo verbale di verifica

In occasione di ogni accesso e verifica l’amministrazione finanziaria provvede alla redazione del processo verbale di verifica dove vengono descritte, in modo dettagliato, tutte le operazioni compiute, le richieste fatte al contribuente e le risposte ricevute. Tale verbale deve essere sottoscritto dal contribuente che ha diritto a riceverne copia (art. 52 D.P.R. 633/72).

L’atto conclusivo dell’attività di verifica è poi il processo verbale di constatazione che sintetizza i dati rilevati dal controllo. Entro 60 giorni il contribuente può comunicare eventuali osservazioni e richieste.

Manuale di Diritto Tributario

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