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L’agevolazione contributiva per assunzioni a tempo indeterminato


> L’esperto Pubblicato il 14 agosto 2015



Contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti: l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per tre anni, condizioni, termini, limiti, richiesta, compatibilità, contratti di lavoro.

Le assunzioni effettuate a decorrere dal 7-3-2015 con il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti beneficiano dell’esonero contributivo triennale previsto dalla legge di stabilità 2015 (art. 1, co. 118-124, L. 190/2014). Indicazioni applicative in merito sono state fornite dall’INPS con circ. 29-1- 2015, n. 17.

L’agevolazione, che ha lo scopo di «promuovere forme di occupazione stabile» ed ha natura di incentivo all’occupazione, è introdotta in via sperimentale con riferimento alle assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2015; al momento non si tratta, quindi, di una misura stabile, ma di una misura chiaramente finalizzata ad ottenere l’effetto immediato di assunzioni concentrate nell’anno in corso. L’agevolazione si applica, più precisamente, infatti, alle assunzioni effettuate a decorrere dal 1°-1-2015 con riferimento a contratti stipulati non oltre il 31-12-2015.

L’agevolazione si applica anche alle assunzioni a tempo indeterminato che dovessero essere state effettuate nelle more dell’entrata in vigore del D.Lgs. 23/2015; in tali casi l’assunzione è sì agevolata, ma, per quanto concerne lo schema contrattuale e il regime applicabile in caso di licenziamento illegittimo, valgono le disposizioni del tradizionale contratto a tempo indeterminato (art. 8 L. 604/1966 e art. 18 L. 300/1970).

Rientrano, quindi, nel campo di applicazione dell’agevolazione:

—        le assunzioni effettuate dal 1°-1-2015 al 6-3- 2015, per rapporti di lavoro inquadrati nel tradizionale contratto a tempo indeterminato;

—        le assunzioni effettuate a decorrere dal 7-3-2015 e fino al 31-12-2015, per rapporti di lavoro inquadrati con il nuovo contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti.

“La riduzione contributiva prevista dalla legge di stabilità 2015 (L. 190/2014) per la generalità delle assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel corso del 2015 non ha alcuna ricaduta sui trattamenti previdenziali spettanti ai lavoratori.

In particolare non si riduce la misura del trattamento previdenziale, in quanto resta invariata l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche (pari, per la generalità dei lavoratori subordinati, al 33% della retribuzione lorda imponibile). I lavoratori hanno diritto, inoltre, a tutte le prestazioni previdenziali previste per il settore di appartenenza (circ. iNPS 17/2015)”.

L’agevolazione riguarda esclusivamente i datori di lavoro del settore privato.

Come precisato dall’istituto previdenziale, non assume alcuna rilevanza la sussistenza della natura imprenditoriale in capo al datore di lavoro: l’agevolazione può essere fruita anche da datori di lavoro non imprenditori, quali, ad esempio, associazioni culturali, politiche o sindacali, associazioni di volontariato e studi professionali (circ. INPS 17/2015).

L’assunzione deve essere effettuata da un datore di lavoro privato. L’agevolazione non si applica, quindi, alle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dalle Pubbliche Amministrazioni; viceversa, sempre in base gli indirizzi forniti in sede amministrativa, possono essere agevolate le assunzioni effettuate dagli enti pubblici economici, nonché dagli organismi pubblici che sono stati interessati da processi di privatizzazione (trasformazione in società di capitali), indipendentemente dalla proprietà pubblica o privata del capitale (circ. INPS 17/2015).

Ai datori di lavoro del settore agricolo l’esonero contributivo si applica con particolari modalità (art. 1, co. 119, L. 190/2014 e msg. INPS 1144/2015).

