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Lo sai che? Animali: la responsabilità oggettiva del padrone

Lo sai che? Pubblicato il 17 agosto 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 agosto 2015

La responsabilità oggettiva del proprietario o di chi detiene un animale, la colpa, il risarcimento dei danni provocati a persone o terzi, il caso fortuito, lo smarrimento, la fuga, il furto, la catena spezzata, il passeggio al parco.

Il padrone del cane, o anche chi lo ha in custodia per un tempo limitato e tuttavia non ne è il proprietario, è responsabile per tutti i danni causati dall’animale a terze persone o ad oggetti [1]. Si tratta di una responsabilità assai ampia, perché scatta:

– anche se il proprietario non è personalmente responsabile del danno (si pensi al caso in cui al cane sia stata inavvertitamente calpestata una zampa e, per reazione, abbia morso un passante [2]);

– anche se il padrone gli ha impartito una educazione impeccabile, magari portandolo a un corso di addestramento;

– anche se i danni alle persone o alle cose sono stati realizzati quando l’animale era fuggito dal recinto o smarrito.

Questa ampiezza di responsabilità va sotto il nome di responsabilità oggettiva, perché scatta, appunto, per il solo fatto “oggettivo” verificatosi, e quindi anche in assenza di dolo o colpa del possessore dell’animale.

L’unico modo, per il possessore dell’animale, di evitare la condanna a risarcire il danno è di provare che il fatto è stato determinato:

– da un caso fortuito, cioè da un evento veramente eccezionale e imprevedibile;

– oppure per esclusiva colpa del danneggiato.

Chi risponde dei danni se il cane è stato temporaneamente ceduto ad altri?

Se il nostro cane, prestato a un amico (magari per farlo accoppiare con la sua cagnetta), morde una terza persona chi deve risarcire il danno? Il codice civile [1] lo fa intendere in modo abbastanza chiaro: la responsabilità non è più del proprietario, ma di chi ha la temporanea custodia dell’animale, per tutto il tempo durante il quale se ne serve.

E se l’animale venisse rubato?

Secondo l’orientamento prevalente, il proprietario è liberato di ogni responsabilità se denuncia il furto. Quindi non bisogna perdere neanche un secondo: non appena l’animale è scappato dal recinto o dalla mano del padrone, bisogna subito correre alla più vicina stazione dei carabinieri. Fa eccezione l’ipotesi in cui il cane sia stato lasciato libero di vagare (per esempio, il padrone che lo lasci nel parco per correre liberamente), poiché in tale situazione la sottrazione dell’animale non può considerarsi un evento inevitabile.

E se abbiamo dato l’incarico a un dog sitter?

Secondo la giurisprudenza prevalente non c’è alcuna responsabilità a carico del dog sitter purché nell’uso dell’animale si attenga alle istruzioni ricevute dal committente.

E se vi fosse un comportamento colposo da parte del danneggiato?

La colpa del danneggiato può produrre effetti liberatori solo quando il proprietario dell’animale ha adottato tutte le misure necessarie per impedire intromissioni oppure ha richiamato l’attenzione del terzo sull’esistenza del pericolo e sul divieto di entrare nel luogo in cui l’animale è custodito.

Per esempio, è stata riconosciuta dalla Cassazione la colpa esclusiva del cacciatore che, entrato in un fondo recintato, è stato aggredito da una mucca.

 

E se l’animale è scappato perché la catena si è rotta?

In questo caso il padrone, per andare esente da responsabilità dovrebbe dimostrare che la corda o la catena erano integre e non affette da alcun vizio di manutenzione. Diversamente scatta la responsabilità “in via automatica”.

note

 

[1] Art. 2052 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 23352/2013.

