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Le Guide Quando la separazione è colpa di uno dei coniugi?

Le Guide Pubblicato il 17 agosto 2015

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> Le Guide Pubblicato il 17 agosto 2015

Sto per separarmi e vorrei sapere se il giudice, solo per il fatto che ho chiesto per primo la separazione, può darmi la colpa della rottura del matrimonio.

Separarsi è un diritto che può chiedere ciascun coniuge, anche se l’altro non è d’accordo. Il fatto di rivolgersi, per primo, al giudice per ottenere la separazione non implica anche l’addebito della stessa (ossia la dichiarazione di responsabilità). Il solo fatto che il coniuge abbia deciso di interrompere il legame non è motivo di colpa, posto che chiunque può anche cambiare idea, magari scoprendosi non più innamorato dell’altro. E sebbene la legge disponga che la separazione può essere accordata quando la convivenza è divenuta intollerabile, il giudice non chiede la prova di tale situazione, ma si accontenta della semplice dichiarazione della parte.

Diverso, invece, il concetto di addebito (ossia la colpa) che richiede sempre la prova precisa e puntuale.

In quali casi, allora, la separazione è addebitabile a uno dei coniugi?

La separazione è addebitabile a uno dei coniugi quando questi sia venuto meno ai doveri di fedeltà e assistenza morale e materiale imposti dal codice civile [1] e ciò abbia reso intollerabile, per l’altro coniuge, la prosecuzione della convivenza.

La norma sembra di facile applicazione ma non lo è affatto. Il giudice infatti dovrà indagare, caso per caso, se vi è stata effettivamente violazione dei doveri coniugali: se tale violazione è stata di rilevante entità, se non è stata causata o favorita dal comportamento dell’altro coniuge, se ha realmente reso intollerabile la convivenza oppure è stata conseguente a una convivenza già divenuta intollerabile per altre ragioni, e così via.

La persona a cui venga addebitata la separazione non ha diritto a ottenere l’assegno di mantenimento, ma non viene meno il diritto invece agli alimenti. In pratica, questo significa che la persona alla quale è stata addebitata la separazione, se è sprovvista di redditi propri né è nelle condizioni per procurarseli, e versi in uno stato di indigenza totale, ha la possibilità di chiedere al giudice che l’ex coniuge le versi i cosiddetti alimenti, cioè una somma periodica sufficiente a consentirne la sopravvivenza (l’importo è inferiore rispetto al classico assegno di mantenimento).

note

[1] Art. 143 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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