Per quanto concerne la tipologia di contratti di lavoro per i quali è possibile fruire dell’agevolazione, secondo le indicazioni fornite dall’istituto previdenziale (circ. INPS 17/2015), concernenti in via generale le assunzioni effettuate dal 1°-1-2015, oltre all’ordinario contratto a tempo indeterminato, l’agevolazione può essere fruita anche nei seguenti casi:

—        contratti di lavoro a tempo indeterminato, per rapporti di lavoro definiti con orario a tempo parziale;

—        contratti di lavoro ripartito (cd. job sharing) a tempo indeterminato, purché le condizioni per l’applicazione dell’esonero siano possedute da ambedue i lavoratori coobbligati;

—        contratti di lavoro a tempo indeterminato con personale con qualifica dirigenziale;

—        rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato con i soci lavoratori stipulati dalle cooperative di lavoro;

—        assunzioni a tempo indeterminato a scopo di somministrazione, sia se la fornitura all’utilizzatore è a tempo indeterminato sia se è a termine.

In realtà, con riferimento a nuovo contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, non tutte le tipologie individuate dall’istituto previdenziale possono farsi rientrare con certezza nel relativo campo di applicazione. Nelle more delle necessarie indicazioni operative, si possono, sin da subito escludere i dirigenti: l’assunzione a tempo indeterminato di tale personale potrà fruire dell’agevolazione, ma, anche se effettuata a decorrere del 7-3-2015, non sarà praticabile il nuovo contratto a tutele crescenti.

Per le altre fattispecie di costituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, va evidenziato che la prassi amministrativa ha escluso l’applicabilità della condizione ostativa stabilita dall’art. 4, co. 12, lett. a, L. 92/2012 in materia di principi di carattere generale per la fruizione degli incentivi all’impiego (circ. INPS 17/2015).

Si esclude, in specie, che l’incentivo all’assunzione non spetti ove l’assunzione medesima costituisca attuazione di un obbligo che scaturisce da norme di legge o del contratto collettivo. Di conseguenza, è da ritenere che le assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, ferme restando tutte le altre condizioni richieste dalla legge, fruiscano dell’esonero contributivo fissato dalla legge di stabilità 2015 «a prescindere dalla circostanza che costituiscano attuazione di un obbligo stabilito da norme di legge o di contratto collettivo di lavoro».

Il datore di lavoro accede all’agevolazione anche, quindi, nei casi di trasformazione di un rapporto di lavoro a termine in un rapporto a tempo indeterminato (circ. INPS 17/2015); tali ipotesi, come visto, rientrano anche nel campo di applicazione del nuovo regime ex D.Lgs. 23/2015 allorché intervenute a decorrere dall’8-3-2015.

Nei casi di trasformazione a tempo indeterminato di un precedente contratto a termine, il datore di lavoro beneficerà, peraltro, della restituzione del contributo addizionale versato.

Sono agevolate anche le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro privato che, nella sua qualità di acquirente o affittuario di azienda o di ramo aziendale, in attuazione dell’obbligo previsto dalla L. 428/1990, entro un anno dalla data del trasferimento aziendale, assume a tempo indeterminato i lavoratori a termine che non siano passati alle sue dipendenze (circ. INPS 17/2015).

L’agevolazione può essere fruita anche con riferimento alle assunzioni dei soggetti disabili (circ. INPS 17/2015).

Sono escluse dall’agevolazione le assunzioni effettuate:

—        con contratti di apprendistato, per i quali restano applicabili le precedenti agevolazioni;

—        con contratti di lavoro domestico.

Nel caso dell’apprendistato, quindi, anche nell’ipotesi di prosecuzione, alla scadenza del periodo di formazione, come contratto a tempo indeterminato, a tutele crescenti se la scadenza si collochi a decorrere dall’8-3-2015, non spetta l’agevolazione in questione. La prassi amministrativa ha, altresì, escluso l’applicazione dell’agevolazione ai rapporti di lavoro intermittente (o a chiamata) in ragione delle caratteristiche strutturali del lavoro intermittente che, anche se il contratto è stipulato a tempo indeterminato, «risultano decisamente incoerenti con le motivazioni che sorreggono le finalità dell’esonero contributivo che si individuano, come più volte ribadito, nell’espansione di forme di occupazione basate sulla stabilità della prestazione lavorativa» (circ. INPS 17/2015).