Autore immagine: 123rf com

Va riconosciuta la responsabilità del proprietario di un cane che, accidentalmente colpito ad una zampa da un’altra persona, azzannava altro soggetto, risultando imprudente la condotta del proprietario dell’animale. A nulla rileva la circostanza che l’animale sia stato pestato accidentalmente, evenienza questa del tutto probabile, come era probabile che l’animale rispondesse in simili casi con un’aggressione, avendo, invece, significativa rilevanza penale il fatto che l’animale non fosse stato custodito in un luogo non accessibile agli ospiti o, quanto, meno non fosse stato munito di museruola, risultando libero di muoversi tra le persone.

Cass. sent. n. 23352/2013

L’acquisizione del possesso di un cane che si sia “smarrito” può essere fatta rientrare fra le ipotesi di “caso fortuito” di cui all’art. 647 c.p., dovendo tale ultima disposizione essere coordinata con l’art. 925 c.c. che prevede l’acquisto della “proprietà” dell’animale mansuefatto da parte di chi se ne sia impossessato qualora l’animale non sia stato reclamato entro venti giorni da quando il proprietario ha avuto conoscenza del luogo ove esso si trova.

Cass. sent. n. 18749/2013

Deve configurarsi la responsabilità da omessa custodia a carico del concessionario gestore di autostrada con riferimento ad un incidente verificatosi per la presenza, sulla sede autostradale, di un cane che abbia tagliato la strada al veicolo del conducente, ove il concessionario, sul quale incombe il relativo onere, non riesca a dimostrare che l’immissione dell’animale sia riconducibile ad un’ipotesi di caso fortuito, quale l’abbandono del cane in una piazzola dell’autostrada ovvero il taglio vandalico della rete di recinzione od, ancora, il suo abbattimento in conseguenza di precedente incidente, per il quale quindi non sia possibile intervenire tempestivamente adottando le necessarie cautele.

Trib. Lucca, sent. n. 817/2013

Dei danni causati da un cane randagio per avere morso un passante rispondono, in via solidale, il comune e la ASL per aver omesso di controllare la presenza dei cani randagi nel centro abitato e, di conseguenza, di non aver adottato le misure di intervento necessarie a scongiurare pericoli per la incolumità pubblica.

Trib. L’Aquila, sent. n. 851/2014

Nell’ipotesi di lesioni subite in seguito ad un morso di un cane, va esclusa l’ipotesi del caso fortuito nel fatto che la catena cui il cane era legato si sia rotta consentendo all’animale di avventarsi sulla persona offesa, in quanto la prova del caso fortuito incombeva sull’imputato, il quale, per contro, non aveva fornito elemento alcuno per ritenere che la corda fosse integra ed adeguata alla corpulenza del cane.

Cass. sent. n. 49690/2014

Il comune deve rispondere dei danni patiti da un ciclomotorista aggredito da un cane randagio durante la marcia del mezzo, atteso che l’ente territoriale, ai sensi della legge-quadro 14 agosto 1991 n. 281 e delle leggi regionali in tema di animali di affezione e prevenzione del randagismo, è tenuto, in correlazione con gli altri soggetti indicati dalla legge, al rispetto del dovere di prevenzione e controllo del randagismo sul territorio di competenza.

Cass. sent. n. 2741/2015

Il caso fortuito si realizza quando un fattore causale, sopravvenuto, concomitante o preesistente ed indipendente dalla condotta del soggetto renda eccezionalmente possibile il verificarsi di un evento, assolutamente non prevedibile e non evitabile (nella specie, relativa all’accusa di lesioni colpose nei confronti del padrone di un cane, che aveva azzannato delle persone dopo essere fuoriuscito dalla abitazione a causa di un guasto al sistema di chiusura del cancello, il fatto che tale guasto si fosse già verificato risultava concettualmente incompatibile con il proprium del caso fortuito, caratterizzato dall’imprevedibilità dell’accadimento, ossia dalla assoluta episodicità e straordinarietà).

Cass. sent. n. 15713/2015


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1 Commento

  1. Buongiorno, so che la giurisprudenza sta’ cambiando. Conoscete sentenze di condanna, verso il proprietario di un cane, costretto a pagare i danni ad un ladro aggredito da un cane in casa propria?

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