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Lo sai che? Call center: come cambiano i contratti di collaborazione

Lo sai che? Pubblicato il 12 agosto 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 agosto 2015

Dopo il Job Act, cadono i progetti nei call center a cui, comunque, non si applica la presunzione di subordinazione essendo il trattamento disciplinato dal CCNL.

Il Job Act ha cancellato i co.co.pro., ossia i contratti a progetto, una delle figure contrattuali più utilizzate nei call center: questo significa che tutti i dipendenti di tali aziende dovranno essere assunti a tempo indeterminato con il classico contratto di lavoro?È questo l’interrogativo che si sono posti numerosi giovani, al servizio delle società di call center, all’indomani della riforma del lavoro approvata dal Governo Renzi. Cerchiamo allora di capire come stanno le cose.

Il Job Act[1] ha cancellato definitivamente, a partire dallo scorso 25 giugno, tutti i contratti a progetto (quelli ancora in corso di esecuzione a tale data, invece, potranno continuare fino alla scadenza naturale). In pratica, non esistono più settori lavorativi ove si possa ancora utilizzare il co.co.pro.

La riforma però non ha abolito la figura dei contratti parasubordinati previsti dal codice di procedura civile [2], ossia i cosiddetti contratti di collaborazione coordinata e continuativa o, più semplicemente, co.co.co.L’unica differenza rispetto al passato è che non deve più essere specificato il progetto affidato al collaboratore e non deve essere fissato un limite di durata.

Dunque nella maggior parte dei casi, i contratti nei call center seguiranno la figura tradizionale dei co.co.co.; peraltro ad essi non si applicherà neanche la presunzione di subordinazione che entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio del 2016. Tale presunzione, infatti, non opera per i settori, come appunto quello dei call center,in cui il trattamento economico e normativo del collaboratore è disciplinato dal Ccnl, e ciò vale – secondo le prime interpretazioni – anche se l’accordo collettivo è precedente al 25 giugno 2015.

Per le aziende che, negli anni passati, hanno utilizzato impropriamente lo strumento del contratto a progetto c’è ora la possibilità (a partire dal 1° gennaio 2016) di “mettersi in regola”, evitando l’applicazione delle sanzioni se verrà effettuata l’assunzione a tempo indeterminato (e il mantenimento in servizio per 12 mesi) di tale personale.

Chi vuole assumere personale nel call center potrà peraltro usufruire del nuovo incentivo introdotto dall’ultima legge di stabilità, consistente nello sgravio dei contributi previdenziali per i lavoratori acquisiti nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 31 dicembre del 2015: il che dovrebbe essere un ulteriore incentivo alla stabilizzazione dei dipendenti.

note

[1] Dlgs 81/2015

[2] Art. 409 cod. proc. civ.


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