ENTITÀ DELL’AGEVOLAZIONE E CONDIZIONI PER IL DIRITTO

L’agevolazione consiste nell’esonero dal versamento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro.

Il termine «complessivi» fa supporre che l’incentivo comprenda anche i contributi previdenziali minori (malattia, maternità etc.), ma non sono state ancora fornite indicazioni in merito.

Non rientrano nell’esonero i premi dovuti all’INAIL ai fini dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, che quindi devono essere versati interamente.

Sono altresì esclusi dallo sgravio, se dovuti (circ. INPS 17/2015):

—        il contributo al Fondo per l’erogazione del TFR (cd. Fondo di Tesoreria) istituito presso l’INPS, dovuto nei casi di mancata adesione del dipendente ad una forma pensionistica complementare, limitatamente alle aziende con organico superiore a 49 dipendenti (il contributo consiste nella quota di TFR maturata dal dipendente che, nel caso in cui questi non aderisca ad un fondo pensione, «deve essere versata al predetto fondo dell’INPS»);

—        i contributi destinati ai fondi di solidarietà bilaterali o al Fondo di solidarietà sostitutivo istituito presso l’INPS.

I contributi a carico del lavoratore sono dovuti integralmente.

È previsto un limite massimo per la riduzione contributiva, pari a € 8.060 su base annua.

Il limite di esonero è pari su base mensile a € 671,66 (€ 8.060,00/12 mesi) e su base giornaliera a € 22,08 (€ 8.060,00/365 giorni), da utilizzare per ogni mese/ giorno di fruizione dell’esonero contributivo (circ. INPS 17/2015).

L’esonero è applicato, infatti, mese per mese sui contributi previdenziali dovuti a carico del datore di lavoro, fino al limite della predetta soglia mensile.

La contribuzione eccedente la predetta soglia mensile potrà formare comunque oggetto di esonero nel corso di ogni anno solare del rapporto agevolato, nel rispetto del limite massimo (circ. INPS 17/2015).

In relazione ai rapporti di lavoro a tempo indeterminato part-time (di tipo orizzontale, verticale ovvero misto), il limite massimo deve essere adeguato in diminuzione sulla base della durata dello specifico orario ridotto di lavoro in rapporto all’orario ordinario stabilito dalla legge ovvero dai contratti collettivi di lavoro. Analoga operazione di adeguamento è da effettuare in relazione ai contratti di lavoro ripartito sulla base della durata effettiva delle prestazioni rese da ognuno dei due lavoratori coobbligati in rapporto a quella ordinaria stabilita dalla legge ovvero dai contratti collettivi di lavoro (circ. INPS 17/2015).

L’esonero contributivo spetta per un periodo massimo di 36 mesi a partire dalla data dell’assunzione. Ai fini del computo del limite di fruizione dell’incentivo (durata massima), vige il cd. principio di cumulo (art. 4, co. 13, L. 92/2012). in pratica, la legge stabilisce un’equivalenza tra l’utilizzazione diretta e indiretta di uno stesso lavoratore: vengono così cumulati sia i periodi in cui il lavoratore era alle dirette dipendenze di un datore di lavoro sia i periodi di utilizzazione del lavoratore in modo indiretto mediante un contratto di somministrazione (fermo restando il rispetto di tutte le altre limitazioni previste).

Casistica

Il cd. principio di cumulo impone, ai fini della durata dell’incentivo, di considerare in forma unitaria la fruizione dell’incentivo sia in relazione all’assunzione a tempo indeterminato sia in relazione a precedenti missioni presso lo stesso datore di lavoro.

Prendendo in considerazione l’agevolazione stabilita dalla legge di stabilità 2015, la cui durata è pari a 36 mesi a decorrere dalla data di assunzione, si consideri il seguente caso.

il datore di lavoro Alfa intende assumere a tempo indeterminato il lavoratore Tizio a decorrere dal 20-10-2015. Precedentemente Tizio, assunto a tempo indeterminato da un’agenzia di somministrazione, ha svolto una missione presso il datore di lavoro Alfa, con durata dal 1°-1-2015 al 31-3-2015 (a tale data il rapporto di lavoro con l’agenzia si è risolto). Per tale contratto è stata fruita l’agevolazione di cui alla legge di stabilità 2015, per la durata di 3 mesi.

