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Usucapione: decorrenza diritto e interruzione

17 agosto 2015


Usucapione: decorrenza diritto e interruzione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 agosto 2015



Temo che il vicino di casa stia usucapendo la mia proprietà in campagna: come faccio a capire da quando decorre il termine di 20 anni e come posso interromperlo?

 

Usucapione è un termine che deriva dall’espressione latina usu capere, ossia prendere con l’uso: in buona sostanza, con tale istituto, il possessore può diventare proprietario del bene anche se ha assunto il possesso del bene senza un valido titolo (un contratto, ecc.). Ciò potrebbe apparire, a prima battuta, ingiusto, ma riflettendoci bene non lo è poi tanto. Se qualcuno, infatti, riesce a possedere un bene altrui, significa che il proprietario se ne è completamente disinteressato e, certamente, nel bene comune, è meglio che un immobile venga curato (per esempio, un campo da coltivare, una casa da restaurare, ecc.) anziché abbandonato a sé stesso, perdendo così valore. E così, tra un soggetto scarsamente interessato alla propria cosa, che l’abbandona a sé stessa e, anzi, se ne dimentica, e – dall’altro lato – un altro soggetto che, invece, se ne prende cura, anche se non propria, l’ordinamento preferisce quest’ultimo e, dopo un tempo non certo breve (20 anni, di regola) gli concede di considerarsi come nuovo proprietario.

Beni usucapibili

Oggetto di usucapione possono essere beni mobili, immobili, universalità di mobili, diritti reali minori (v. servitù, ecc.).

 

Condizioni

Perché scatti l’usucapione sono necessari i seguenti presupposti:

possesso continuativo del bene, ossia non interrotto;

– possesso prolungato, ossia per il periodo previsto dalla legge (v. dopo);

– possesso pubblico, cioè esercitabile in modo visibile, affinché il proprietario sia in grado di accorgersi che qualcuno gli sta usucapendo il bene e possa eventualmente prendere le contromosse.

Tale requisito viene identificato con uno o più comportamenti del possessore tipici invece del proprietario, ossia un atteggiamento che manifesti pubblicamente l’intenzione di possedere il bene come se si fosse il legittimo titolare (benché ancora non lo si è);

– possesso pacifico, cioè non contrastato dal proprietario. Se vi fosse infatti, opposizione da parte del proprietario si potrebbe dire che questi sta esercitando il proprio diritto e, quindi, verrebbe meno uno dei presupposti dell’usucapione. Tuttavia, anche se il possesso sia stato inizialmente acquistato con la violenza (si pensi all’occupazione di un fondo rustico con l’abbattimento del recinto), si considera divenuto pacifico dal momento in cui la violenza è cessata. Da questo istante inizia a maturare l’usucapione.

Tempi e requisiti necessari per usucapire un bene

I tempi per far maturare l’usucapione sono diversi a seconda del tipo di bene. Vediamoli singolarmente.

Beni immobili

– 20 anni (cosiddetta usucapione ordinaria);

– 10 anni (cosiddetta usucapione abbreviata) se il possesso è stato acquisito in buona fede e in forza di un atto di vendita o di donazione (trascritto nei registri immobiliari) che, però, poi si è rivelato nullo.

Beni mobili

– 20 anni (cosiddetta usucapione ordinaria);

– 10 anni (cosiddetta usucapione abbreviata) se il possesso è stato acquisito in buona fede;

– se oltre alla buona fede vi è anche un atto di vendita o di donazione (trascritto nei registri immobiliari) che, però, poi si è rivelato nullo, la proprietà si acquista immediatamente (è la regola del cosiddetto possesso vale titolo).

Beni mobili registrati

– 10 anni (cosiddetta usucapione ordinaria);

– 3 anni (cosiddetta usucapione abbreviata) se il possesso è stato acquisito in buona fede e in forza di un atto di vendita o di donazione (trascritto nei registri immobiliari) che, però, poi si è rivelato nullo.

Universalità di mobili

– 20 anni (cosiddetta usucapione ordinaria);

– 10 anni (cosiddetta usucapione abbreviata) se il possesso è stato acquisito in buona fede e in forza di un atto di vendita o di donazione (trascritto nei registri immobiliari) che, però, poi si è rivelato nullo.

Da quando inizia a decorre il termine dell’usucapione

I termini suddetti, ovviamente, possono essere conteggiati a condizione che si riesca a individuare, in modo preciso, un momento dal quale iniziano a decorrere.

Di norma i giudici individuano l’inizio di tale momento con il primo atto, posto in essere dal possessore, con il quale lo stesso ha dimostrato di comportarsi come se fosse il proprietario. Così, per esempio, nel caso del possessore di un campo, dal momento in cui alza una staccionata; nel caso del possessore di un appartamento, da quando cambia la serratura alla porta; nel caso del possessore di un cortile, dal momento in cui vi pone un cancello, ecc.

Per vincere la causa di usucapione, il possessore deve solo provare il primo atto di possesso (valido far iniziare il decorso dell’usucapione) e che tale situazione sussiste ancora oggi. Infatti, secondo quanto disposto dal codice civile [1] la continuità del possesso si presume anche nel tempo intermedio. Ciò comporta che non dovrà essere il possessore a dimostrare tale continuità per tutti i venti anni, ma sarà onere della controparte provare che vi è stata una interruzione nel possesso.

Come si interrompe l’usucapione?

L’usucapione si interrompe notificando al possessore un atto di citazione in giudizio volto a ottenere la restituzione del bene. La citazione costituisce una forma di esercizio del diritto che pone fine all’inerzia del proprietario e fa venir meno un elemento fondamentale dell’usucapione. Non è necessario, poi, costituirsi in giudizio e, quindi, pagare le spese di bollo e contributo unificato. Insomma, non è necessario avviare materialmente la causa per l’interruzione, ma basta solo la notifica dell’atto di citazione.

Non serve a interrompere l’usucapione, invece, una semplice lettera di diffida, una sollecitazione, una telefonata o una turbativa di fatto.

L’usucapione si interrompe anche se il possessore è stato materialmente privato del possesso per oltre un anno.

Dopo aver interrotto il termine, si azzera il tempo già passato: questo comporta che ci vorranno altri 20 anni prima che la controparte possa usucapire il bene.

Se abbiamo prestato un bene a un parente o un amico

L’usucapione non scatta, di norma, in presenza di una semplice tolleranza dell’altrui possesso: è il caso in cui, per rapporti di amicizia, parentela o cortesia tra vicini, consentiamo ad un’altra persona di usare la nostra cosa.

La tolleranza deve esprimersi come permesso e si ha permesso quando il proprietario mantiene la possibilità di proibire. Tuttavia, quando la tolleranza si protrae per molto tempo, l’usucapione inizia a decorrere ugualmente.

note

[1] Art. 1142 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com

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