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Ipoteca, fermo, sequestro e sospensione dei rimborsi

13 agosto 2015 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 13 agosto 2015



Riscossione esattoriale: fermo amministrativo e fermo auto, ipoteca, sequestro conservativo dei beni; pignoramento presso terzi; le azioni dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia.

L’art. 22 del D.Lgs. 472/97 tutela i crediti tributari vantati dall’erario, disciplinando le azioni che l’amministrazione finanziaria può porre in essere al fine di garantirsi la riscossione delle somme richieste in base al provvedimento di irrogazione della sanzione ovvero al processo verbale di constatazione o all’atto di contestazione.

Una volta notificati gli atti in parola, l’ufficio o l’ente, quando abbia fondato timore di perdere la garanzia del proprio credito, può chiedere, con istanza motivata al Presidente della Commissione tributaria provinciale, l’iscrizione di ipoteca sui beni del trasgressore (e dei soggetti obbligati in solido) e degli altri soggetti obbligati nonché l’autorizzazione a procedere, attraverso l’ufficiale giudiziario, al sequestro conservativo dei beni, compresa l’azienda.

Ove non sussista giurisdizione delle Commissioni tributarie, le istanze devono essere presentate al Tribunale competente per territorio in ragione della sede dell’ufficio richiedente.

L’istanza va contemporaneamente notificata alle parti interessate in modo da consentire loro di produrre — entro venti giorni dalla notifica — memorie e documenti difensivi. Il Presidente della Commissione tributaria provinciale, con decreto, fissa la trattazione dell’istanza alla prima Camera di consiglio utile.

L’adozione dell’uno o dell’altro provvedimento cautelare è decisa, con sentenza, dalla Commissione.

Tuttavia, nei casi di necessità, il Presidente, ricevuta l’istanza, agisce autonomamente con provvedimento motivato avverso il quale è ammesso reclamo entro trenta giorni.

Il contribuente può evitare l’assunzione di provvedimenti cautelari prestando idonea garanzia (cauzione o fideiussione bancaria o assicurativa): in tal caso la Commissione può decidere di non adottare il provvedimento o di adottarlo solo parzialmente.

I provvedimenti cautelari perdono efficacia:

—  qualora, entro centoventi giorni della loro adozione, non venga notificato atto di contestazione o di irrogazione della sanzione;

—  a seguito di sentenza, anche non passata in giudicato, favorevole al contribuente.

Il D.L. 185/2008, all’art. 27, co. 5, ha esteso l’applicazione delle misure cautelari anche ai crediti per imposte e relativi interessi, in precedenza previste dall’art. 22 D.Lgs. 472/97 solo per le somme dovute a titolo di sanzione.

Ai sensi dell’art. 23 del D.Lgs. 472/97 è prevista la possibilità per l’amministrazione finanziaria di sospendere il rimborso nei confronti del contribuente, autore di una violazione, se è stato notificato atto di contestazione o di irrogazione della sanzione.

Il fermo amministrativo (sospensione dei pagamenti)

Ai sensi dell’art. 69 del R.D. 2440/23, a tutela dei propri crediti erariali, l’amministrazione finanziaria può ricorrere alla procedura del fermo amministrativo.

In base a tale istituto, dopo l’accertamento dell’esistenza di eventuali debiti nei confronti del terzo, l’Amministrazione finanziaria può, con provvedimento definitivo, procedere all’incameramento delle somme dovute dallo Stato al terzo e compensare i debiti con i crediti dello Stato.

La sospensione dei pagamenti nei confronti del soggetto che sia debitore nei confronti dell’erario è richiesta, dall’Amministrazione che vanta il credito alle altre amministrazioni eventualmente debitrici. Queste sono tenute ad eseguirla in attesa di un successivo provvedimento definitivo di incameramento o di sblocco del pagamento oggetto del fermo.

Il fermo auto

L’art. 86 del D.P.R. 602/73 prevede, inoltre, la possibilità per Equitalia di procedere al fermo dei beni mobili del debitore o dei coobbligati iscritti in pubblici registri.

In particolare, il fermo sui veicoli a motore — grazie al disposto dell’art. 3, co. 41, D.L. 203/2005 — fino all’emanazione del decreto previsto dall’art. 86, co. 4, del D.P.R. 602/73, può essere eseguito secondo le modalità fissate nel D.I. 7-9-1998, n. 503.

Chiunque circoli con veicoli, autoscafi o aeromobili sottoposti al fermo è soggetto alla sanzione amministrativa da 656 euro a 2.028 euro, nonché la confisca del mezzo.