Il lavoratore Tizio non ha effettuato alcun rapporto di lavoro a tempo indeterminato dalla data del 31-3-2015. Secondo quanto, allo stato, può essere desunto dal dato normativo e dalle indicazioni dell’istituto previdenziale, la prevista assunzione a tempo indeterminato del lavoratore da parte del datore Alfa in data 20- 10-2015 può beneficiare della predetta agevolazione per il periodo residuo spettante, pari a 33 mesi (durata massima di 36 mesi – periodo già usufruito di 3 mesi per l’utilizzo indiretto in regime di somministrazione). Per semplificazione si assumono soddisfatte tutte le altre condizioni e limitazioni esistenti ai fini della fruizione dell’agevolazione.

In particolare, è soddisfatto il requisito di assenza di un contratto a tempo indeterminato per un periodo di 6 mesi richiesto dalla legge di stabilità 2015. Infatti tra la data della prevista assunzione a tempo inde- terminato (20-10-2015) e la data della cessazione della somministrazione (31-3-2015) il lavoratore non ha avuto alcun rapporto a tempo indeterminato né con il somministratore, né con il datore di lavoro che procede all’assunzione, né con qualsiasi altro datore di lavoro.

Per la fruizione dell’esonero, la legge di stabilità 2015 (L. 190/2014) pone le seguenti condizioni:

—        si deve trattare di una nuova assunzione, cioè di un’assunzione effettuata a decorrere dal 1°-1- 2015. Si escludono quindi i rapporti a tempo indeterminato già in essere alla predetta data;

—        il lavoratore da assumere, nei 6 mesi precedenti la data della prevista assunzione, non deve risultare occupato con contratto a tempo indeterminato presso un qualsiasi datore di lavoro. Al riguardo, è stato chiarito che anche l’apprendistato, essendo formalmente un contratto a tempo indeterminato, rileva ai fini dell’applicazione della condizione ostativa in esame; pertanto, se il lavoratore da assumere ha avuto un rapporto di apprendistato nel corso dei 6 mesi precedenti l’assunzione, il datore di lavoro non può fruire dell’agevolazione (circ. INPS 17/2015). L’esclusione dell’agevolazione vale anche in caso di pregresso (sempre nell’arco dei precedenti 6 mesi) rapporto di lavoro a tempo indeterminato a scopo di somministrazione o di rapporto di lavoro domestico a tempo indeterminato.

Ai fini della condizione in esame, il datore di lavoro deve provvedere con atto scritto ad acquisire le necessarie informazioni dal lavoratore (salvo diverse modalità che potranno essere indicate dall’istituto previdenziale).

Resta, compatibile un pregresso rapporto di lavoro intermittente (circ. iNPS 17/2015);

Casistica

Il datore di lavoro Alfa intende assumere il 5-5-2015 il lavoratore Caio. Risulta, in relazione allo stato d’impiego di Caio, un precedente rapporto di lavoro a tempo indeterminato cessato per licenziamento il 15-10-2014 e, successivamente, un rapporto a termine per stagionalità dal 20-12-2014 al 20-4-2015.

Si valuta la possibilità di stipulare un rapporto a tempo indeterminato. Il contratto a tutele crescenti risulterà assistito dall’agevolazione consistente nell’esonero contributivo triennale, previsto dalla legge di stabilità 2015.

Risulta soddisfatta la condizione dell’assenza di impiego nei 6 mesi precedenti la programmata assunzione. Tale condizione si riferisce, infatti, esclusivamente ad un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Nulla osta che vi siano altri tipi di rapporto, come il contratto a termine.

