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Fisco agevolato, regime dei minimi o nuovo forfettario?

16 agosto 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 agosto 2015



Nella Legge di Stabilità 2016 è ormai data per certa la proroga di entrambi i regimi fiscali. Vediamone i principali punti di forza e di debolezza.

Per chi è in procinto di mettersi in proprio, e vuole iniziare un’attività “ in piccolo”, l’ideale, qualora si possiedano i requisiti, è aderire ad un regime fiscale agevolato. Sino al 31 dicembre 2015, ma, probabilmente, anche per tutto il 2016, grazie all’inserimento nella Legge di Stabilità, sarà possibile scegliere tra il regime dei Contribuenti Minimi [1] ed il regime Forfettario [2].

 

Chi può aderire al regime dei Minimi

Può aderire a tale regime chi intraprende una nuova attività, non è stato titolare di partita Iva nei 3 anni precedenti, e non partecipa contemporaneamente a società di persone, associazioni assimilate o a società di capitali in regime di trasparenza. I requisiti per la permanenza nel regime sono:

– volume d’affari inferiore a € 30.000 l’anno;

– acquisti di beni strumentali inferiori a € 15.000 nel triennio;

– assenza di personale dipendente;

– esercizio d’attività come libero professionista o ditta individuale.

Inoltre, l’attività svolta non deve costituire la prosecuzione di una precedente attività, anche se esercitata in forme differenti, e non è possibile effettuare cessioni all’esportazione (mentre è possibile effettuare prestazioni di servizi per committenti esteri).

 

Quali sono le agevolazioni previste dal regime dei Minimi

I benefici, per chi aderisce a tale sistema, sono:

– pagamento di un’imposta del 5% sul reddito ( somma dei compensi meno totale dei costi inerenti all’attività ; i costi promiscui possono essere dedotti al 50%)che sostituisce Irpef, Irap ed addizionali;

– mancato assoggettamento all’Iva (l’Iva non dovrà essere applicata alle cessioni, ma non si potrà detrarre dagli acquisti; potrà comunque essere dedotta dal reddito annuale come costo) ed agli obblighi accessori (non dovranno essere presentati la dichiarazione Iva, la Comunicazione Dati Iva, lo Spesometro);

– esonero dall’applicazione di ritenute d’acconto o a titolo d’imposta;

– non assoggettamento all’obbligo di tenuta delle scritture contabili (andranno comunque conservate le fatture in entrata e in uscita, numerate);

– esonero dagli Studi di Settore.

 

Qual è la durata del regime dei Minimi

Si può beneficiare delle agevolazioni per 5 anni dall’apertura della partita Iva, oppure, senza limiti, sino al trentacinquesimo anno d’età.

 

Chi può aderire al Regime Forfettario

Per quanto concerne, invece, il sistema Forfettario, può entrarvi chi non ha superato, nell’anno precedente, un determinato volume d’affari, differente a seconda dell’attività esercitata, come da tabella sottostante:

Tipologia di attività Limite dei Ricavi
Commercio (al dettaglio e alliingrosso) 40.000
Commercio di alimenti e bevande
 
Commercio ambulante di alimenti e bevande
30.000
Commercio ambulante non alimentare 20.000
Costruzioni e attività immobiliari 15.000
Intermediari del commercio 15.000
Servizi di alloggio e attività di ristorazione 40.000
Attività professionali, scientifiche,
 
tecniche, sanitarie, di istruzione,
 
Servizi finanziari ed assicurativi
15.000
Altre attività economiche 20.000
Industrie alimentari e delle bevande 35.000

Come funziona il nuovo regime Forfettario

Il sistema prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva del 15% al reddito. Il reddito è ricavato non sottraendo i costi dell’attività dai compensi, ma applicando ai compensi un coefficiente di redditività.

Si veda, a tal proposito la tabella sottostante:

Settore di attività Coefficiente di redditività
Commercio (al dettaglio e all’ingrosso) 40%
Commercio di alimenti e bevande 40%
Commercio ambulante di alimenti e bevande 54%
Costruzioni e attività immobiliari 86%
Intermediari del commercio 62%
Servizi di alloggio e attività di ristorazione 40%
Attività professionali, scientifiche,
 
tecniche, sanitarie, di istruzione,
 
Servizi finanziari ed assicurativi
78%
Altre attività economiche 67%
Industrie alimentari e delle bevande 40%

I costi effettivi, dunque, non vengono dedotti.

Ad esempio, se Tizio, libero professionista, guadagna, in un anno, 10.000€, pagherà l’imposta sostitutiva del 15% su 7.800€, poiché ha un coefficiente di redditività del 78%.

Per quanto riguarda la durata del nuovo regime forfettario, non ci saranno più vincoli di tempo. Rispetto al regime dei minimi viene eliminato il limite dei cinque anni o il limite del trentacinquesimo anno di età.

Ai fini dell’IVA i contribuenti che aderiscono al nuovo regime forfettario saranno esentati dagli adempimenti, quindi non applicheranno la rivalsa e non avranno titolo alla detrazione dell’imposta (come accade col regime dei minimi).

Rispetto ai contributi previdenziali, potranno essere versati non più sulla base dei minimali, ma sul reddito effettivamente dichiarato, anche al di fuori della Gestione Separata.

Può essere utilizzato personale dipendente, e si può fruire di collaborazioni, se le spese non superano 5.000 Euro lordi annui.

Infine, per poter usufruire del nuovo regime forfettario, il costo complessivo al lordo degli ammortamenti dei beni strumentali al termine di ogni anno non deve superare i 20.000 Euro.

note

[1] D.L. 98/2011.

[2] L. 190/2014.

Autore immagine: 123rf com

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