L’agente della riscossione notifica al debitore una comunicazione preventiva contenente l’avviso che, in caso di mancato pagamento delle somme dovute nel termine di 30 giorni, sarà eseguito il fermo, senza la necessità di ulteriore comunicazione, mediante iscrizione del provvedimento che lo dispone nei registri immobiliari.

Il debitore può, tuttavia, dimostrare nel predetto termine che il bene mobile è strumentale all’attività di impresa o della professione.

Il fermo è esperibile solo dopo che sono decorsi i 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento. Ciò significa che la procedura di espropriazione forzata non è così automatica come può sembrare ma offre al debitore una serie di garanzie volte ad evitare un eccessivo aggravio della sua posizione.

Il ricorso a questo strumento, anche con riferimento a crediti di modestissimo ammontare, ha provocato di recente non pochi problemi ai contribuenti colpiti da fermo, determinando in molti casi anche rilevanti danni economici nonché innumerevoli ricorsi di impugnazione. Ciò ha indotto ad un più oculato utilizzo della procedura cautelativa.

Sospensione dei rimborsi e compensazione

Ai sensi dell’art. 23 del D.Lgs. 472/97 nei casi in cui l’autore della violazione o i soggetti obbligati in solido vantino un credito nei confronti dell’amministrazione finanziaria, il rimborso può essere sospeso se è stato notificato atto di contestazione o di irrogazione della sanzione anche non definitivo. Se il provvedimento è definitivo l’ufficio competente per il rimborso pronuncia la compensazione del debito.

Nondimeno, va sottolineato che tanto il provvedimento di sospensione del rimborso quanto la pronuncia della compensazione sono impugnabili innanzi alla Commissione tributaria che può disporre la sospensione ex art. 47 D.Lgs. 546/92. Se non sussiste giurisdizione delle commissioni tributarie è ammessa azione avanti il Tribunale, cui è rimesso il potere di sospensione.

Pignoramento presso terzi

L’art. 72bis del D.P.R. 602/73, nell’ottica di potenziare ulteriormente i mezzi a disposizione della pubblica amministrazione per perseguire in modo più efficace i debitori inadempienti, prevede la possibilità del pignoramento dello stipendio e degli altri emolumenti connessi ai rapporti di lavoro, mediante l’ordine al datore di lavoro di pagare direttamente all’agente della riscossione fino a concorrenza del credito per il quale si procede.

Secondo l’art. 72ter del D.P.R. 602/73 il pignoramento può essere effettuato:

—  in misura pari ad 1/10 per importi fino a 2.500 euro;

—  in misura pari ad 1/7 per importi da 2.500 a 5.000 euro;

—  in misura pari ad 1/5 per importi superiori ai 5.000 euro.

Nel caso di accredito dello stipendio sul conto corrente intestato al debitore, gli obblighi del terzo pignorato non si estendono all’ultimo emolumento accreditato allo stesso titolo.

L’atto di pignoramento può essere redatto anche da dipendenti dell’agente della riscossione procedente non abilitati all’esercizio delle funzioni di ufficiale delle riscossione.

Inoltre è stata introdotta la possibilità per l’agente della riscossione procedente di pignorare non solo i crediti ma anche i beni del debitore iscritto a ruolo in possesso dei terzi con la stessa procedura di cui all’art. 72bis (art. 73, co. 1bis, D.P.R. 602/73).

La partecipazione delle Agenzie delle entrate nel recupero delle somme: rilascio di visure ipotecarie e catastali

Le visure ipotecarie e catastali necessarie nell’ambito dell’attività di esecuzione immobiliare sono rilasciate gratuitamente da parte degli uffici dell’Agenzia delle entrate e del territorio. Questi ultimi, inoltre, provvedono a svolgere gratuitamente anche le perizie sui terreni da espropriare per i quali gli strumenti urbanistici prevedano la destinazione edificatoria.

Inoltre, con la determinazione del 18 dicembre 2007, è stata accertata l’effettiva operatività del sistema di circolazione e fruizione dei dati catastali per i comuni.

La riscossione della sanzione

Per la riscossione della sanzione valgono le disposizioni relative alla riscossione dei tributi cui è riferita la violazione.

A richiesta dell’interessato che versi in condizioni economiche disagiate, l’ufficio o l’ente irrogante può, in via eccezionale, disporre il pagamento della sanzione in rate mensili, fino a un massimo di trenta. In ogni caso, il debito può, in qualsiasi momento, essere estinto in un’unica soluzione.

Il mancato pagamento anche di una sola rata fa, tuttavia, decadere dal beneficio e costringe al pagamento del debito residuo entro trenta giorni dalla scadenza della rata non corrisposta.

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