—        in relazione al lavoratore da assumere, non deve risultare una precedente assunzione a tempo indeterminato, con lo stesso datore di lavoro, assistita dall’agevolazione in questione. In pratica, per lo stesso lavoratore, il datore di lavoro può fruire dell’agevolazione una sola volta. In tal senso si pongono le indicazioni fornite dall’istituto previdenziale che ha così fugato i dubbi circa una possibile diversa interpretazione della norma. In un primo momento era stato ipotizzato che lo sgravio fosse una tantum per ogni lavoratore: in pratica, dopo un primo rapporto agevolato, in caso di nuova assunzione del lavoratore, il datore di lavoro, anche se diverso dal precedente, non avrebbe potuto beneficiare dello sgravio. Tenuto conto di quanto precisato dall’INPS, invece, la preclusione dovrebbe sorgere solo se trattasi dello stesso datore di lavoro. Tuttavia, andrebbe chiarito se, in caso di rapporto agevolato interrotto nel corso del 2015 e nuovamente instaurato a tempo indeterminato nell’anno (si supponga interrotto a marzo e ricostituito a dicembre), il datore (uguale nella prima e nella seconda assunzione) può godere dell’incentivo per il periodo residuo;

—        il lavoratore non deve aver avuto, nel periodo che va dal 1°-10-2014 al 31-12-2014 (si fa testualmente riferimento ai 3 mesi precedenti l’entrata in vigore della L. 190/2014), un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con lo stesso datore di lavoro che intende effettuare l’assunzione o con altro datore di lavoro che sia in rapporto di collegamento con il datore di lavoro che procede alla nuova assunzione (si considerano le società controllate dal datore che assume o da questi collegate ai sensi dell’art. 2359

c.c. o a questi facenti capo, anche per interposta persona).

Le condizioni indicate devono sussistere alla data dell’assunzione per la quale si richiede l’agevolazione (circ. iNPS 17/2015).

Oltre alle condizioni previste direttamente dalla legge di stabilità 2015, il datore di lavoro che assume deve risultare in regola con «le norme fondamentali in materia di condizione di lavoro e di assicurazione sociale obbligatoria». Devono, quindi, risultare osservate le seguenti condizioni (circ. iNPS 17/2015 e art. 1, co. 1175 e 1176, L. 296/2006):

—        regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale e assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela del lavoro. in pratica le stesse condizioni a cui è subordinato il rilascio del DuRC;

—        rispetto dei contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali.

La fruizione dell’agevolazione è, poi, subordinata al rispetto dei principi generali in materia di incentivi all’occupazione, così come sistematizzati dalla legge Fornero (L. 92/2012). In particolare le agevolazioni non spettano quando:

—        l’assunzione viola il diritto di precedenza alla riassunzione di un lavoratore licenziato, stabilito dalla legge o dal contratto collettivo;

—        il datore di lavoro abbia in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale, con interventi di integrazione salariale straordinaria e/o in deroga, con riguardo all’unità produttiva alla quale si riferisce l’assunzione. Tale condizione non si applica nei casi in cui l’assunzione o la somministrazione siano finalizzate all’acquisizione di professionalità diverse rispetto a quelle in possesso dei lavoratori interessati dai predetti provvedimenti. Tale condizione sussiste anche in caso il cui il datore di lavoro intenda ricorrere alla somministrazione di lavoro;

—        l’assunzione riguarda lavoratori licenziati, nei 6 mesi precedenti, da parte di un datore di lavoro che, al momento del licenziamento, presenta assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del datore di lavoro che assume ovvero risulti con quest’ultimo in rapporto di collegamento o controllo. Rientrano nel caso in questione anche i lavoratori utilizzati in regime di somministrazione nell’arco dei 6 mesi precedenti presso lo stesso datore di lavoro che richiede una nuova fornitura;

—        la comunicazione telematica obbligatoria di assunzione è stata inoltrata oltre il termine di legge (in via generale, 24 ore prima la decorrenza del rapporto di lavoro). in tal caso la perdita dell’agevolazione riguarda il periodo compreso tra la data di decorrenza del rapporto di lavoro agevolato e quella dell’invio tardivo della comunicazione obbligatoria.

in tali casi la legge non vieta il costituirsi del rapporto di lavoro con il lavoratore, ma l’assunzione non può godere dell’agevolazione.

