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Volkswagen: consumi truccati, rimborsi esorbitanti

19 Giu 2016


Volkswagen: consumi truccati, rimborsi esorbitanti

> Business Pubblicato il 19 Giu 2016



Parte la Class Action di Altroconsumo: si stimano rimborsi per 300mila persone che potrebbero arrivare a 450milioni di euro. Ecco i dati incriminati.

La casa automobilistica tedesca ha qualche guaio anche in Italia. La Corte d’Appello di Venezia ha difatti ammesso una class action avviata da Altroconsumo nel 2014 nei confronti della Volkswagen.

Con la decisione di cui vi scriviamo, dunque, si rimette in discussione la del primo grado che lo scorso gennaio aveva respinto l’istanza.

Ma veniamo ai fatti.

Volkswagen: consumi truccati

Altroconsumo già nel 2014 aveva lanciato l’allarme. Ci sono discrepanze del 50% tra consumi dichiarati e consumi effettivi. L’iniziativa aveva raccolto 20mila pre-adesioni che puntavano ad ottenere un risarcimento danni da parte della Casa a favore dei clienti italiani. Il ricorso era partito da un test indipendente sui consumi e le emissioni di una Golf 1.6 TDI BlueMotion 105 CV. Il test aveva dimostrato che rispetto ai valori dichiarati i consumi effettivi erano più alti della metà.

Per completezza si deve anche dire che con il medesimo criterio Altroconsumo aveva testato anche una Fiat Panda 1.2, riscontrando valori superiori del 18% rispetto ai dati ufficiali e, nonostante la minore entità del problema, la class action contro la FIAT Crysler Automobiles (FCA) era già stata ammessa separatamente dal Tribunale di Torino, nel novembre del 2015.

Class action consumi auto: a quanto ammonta il possibile risarcimento?

Secondo quanto riporta l’agenzia Reuters, la filiale italiana della Volkswagen non avrebbe ancora ricevuto alcuna comunicazione in merito al procedimento giuridico. Secondo Paolo Martinello, avvocato di Altroconsumo, la cifra sarebbe esorbitante: “Considerando che dal 2010 a oggi sono circa 300.000 le persone che hanno acquistato quel modello di Golf, sia nuova che usata, e che la nostra richiesta di danni si aggira sui 500 euro ogni 15.000 km percorsi, si potrebbe quantificare il danno potenziale approssimativamente in 450 milioni di euro“.


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