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Equitalia: rateizzazione delle somme iscritte a ruolo


> L’esperto Pubblicato il 12 agosto 2015



Possibilità di chiedere il pagamento dilazionato della cartella esattoriale: come funziona.

L’istituto della rateizzazione, disciplinato dall’art. 19 D.P.R. 602/73 e modificato ad opera del d.l. 69/2013, conv. in L. 98/2013 prevede la possibilità di ricorrere ad una rateizzazione:

ordinaria in base alla quale al debitore può essere accordata al massimo una dilazione di 72 rate, che può essere differita per ulteriori 72 rate in caso di comprovato peggioramento della situazione, nelle ipotesi di temporanea obiettiva difficoltà dello stesso. Tale tipo di dilazione:

per debiti fino a 50.000 euro può essere concessa automaticamente, ossia con domanda semplice senza dover allegare alcuna documentazione attestante la difficoltà economica del contribuente;

per debiti oltre 50.000 euro può essere accordata previa verifica da parte dell’amministrazione dell’effettiva difficoltà del contribuente. Spetterà a questi l’onere della prova mediante la presentazione di idonea documentazione che rappresenti la situazione economico-finanziaria dello stesso (direttiva equitalia 7-5-2013);

straordinaria in base alla quale il contribuente può dilazionare il pagamento delle somme iscritte a ruolo fino ad un massimo di 120 rate sempreché il debitore si trovi, per ragioni estranee alla propria responsabilità, in una comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economia.

Sempre il novellato art. 19 individua anche i casi in cui può ricorrere la «comprovata e grave difficoltà»:

— accertata impossibilità per il contribuente di assolvere il pagamento del credito tributario secondo un piano di rateazione ordinario;

— solvibilità del contribuente valutata in relazione al piano di rateazione concedibile.

Le problematiche principali relative all’individuazione del requisito dell’ «accertata impossibilità per il contribuente di assolvere il pagamento del credito principale» e all’ulteriore presupposto della «solvibilità del contribuente valutata in relazione al piano di rateazione concedibile» sono state risolte con l’emanazione del successivo decreto di attuazione (D.M. 6-11-2013) nel quale vengono disciplinate le modalità di rateizzazione delle somme iscritte a ruolo.

In primis, il su citato decreto ha operato una distinzione tra i piani di rateazione definendo «ordinario» quello in 72 rate e «straordinario» quello in 120 rate, prevedendo inoltre la possibilità di una proroga di entrambi i piani di rateazione (art. 1).

L’art. 3 stabilisce, inoltre, che le condizioni di accertata impossibilità e di solvibilità richieste vadano attestate dallo stesso debitore mediante un’apposita istanza motivata da presentare all’agente della riscossione unitamente alla documentazione comprovante i requisiti necessari per ottenere la dilazione.

Tali condizioni sussistono quando l’importo della rata:

è superiore al 20% del reddito mensile del richiedente se trattasi di persona fisica o ditte individuali in regime semplificato. Si fa riferimento al reddito risultante dall’Indicatore della Situazione Reddituale (ISR) indicato nel modello Isee;

è superiore al 10% del valore della produzione mensile per le altre imprese. Inoltre l’indice di liquidità, rilevabile dai dati di bilancio, deve essere compreso tra 0,5 e 1.

Il contribuente, pertanto, deve anche fornire la documentazione relativa alla propria situazione reddituale al fine di permettere la verifica dei valori e il numero delle rate accordabile. L’individuazione del numero delle rate accordate è, infatti, predeterminato sulla base di tali indicatori.

In base al decreto, infine, la possibilità di ricorrere ad un piano di rateizzazione straordinaria trova immediata applicazione. Inoltre, chi già ha in atto un piano di rateazione ordinaria o in proroga può ottenere la dilazione fino a 120 rate se sussistono le condizioni di cui all’articolo 3 del citato decreto.

Il D.L. 69/2013 (conv. in L. 98/2013) ha, a sua volta, modificato l’ipotesi in cui si decade dal beneficio della rateizzazione portando il mancato pagamento da due ad otto rate anche non consecutive. Anche tale disposizione si ritiene applicabile ai piani di rateazione in corso andando in tal modo ad incidere sulla decadenza che potrebbe verificarsi sui piani di rateizzazione già concessi.

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