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Equitalia: sulla prima casa sì all’ipoteca

19 agosto 2015


Equitalia: sulla prima casa sì all’ipoteca

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 agosto 2015



Cartelle esattoriale di pagamento, ipoteca, pignoramento ed esecuzione forzata, vendita all’asta di Equitalia nel caso di unico immobile di proprietà o meno.

Equitalia è libera di iscrivere ipoteca sull’unica casa di residenza del contribuente, anche se poi non può metterla in vendita all’asta: le nuove norme introdotte nel 2013 [1], tutelano la “prima casa” degli italiani (o meglio, l’unico immobile di residenza) dal pignoramento e, quindi, dall’esecuzione forzata, ma non anche dall’iscrizione di una misura cautelare come è, appunto, l’ipoteca.

È questa la sintesi di una recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia [2]. Ma vediamo meglio di cosa si tratta.

Tutte le volte in cui il contribuente abbia un debito, per cartelle di pagamento scadute e non pagate, e questo debito sia uguale o superiore a 20mila euro, Equitalia può iscrivere ipoteca su uno qualsiasi dei suoi immobili, anche se fosse l’unico.

Dunque, esemplificando, se il debito scaduto è di 19mila euro, Equitalia non potrebbe né iscrivere ipoteca, né tantomeno mettere all’asta la casa. Dovrebbe allora accontentarsi di una delle altre forme di pignoramento: il conto corrente, per esempio, ma anche lo stipendio, la pensione, i crediti verso clienti, i beni mobili in casa, i gioielli, i canoni di affitto eventualmente percepiti, ecc.

Se, invece, il debito è uguale a 20mila euro o superiore, Equitalia può procedere anche ad iscrivere ipoteca nei registri immobiliari. A questo punto, però, bisognerà verificare se l’immobile sia o meno l’unico di proprietà del debitore:

– se l’immobile su cui è stata iscritta ipoteca è anche l’unico di proprietà del contribuente (fatta eccezione per le abitazioni di lusso) nel quale vi ha la residenza anagrafica, Equitalia può solo iscrivere ipoteca, senza però procedere oltre con l’esecuzione forzata. Risultato: benché con l’ipoteca, la casa resterà sempre nella titolarità del proprietario. In questo caso, però, se a mettere all’asta l’immobile sia un altro creditore (per esempio, la banca), a cui non si applica il divieto di pignoramento sulla “prima casa”, Equitalia potrebbe partecipare all’esecuzione e alla spartizione del ricavato dalla vendita.

– se l’immobile non è l’unico di proprietà del debitore, ma questi ha anche altri beni, Equitalia, dopo aver iscritto l’ipoteca, può anche avviare il pignoramento, ma sempre che il proprio credito sia superiore a 120mila euro.

DEBITI FINO A 19.999 EURO
Unico immobile di proprietà Più immobili di proprietà
No ipoteca No ipoteca
No pignoramento (*) No pignoramento (*)
DEBITI DA 20.000 FINO A 119.000 EURO
Unico immobile di proprietà Più immobili di proprietà
Si ipoteca Si ipoteca
No pignoramento (*) No pignoramento (*)
DEBITI DA 120.000 EURO IN SU
Unico immobile di proprietà Più immobili di proprietà
Si ipoteca Si ipoteca
No pignoramento (*) Si pignoramento

(*) Se però il pignoramento viene avviato da altro creditore diverso da Equitalia, l’Agente della riscossione può partecipare all’esecuzione forzata e concorrere nella divisione del prezzo secondo il grado della propria ipoteca.

Critiche alla nuova norma

La regola secondo cui l’unico immobile di proprietà del debitore, benché non possa essere pignorato, può comunque essere oggetto di ipoteca, è stata fortemente criticata. Alcuni hanno, infatti, giustamente evidenziato che, una volta iscritta l’ipoteca sulla casa, nessuna banca sarebbe più disponibile a erogare un finanziamento al contribuente per estinguere il debito con Equitalia. Sicché l’ipoteca pregiudicherebbe la possibilità di porre fine alla morosità, pur senza un’effettiva utilità per Equitalia. L’ipoteca, infatti, laddove non consenta di procedere oltre con l’esecuzione forzata, avrebbe una funzione di semplice stimolo e nient’altro.

note

[1] DL 69/2013.

[2] CTP Reggio Emilia sent. n. 340/03/2015.

Autore immagine: 123rf com

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