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Agenzia Entrate: per la CTR Lazio le firme dei dirigenti sono valide

19 Ago 2015


Agenzia Entrate: per la CTR Lazio le firme dei dirigenti sono valide

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 Ago 2015



Atti firmati dai dirigenti del fisco “illegittimi” perché decaduti dopo la sentenza della Corte Costituzionale: si attende la Cassazione.

L’ennesimo capitolo nella vicenda degli atti dell’Agenzia delle Entrate firmati dai dirigenti decaduti lo scrive la Commissione Tributaria Regionale del Lazio [1]: nonostante l’intervento della Corte Costituzionale [2], gli atti restano validi. È questa, almeno, l’opinione dei giudici di secondo grado della capitale secondo cui va privilegiato il principio di conservazione degli atti amministrativi.

La Ctr del Lazio ha richiamato anche quanto incidentalmente affermato dalla Corte costituzionale nella sentenza 37/2015 secondo la quale “considerando le regole interne dell’agenzia delle Entrate e la possibilità di ricorrere all’istituto della delega anche a funzionari per l’adozione di atti a competenza dirigenziale come affermato dalla giurisprudenza tributaria di legittimità sulla provenienza dell’atto dall’Ufficio e sulla sua idoneità ad esprimere all’esterno la volontà [3], la funzionalità delle Agenzie non è condizionata dalla validità degli incarichi dirigenziali previsti dalla disposizione censurata”.

Ma anche a non voler riconoscere valore al principio di conservazione degli atti – si legge nella sentenza in commento – entra sempre in gioco la figura del “funzionario di fatto” cioè del personale che esercita attività amministrative pur non essendo incardinato formalmente nel ruolo, ma che appare quale vero e proprio agente della pubblica amministrazione; figura, si precisa nella sentenza, che ben si attaglia alla fattispecie esaminata.

Sebbene resta ancora minoritaria, la tesi a favore dell’Agenzia delle Entrate sta “recuperando terreno” negli ultimi mesi rispetto a quella che accoglie il ricorso del contribuente e dichiara nullo l’atto di accertamento fiscale; sicché diventa sempre più urgente l’intervento chiarificatore della Cassazione. Un intervento che – a quanto sembra – non dovrebbe farsi attendere ulteriormente, considerato che potrebbe essere attivato un canale preferenziale vista la eccezionale rilevanza del contenzioso.

note

[1] CTR Lazio, sent. n. 4423/2015.

[2] C. Cost. sent. n. 37/2015.

[3] Cass. sent. n. n. 220/2014; n. 17044/2013; n. 18515/2010; n. 17400/2012.

Autore immagine: 123rf com


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