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La transazione fiscale: il “concordato” con Equitalia

12 agosto 2015 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 12 agosto 2015



Domanda di concordato a Equitalia sulle cartelle di pagamento non pagate: come si svolge la transazione con il fisco.

L’art. 182ter della legge fallimentare (R.D. 267/42) disciplina l’istituto della transazione fiscale.

Si tratta di un sub procedimento in quanto è ricompresa in una più ampia procedura concorsuale che ne costituisce la premessa necessaria.

Avviata infatti la procedura di concordato preventivo, attraverso la quale, l’imprenditore che si trova in stato di insolvenza, può proporre il pagamento, parziale o dilazionato dei propri debiti, è possibile aprire un subprocedimento, quello della transazione fiscale, appunto, attraverso il quale il debitore può pagare, parzialmente o in maniera dilazionata, i tributi amministrati dalle Agenzie fiscali e relativi accessori, limitatamente alla quota di debito avente natura chirografaria, anche se non iscritti a ruolo, nonché i contributi previdenziali.

È esclusa, invece, la possibilità di effettuare un pagamento parziale per l’IVA e per le ritenute operate e non versate. In tali ipotesi, infatti, la proposta può prevedere esclusivamente la dilazione del pagamento. Se il credito tributario è assistito da privilegio, la percentuale e i tempi di pagamento e le eventuali garanzie non possono essere inferiori a quelli offerti ai creditori che hanno un grado di privilegio inferiore o a quelli che hanno una posizione giuridica ed interessi economici omogenei a quelli delle Agenzie fiscali.

È richiesta, tuttavia, la sussistenza dello «stato di crisi» in capo al debitore, intendendosi per tale anche lo stato di insolvenza.

La proposta di transazione riguarda, pertanto:

— l’ammontare del debito;

— la dilazione del pagamento;

— le garanzie.

Il debitore, quindi, presenta la domanda di concordato al competente agente della riscossione (Equitalia S.p.a.).

L’agente della riscossione, non oltre 30 giorni dalla data di presentazione della domanda, deve trasmettere al debitore una certificazione attestante l’entità del debito iscritto a ruolo scaduto o sospeso.

Relativamente ai tributi non iscritti a ruolo o non ancora consegnati a Equitalia, l’adesione o il diniego alla proposta di concordato è approvato con atto del Direttore dell’ufficio, su conforme parere della competente Direzione regionale ed è espresso mediante voto favorevole o contrario in sede di adunanza dei creditori.

Per i tributi iscritti a ruolo e già consegnati a Equitalia, invece, quest’ultima esprime il voto su indicazione del direttore dell’ufficio, previo parere della competente Direzione regionale.

Se la proposta viene accettata si procede con il decreto di omologazione di cui all’art. 181 della legge fallimentare che determina la cessazione della materia del contendere nelle liti relative ai tributi che sono stati oggetto di accordo con l’Agenzia delle entrate.

La proposta di transazione può essere presentata anche nell’ambito delle trattative che precedono la stipula di un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182bis della succitata legge fallimentare.

Manuale di Diritto Tributario

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