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Lo sai che? Fatto tenue: nessuna depenalizzazione, solo stop pena e archiviazione

Lo sai che? Pubblicato il 12 agosto 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 agosto 2015

Diritto penale: la nuova causa di non punibilità per i fatti di lieve entità non consente la cancellazione della sentenza definitiva.

Anche in presenza di un fatto di lieve entità (ossia “tenue”, per usare la definizione della legge) e, quindi, applicandosi la nuova causa di non punibilità prevista dal codice penale [1], una volta pronunciata la sentenza di condanna definitiva,quest’ultima non può più essere messa in discussione e, quindi, revocata [2].

Lo ha chiarito il Gip di Milano, in veste di giudice dell’esecuzione con una delle prime pronunce sulla nuova previsione introdotta quest’anno [3].

L’intervento legislativo che ha riformato il codice penale [4] consente al reo di godere di un trattamento di favore, consistente nella non applicazione della pena e archiviazione d’ufficio del procedimento penale. Si beneficia della nuova “causa di non punibilità” quando la modalità del comportamento e l’esiguità del danno hanno comportato un’offesa particolarmente tenue, sempre che non si sia in presenza di una condotta abituale da parte del reo. Ciò si traduce, in termini concreti, nell’individuazione di tutti quei reati puniti con la pena pecuniaria o con quella detentiva fino a cinque anni.

Ma questo non consente di parlare di “colpo di spugna” da parte del legislatore: in altre parole non c’è stata alcuna depenalizzazione e, pertanto, una volta arrivata la sentenza di condanna, la causa di non punibilità non può essere applicata retroattivamente ai fatti pregressi. Insomma, la nuova misura incontra il limite del cosiddetto “giudicato”. Il fatto, osserva il Gip, è pur sempre qualificato come reato.

Semplicemente si accerta che l’imputato può essere qualificato come non punibile “sebbene non residuino dubbi in ordine al fatto reato commesso, alla sua sussistenza, all’assenza di cause di giustificazione e alla colpevolezza dell’imputato stesso”. A conferma di ciò, nei processi civili e amministrativi è attribuita efficacia di giudicato alla sentenza dibattimentale di proscioglimento per particolare tenuità del fatto anche per quanto riguarda l’accertamento dell’illiceità penale.

note

[1] Art. 131 bis cod. pen.

[2] Ai sensi dell’art. 673 cod. proc. pen.

[3] Gip Milano, sent. del 28.05.2015.

[4] D.lgs. n. 28/2015.

Autore immagine: 123rf com


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