Tra le condizioni ostative alla fruizione degli incentivi all’occupazione rientrano, secondo i principi generali stabiliti dalla legge Fornero, anche le assunzioni che costituiscono attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva; (art. 4, co. 12, lett. a, L. 92/2012). Tale condizione ostativa è stata, però, esclusa in relazione all’agevolazione prevista dalla legge di stabilità 2015; l’esonero si applica indipendentemente dal fatto che l’assunzione per la quale si richiede il beneficio avvenga in attuazione di un obbligo cui è tenuto il datore di lavoro (circ. INPS 17/2015).

catuc

Tipologia contrattuale      

– Contratti di lavoro a tempo indeterminato a tempo pieno

– Contratti di lavoro a tempo indeterminato a tempo parziale

– Contratti di lavoro ripartito a tempo indeterminato

– Contratti di lavoro a tempo indeterminato con i dirigenti

– Rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato con i soci lavoratori di cooperative di lavoro

– Assunzioni a tempo indeterminato a scopo di somministrazione (sia a termine che a tempo indeterminato)

 

Contratti esclusi

– Apprendistato

– Lavoro domestico

Altre ipotesi di applicazione

– Trasformazione di un rapporto di lavoro a termine in un rapporto a tempo indeterminato

– Assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro privato in qualità di acquirente o affittuario di azienda o di ramo aziendale, entro un anno dalla data del trasferimento aziendale, di lavoratori a termine non passati alle sue dipendenze

– Assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori disabili

Misura dell’incentivo

– Esonero contributivo del 100% (contributi a carico del datore)

– Sono esclusi i premi INAIL

– È posto il limite massimo totale di € 8.060 su base annua

 

Criteri operativi

– L’esonero è applicato con riferimento ai contributi dovuti in relazione a ciascun periodo di paga mensile

– Limite dell’esonero mensile di € 671,66

– La contribuzione eccedente la predetta soglia mensile può essere oggetto di esonero nel corso di ogni anno solare del rapporto agevolato, nel rispetto del limite massimo

 

Durata dell’incentivo

36 mesi a decorrere dalla data dell’assunzione

Principio di cumulo ex L. 92/2012

Ai fini della durata dell’incentivo si considerano tutti i rapporti intercorsi con il lavoratore, sia diretti sia in virtù di somministrazioni

Condizioni ex L. 190/2014

L’agevolazione spetta a condizione che, nei 6 mesi precedenti l’assunzione, il lavoratore non sia stato occupato, presso qualsiasi datore di lavoro, con contratto a tempo indeterminato (anche di apprendistato o in regime di somministrazione o di lavoro domestico)

L’agevolazione non spetta quando, nell’arco dei 3 mesi antecedenti il 1°-1-2015, il lavoratore assunto abbia avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato con il datore di lavoro richiedente l’incentivo ovvero con soggetti collegati (società da questi controllate o a questi collegate ai sensi dell’art. 2359 c.c., nonché facenti capo, ancorché per interposta persona, al datore di lavoro)

L’agevolazione non deve essere stata già goduta dal datore di lavoro in relazione ad una precedente assunzione a tempo indeterminato del lavoratore (stesso lavoratore, stesso datore)

 

Condizioni ex L. 296/2006

– Regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale e assenza di violazioni

– Rispetto dei contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali o aziendali

 

Principi generali in materia di incentivi ex L. 92/2012

– L’agevolazione non spetta quando l’assunzione viola il diritto di precedenza alla riassunzione di un lavoratore licenziato, stabilito dalla legge o dal contratto collettivo

– L’agevolazione non spetta se il datore di lavoro ha in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale, con interventi di integrazione salariale straordinaria e/o in deroga, con riguardo all’unità produttiva alla quale si riferisce l’assunzione

– L’agevolazione non spetta se l’assunzione riguarda lavoratori licenziati, nei 6 mesi precedenti, da parte di un datore di lavoro che, al momento del licenziamento, presenta assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del datore di lavoro che assume ovvero risulti con quest’ultimo in rapporto di collegamento o controllo

– La comunicazione telematica obbligatoria di assunzione deve essere inoltrata nel termine di legge

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