Professionisti Il nuovo ravvedimento operoso

Professionisti Pubblicato il 13 agosto 2015

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Violazioni di norme tributarie: pagando una sanzione minima è possibile rimediare alle inadempienze nei confronti del fisco.

Attraverso l’istituto del ravvedimento il trasgressore può, con il pagamento di una sanzione minima e regolarizzando la propria posizione nei termini stabiliti dalla legge, rimediare alle inadempienze commesse.

La L. 190/2014 (legge di stabilità per il 2015) ha riscritto alcune norme in materia rendendo il ravvedimento la modalità principale per sanare in modo spontaneo la posizione del contribuente. Le novità si applicano ai tributi amministrati dall’Agenzia delle entrate con riguardo alle violazioni commesse dall’1-1-2015 ma anche a quelle che a tale data siano già state constatate dall’ufficio ma non siano ancora state interessate da atti accertativi.

Avendo offerto questa possibilità al contribuente, sono state eliminate, seppure a decorrere dal 2016, alcune possibilità di definizione bonaria come la definizione all’invito al contraddittorio e l’adesione ai processi verbali di constatazione.

Opinioni

Si assiste ad un ulteriore sviluppo del sistema basato sull’autodeterminazione dei tributi, che si spinge fino a imporre al contribuente di autosanzionarsi, sia pure in misura ridotta, allo scopo di estinguere una precedente violazione (Lupi).

Il ravvedimento — regolato da una disciplina unitaria per imposte sui redditi e IVA ed applicabile anche agli altri tributi indiretti — è esperibile in assenza di contestazione della violazione o di attività di accertamento (art. 13 D.Lgs. 472/97); in tal modo, si mira a premiare il comportamento spontaneo del soggetto. In base alle disposizioni di cui all’art. 13 del D.Lgs. 472/97 la sanzione è ridotta:

—  ad un decimo del minimo nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di trenta giorni dalla data della sua commissione;

—  ad un nono del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni avviene entro il novantesimo giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione, ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro novanta giorni dall’omissione o dall’errore;

—  ad un ottavo del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore;

—  ad un settimo del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro due anni dall’omissione o dall’errore;

—  ad un sesto del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, oltre due anni dall’omissione o dall’errore;

—  ad un quinto del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, avviene dopo la constatazione della violazione ai sensi dell’art. 24, L. 7-1-1929, n. 4, salvo che la violazione non rientri tra quelle indicate negli articoli 6, comma 3, o 11, comma 5, del D.Lgs. 18-12-1997, n. 471;

—  ad un decimo del minimo di quella prevista per l’omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni ovvero a un decimo del minimo di quella prevista per l’omessa presentazione della dichiarazione periodica prescritta in materia di imposta sul valore aggiunto, se questa viene presentata con ritardo non superiore a trenta giorni.

In relazione a crediti assistiti da garanzia reale o personale, se il versamento avviene con un ritardo non superiore a quindici giorni, la sanzione (pari al 30% della somma versata in ritardo) già ridotta ad 1/10, come stabilito dall’art. 13 del D.Lgs. 472/97, è ulteriormente ridotta nella misura di 1/15 per ogni giorno di ritardo.

Il pagamento della sanzione è contestuale a quello del tributo o della differenza, se dovuti, nonché alla corresponsione degli interessi di mora.

Quando la liquidazione dev’essere eseguita dall’ufficio, il ravvedimento si perfeziona con l’esecuzione dei pagamenti nel termine di sessanta giorni dalla notificazione dell’avviso di liquidazione.

Il legislatore può fissare ulteriori circostanze in presenza delle quali prevedere l’attenuazione della sanzione.

Manuale di Diritto Tributario

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Autore immagine: 123rf com

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